Alla faccia della Grande Bellezza (e in onore der Depardieu de Torpignattara), un pezzo di pianoforte romano-tosto (e per niente decadente)

Via Torpignattara, anni '50. Veduta del mercato e dell'incrocio con Via Casilina

“Via Torpignattara, anni ’50. Veduta del mercato e dell’incrocio con Via Casilina. Sullo sfondo Piazza della Marranella con l’abbeveratoio dei cavalli”. Cliccare per i credits, per altre immagini e accedere a un bel sito sul quartiere

Listen to this:
(by MoR, wait a few seconds)


ψ

Lello, er romanaccio Depardieu (always with us in spirit?) says:

“Un po’ contemporanea, ‘sta litania.”

Mario:

“What is this sh** …”

Experimenting (with
the Romanesco dialect)

[To the English-speaking: This post being partly written in the Romanesco dialect Google translations might be unpredictable]

[Al lettore italiano: parlare il romanesco, ok, ma scriverlo - e studiarlo come lingua - è un'altra cosa. 1° sperimento]

‘Nnamo (let’s start.)

Il Depardieu del Casilino

Gérard Depardieu al Film Festival di Brlino del 2010

Gérard Depardieu au Film Festival de Berlin (2010.)  Click for credits

Incontro Lello a un bar di Torpignattara. Sta ordinando una Ceres.

ψ

Ogni tanto ci capito, a Torpignattara, perché se hai fortuna incontri i romani veri – magari non del tempo di Tito (come gli ebrei del rione S. Angelo) – ma veri in ogni caso, di 7 generazioni.

ψ

Corpulento, sui 40 anni, i braccioni tatuati che se t’agguantano ti stritolano, Lello ha i tratti marcati e sarebbe il perfetto Gérard Depardieu del Casilino se fosse un po’ più gallico e un po’ meno scuro nei capelli e negli occhi.

Saltuariamente – al Pantheon, a piazza Navona, al centro, in definitiva – Lello compare e scompare come un fantasma suonando percussioni esotiche assieme a un contrabbassista emaciato, a un sassofonista colla panza tonda, e a un chitarrista eccezionale col cappello calato gli occhi quasi nascosti dalle rughe che pare sia di Birmingham

[Lello dice che è di Birmingham. Io gli credo]

Sorseggia la Ceres, guardandosi lentamente attorno. E’ il suo mondo, il suo ambiente.

Lello è un capo.

A ‘sto punto, dico, la ordino pure io, sta Danese perché, è così particolare, sto Lello, che voglio che mi si sciolga la lingua (che mi s’è come ingufita coll’età).

Sorrentino ce sta a fa’ neri

La Grande Bellezza

Toni Servillo as Jep Gambardella in ‘La Grande Bellezza’ by Paolo Sorrentino

Dico:

“Lello, a fijo de ‘na mignotta, vviè cqua!”

Si avvicina. Sempre pronto allo scambio umano, in realtà parla pochissimo. Annuisce.

“Ahó, possin’ammazzatte – dico – co’ sta Grande Bellezza Sorrentino ce sta a fa’ neri. Tutto il mondo parla di metafora: metafora qua, metafora là… mo’ pure gli Americani sur Nu York Times …”

Lello è impassibile. Un minuto, forse due.

Poi, guardandosi le unghie, ‘na finissima ironia nello sguardo, comincia un bofonchio, che cresce man mano e se fa cavernoso.

Capisco solo le ultime tre parole:

“[...] [...] [...] M-e-t-a-f-o-r-a de che”.

Una voce dall’antro. A sentirla di notte al buio … Depardieu me fa impazzì.

Gran bucio de c… profumato

la grande bellezza

Cerco di provocarlo (ho bisogno di fa’ casino, di distrarmi).

Provo – un’imitazione ok – a crescere piano piano pure io per poi dargli dentro dopo 20 esatte parole:

“Beh, metafora dell’Italia – dico ‘n sordina, preciso -, d’un paese destinato al declino, con Roma – girata bellissima, per carità (sennò perché il titolo), – che poi in verità è ‘na pattumiera, è solo ‘na cloaca pure un po’ fine ma inzomma, lo vogliamo dire CAZZO, è come ‘N GRAN BEL BUCIO DE CULO TUTTO PROFUMATO – so’ cavernosissimo – co’ tanto de mignotte, ruffiani, pretacci (e nani!!) – parossismo – CHE CE CAMMINAMO TUTTI SOPRA!!!!”

[Ok, non sarò Augusto Lello ecc, ma er romanesco lo mastico, mia nonna era de via Garibaldi]

The Great Beauty by

Altra pausa. Si bbeve. Er calore de ste Ceres comincia a impregnacce.

Lello, lo vedo, è un poco ‘allertato’

Poi, ‘na lievissima sfumatura de complicità (divertita?) Lello disce:

“Tutti sopra ‘sto bucio de culo”

“Tutti sopra ‘sto bucio de culo. Confermo” (mi guardo le unghie puro io)

“Che poi è profumato”
[non capisco se mi piglia per il culo; siamo romani, ok, ma Lello è tosto, niente da dire]

“Che è profumato. Riconfermo”. C’è  qualcosa che non va.

Ma sentendomi provocato sbotto, incazzato come Agosto (quello a piazza de’ Renzi 15, che si incazzava davvero, non era un fintone, e Sandro il figlio, l’ho visto piccolo, è come lui)

“Ma dimmi un po’ a Lello: a te te piasce? Vojo dì, a te te piasce che Sorrentinos mostri ste zozzerie al mondo???”

Credevo d’avello beccato ‘n pieno. Erore. Ridiventa ‘na statua. Che soggetto, minchia, e potrebbe esse mio figlio …  :?

ψ

A ripensarci, ora che lo scrivo, mi salta in quer boccino er solito carme:

[no 'n bbuzzuro stavolta, ma carme nella lingua delle madri che la sera deambulav... lasciamo perdere]

Gigante immobile e paonazzo
(e sanguigno, diciamolo, come sto pezzo di …. Bbacco).

ψ

Poi d’un tratto, uomo dalle infinite risorse, Lello trasfigura, la pelle je se chiazza, l’occhio sinistro mosso dan lieve tremito.

Allora t’ho colpito, stronzo. ma te sarai ‘ncazzato?

Via di Tor Pignattara anni '40 circa

Via di Tor Pignattara anni ’40 circa. Courtesy di Silvestro Gentile. Cliccare per i credits

Seconda Ceres. Lo seguo a ruota. Comincia, si direbbe, a approfondirsi na certa atmosfera che è solo de ‘ste parti … discorso lungo, da non fare ora (anche perché credo che ‘n ce porta a un cazzo).

Mario, homo novus
(e pallonaro)

Mario m’accompagna un bel giorno a Torpignattara.

E’ il classico chiacchierone fanfarone – niente a che vedere co gli Augusti, I Lelli -, al punto che la tragica diffusione di un simile ‘tipo psicologico’, qui, è uno dei motivi per cui molti italiani … sparlano di Roma.

Al bar mi parla di calcio, della sua vecchia Lancia vintage, delle ultime 10 partite (10!) di 4 squadre diverse. Non ci capisco molto.

Poi arriva Lello, e Mario commenta:

“Ma quello sta sempre zitto. Me sembra n’imbecille”.

[Ok, Lello-Depardieu sarà tranquillo - Mario non capisce un cavolo - ma già con gli occhi ti dice mille cose. Gli occhi di Mario, invece, esprimono il vuoto assoluto)

Dico:

"Imbecille? Errore grave, Mario mio, perché Lello, a te, t-e  s-e  m-a-g-n-a".

Nonostante calchi la voce Mario se ne fotte e scrolla le spalle (co gli occhi -quasi na punizione divina- che ripetono il nulla dell'anima).

[Che è st'anima? Che ne so. Ma che Mario l'anima non ce l'abbia mi sembra l'unica verità scientifica della storia della teologia]

Lello, antico,
laconico (e non cazzaro)

Lello è intelligentissimo, e, a differenza di Mario il cazzaro, ha un retroterra.

Sterminato.

Cerco di darvi un’idea.

ψ

Da 20 anni frequenta il centro storico (“la mia famiglia è de llì: co’ ggenitori, e i nonni, e i bisnonni, e i trisnonni -e via cantando- ci arrivi fino Adamo”).

Detto come una cantilena, difficile da spiegare, che è ritmata dalla ‘o’ di nonni (da dove viene? Mah).

ψ

Lo vedo ‘na volta al mese, anche meno oramai, ma so che c’è (e mi basta).

Lello è un capo, ripeto. Mi dà la fiducia di pensare che qui in Italia tanta gente (qualcuno al palo c’è, purtroppo) nonostante la crisi se la cava, ai vari livelli della gradinata sociale.

Nell’arte della sopravvivenza, romani e italiani, sono professionisti patentati, la storia è lì a dirlo.

E Lello, che il frescone e fannullone Mario non può capire, Lello in realtà fa.

Un piccolo
ma fiorente commercio

Lello lavora, s’ingegna.

Buon marito e buon padre di due figli, ha raggiunto la sua modesta prosperità con il commercio di cellulari e tablet a costo bassissimo, che la gente compra perché non gira più ‘na lira.

Da qualche anno s’è fatto 2 o 3 esercizietti (stanzine, in definitiva) che visita più volte al giorno, la faccia del boss autorevole ma pensoso, quasi pensasse ad altro (è però nota tutto e tutto sa).

Esercizietti che gli so’ gestiti da 3 marocchini svegli che gli fanno da bassa manco tanto bassa manovalanza, che lo rispettano, e che soprattutto je vogliono bene.

Sidi Bou Said, Tunisia. Gnu Free documentation License

Il Mediterraneo è una casa comune. Al commercio, si sa, non gli n’è mai fregato niente delle fedi diverse.

Lello dunque incede nel quartiere, coi tatuaggioni il nasone la faccia (e la stazza) del Depardieu zigano.

Una figura caratteristica come non ce ne saranno più in futuro (oppure no?) Ho sentito in giro a Roma giovanissimi di altri paesi che già parlano romanesco meglio di me.

Il tradizionale tuffo di Capodanno nel Tevere dal ponte Cavour di Roma

Il tradizionale tuffo di Capodanno nel Tevere dal ponte Cavour di Roma. Tanti sono stati i personaggi famosi in questo ‘sport’, almeno dal 1870 a oggi. Click for credits

Poi insomma cazzo (la terza Ceres, inesorabile …  :twisted:  ), ma a vede’ sti romani che se tuffano ancora da’ ponti (no Lello), con mezza falange in meno ar medio (sì Lello, cqui: ‘na sforbiciata a 16 anni).

Aaa vede’ cioè ‘sti tosti che s’industriano, che non aspettano tutto dar stato, ognuno col su’ stile, qui e in altre regioni del paese, spina dorsale che impedisce che il corpaccione italiano s’afflosci.

In altre parole, a vede’ na Roma e un’Italia positive nonostante le sofferenze, che non s’avvoltolano nella nevrosi, che non si prostituiscono, che non ballano nelle terrazze chic vista Colosseo con le narici incipriate, che non scopano le minorenni ai Parioli e nemmerno le minorenni slave sulla Salaria … cazzo!

A vede’ sti ggiovani che lottano, che imparano le lingue straniere,  che vanno ‘n culo ar monno dovunque ci sia ‘no stracciaccio de lavoro, e così facendo – poverini poverini si dice! – non diventano più deboli, ma più forti, fanghala, che si aprono la mente e il futuro …  (Mario – che mi sta vicino, compagno di scuola a cui infondo voglio bene, me dice: daje, famo notte).

Sorrentinoooos!

Neapolitan Paolo Sorrentino

Neapolitan Paolo Sorrentino. His success at the Academy Awards granted him a Roman honorary citizenship. Click or credits and to enlarge

Ok, ok, a Marioo, ma la domanda scusate che spontanea cazzo ce sorge a ‘sto punto fangulo è la seguente:

A’ Sorrentinoooos! Sarai puro Napoletano talentuoso (lo sei) ma la conosci veramente Roma? O sella conosci – non credo – non te sarai mica  ‘mbo’ incazzato perché l’ambiente del cinema romano – che è poi quello italiano – è ‘na Grande Zozzeria, cogli outsider che so’ outsider semper, tanto che Villaggio (puro Pupi Avati?) s’è addirittura ‘nbestialiddoooo?

Dice Fantozzi, ineffabile, a Mediaset:

“Sordi è il simbolo della ‘Grande Cattiveria’, la cattiveria dei Romani ‘che sono veramente, e profondamente, cattivi’ “

[detto poi con lo sguardo cattivo ... who's kidding who]

Dice che i Romani sono 'cattivi', e che Albertone è il simbolo della Grande Cattiveria.

Pianoforte romano

Ora, a me il film de Sorrentinos piasce, ma me fa puro ‘ncazzare.

Pertanto, in onore dei Lelli semper tosti e viventi (in periferia: l’hanno cacciati cogli sventramenti), residuo piccolo e coriaceo di una forza grande e suprema (passata, gone, dead).

In loro onore dicevo ‘sta musica di pianoforte dedico, da romano -più fortunato e sfortunato insieme- ad altro romano.

[Mario: "Sei un cazzone". Giovanni: "pure tu, stronzo, ma ti voglio bene"]

Pianoforte romano

Ripropossta pure qui (Mario: “per puro narcisismo, cojone” “Sei un fregnone – ma ciai raggione?” “Sì” “No” “sta minghiaaa”) :


Per te, e per tutti voi – (Gino, Sergio, Spartaco, Gianni e Samanta), oltre che pe’ sti napoletani a cui vojamo bene, no Mario? So’ i nostri cugini) – butto llà ‘sto pezzo de cazzo de pianoforte non decadente (me lo si permetta, Sorrentinooos).

Lello, romanaccio Depardieu, always with us in his a spirit, says:

“Un po’ contemporanea, ‘sta litania.

Certo, stronzo (no scusa Lello, scusa) ma nello spirito, almeno, e nell’anima (che abbiamo simili), ci metterà senza dubbio d’accordo ….

 

Roman Renaissance fountan

 

Ecco un clip del La Grande Bellezza, in tutta la sua struggente (in all its aching) … beauty bellezza.

Dulcis in fundo Pino Daniele, napoletano cantautore e chitarrista di vena raffinata, che canta Anna Magnani e il cinema romano.

[Così ricomponemo er tutto e famo pace :-) "Stronzi" "Frocioni" "So 'frocio ma me ne vanto" "Hai raggione" Ma il partenopeo "ste nutizie nu ssierve" Depaardieu mostra i braccioni "a fijo de ‘na mignotta, vviè cqua" ma viene travolto da' stilettata greca colta ... "ta' soreta è latrina, e matre, a te, na  pumpinare jamme jamme JAMME!!"]

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

Resources:

Provare tutto, dove si parla della ‘cugina greca’ di Roma, Νέα Πόλις
The Roman Jews (1). Are They the Most Ancient Romans Surviving?
Le coste meridionali del Mediterraneo
Dove si parla del legame tra sponda nord e sud (araba) del Mediterraneo
e della vocazione, oltre che universale, ‘mediterranea’, della Città Eterna.

Web site di dialetto partenopeo
[
Wiki francese: "Dans la mythologie grecque, Parthénope (en grec ancien Παρθενόπης / Parthenópês, « celle qui a un visage de jeune fille », de παρθένος / parthénos, « jeune fille », en particulier « vierge ») est une des sirènes...Strabon mentionne que son temple se situait dans la ville de Néapolis (actuelle Naples), où les habitants célébraient des jeux gymniques en son honneur.]

Poi, in tema di composizioni pianistiche (di resilience e- Mario -de fanfaroni”) :

L’inno all’Euro che non cede
L’hymne à l’Euro qui ne cède pas

Another Autumnal Music. Wasn’t Italy Always Sunny? No, Night is All Over Us

Rome's Tiber. Wasn't Italy always sunny? Is Fall (or tempest) arriving? I am silly, drinking wine, but 'in vino (tristis) veritas'. Click for attribution and to zoom in

Since I have not time for writing having a few practical problems to solve (even Manius at my new blog has been neglected but now I know where the heck he is in Ancient Britannia thanks to Richard.)

ψ

And since a few readers seem to have dug my ‘autumnal’ pieces, here is Fall Music num 2 based again on improvisation. It is dedicated to them.

ψ

Fall, ok, but with a stormy twist.

A Roman being a Roman, what did you think …


PS. The sheer joy of having like an immense organ with thousands of sounds to choose from (even imaginary instruments …) is hard to describe.

Unfortunately I can’t play a keyboard any more.

This is also autumnal.

Two Musical Ramblings for Synthetic Orchestra

Here are two musical ramblings to disprove the stereotype that Italians are always happy.

Meant as soundtrack music I have no idea if they have an independent life. Certainly, heavy they are.

I was younger when I could have fun with my Korg 01/W synthesizer and my Protei 1 & 2 and I certainly miss those days for such ability I’ve later lost but, as the Poet wrote:

Ehmals und jetz

In jüngeren Tagen war ich des Morgens froh,
des Abends weint’ ich; jetzt, da ich älter bin,
beginn’ ich zweifelnd meinen Tag, doch
heilig und heiter ist mir sein Ende.

Once and Now

In my younger years I had joy in the morning,
tears in the evening; now that I am older,
I start doubtful my day
but it is sacred and serene its end.

I find these verses by the Poet so full of beauty.

ψ

The final part of a much longer Fantasia I spare you.


An autumnal piece, based on improvisation.


Published in: on February 21, 2011 at 12:23 am  Comments (32)  
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Ragù, Chianti (and Grappa.) Is ‘Classic’ Just a Trick by Goddess Fortune? (2)

Spaghettoni alla chitarra e ragù. Wikimedia. Click for credits

After aperitivo at the bar the conversation continues to unwind at our home while we consume a simple dinner made of spaghettoni al ragù, cheese with a side dish of boiled vegetables, all washed down with Chianti and some Grappa as digestivo.

Classicus and King Servius Tullius

Servius Tullius

Servius Tullius, 6th Roman King. Image via Wikipedia

Extropian: “In my Calonghi Latin dictionary classis means both ‘fleet’ and ‘social class’; classicus is both a ‘sailor’ and ‘a member of the first Servian class of citizens’, out of the five tax classes set up by the Roman King Servius Tullius.

So why do we say today that Herman Melville is a classic and that Dan Brown (or our Giorgio Faletti) will probably never be?”

Giorgio: “It implies some timeless worth, it is known. Less known perhaps the origin of the notion. In the 2nd century CE Aulus Gellius, a Roman grammarian, [see image below] in his Noctes Atticae (Attic nights) – I just found out – was the first to mean by classicus ‘a writer of the first Servian class’ (classicus scriptor). He was the first to connect via a metaphor 1) literary and 2) social excellence. Classicus to him was a first-class & exemplary writer.

English: Frontispiece to the 1706 edition of A...

English: Frontispiece to the 1706 edition of Auli Gellii Noctium Atticarum (Aulus Gellius Attic Nights) libri xx. prout supersunt, quos ad libros Mss. novo et multo labore exegerunt, perpetuis notis et emendationibus illustrarunt Joannes Fridericus et Jacobus Gronovii. (Photo credit: Wikipedia)

Extropian: “Well, it somewhat reflected the elitism of antiquity.”

Flavia: “Yes, but I’d say excellence is excellence. Horace and Virgil were of humble background (Horace – read a reply to Sledpress on him – was even the son of a freed slave,) but were revered as excellent (and timeless) as soon as their works came out.”

Giorgio: “Horace himself refers to his Odes as timeless. But people didn’t call them classici. The new meaning didn’t immediately spread. In the 5th and 6th centuries CE authors such as Martianus Capella, Fulgentius and Boethius began to reconsider earlier pagan authors as models of style and thought, although again no use was made of the term classicus in the sense Gellius did.”

Extropian: “I see.”

Villa Rotonda, Veneto, Italy, by Andrea Palladio (1508 – 1580). Click for attribution

Classicus to Renaissance People

Giorgio: “And throughout the Middle Ages too we have the concept but not the word for it. Until we get to the Renaissance men, in 1400s-1500s CE.

In their Latin classicus refers again to something seen as timeless and as a standard of excellence: to the people of the Renaissance [see a Palladian villa above] the Greek and Roman past was THE classicus exemplary model in all fields.”

Mario: “In fact we still say ‘Classical Antiquity’. Of course the Renaissance is neoclassical ante litteram since it found inspiration in Antiquity and looked down upon the Middle Ages.

By the way, wasn’t the second half of the 18th century labelled as neoclassical?”

Rome and the Grand Tour

Goethe in the Roman countryside as painted in 1787 by his friend Tischbein. Click to enlarge

Flavia: “It was. Giorgio and I recently visited the exhibition Rome and Antiquity. Reality and vision in the 18th century.

At the end of the War of the Austrian Succession (1748) a long period of peace ensued in Europe. Winckelmann arrived in Rome in 1755. He there conceived his master-work History of Ancient Art (1764) which influenced the entire neoclassical attitude from that year onwards and basically blew the minds (to mention the Germans only) of people like Hölderlin, Goethe, Lessing, Herder, Heine, Nietzsche etc. The marriage and the tyranny of Greece over Germany started with him.”

Giorgio: Those were the days of the Grand Tour. People flocked to Italy and especially to Rome to study classical culture. Rome with all her statues etc. also became a huge workshop of copies purchased worldwide. Bartolomeo Cavaceppi was the best sculptor to make casts, copies and fakes.

Caffè Greco – 86, via Condotti -, possibly the oldest caffè in Rome, frequented by Goethe, Byron, Stendhal, Liszt, Keats, Mendelssohn etc. Click to enter the Caffè Greco web site

Cavaceppi’s studio was in via del Babbuino, close to Caffè Greco (opened in 1760, see above,) to via del Corso (where Goethe lived at num 18 between 1786 & 1788,) to Piazza di Spagna: all popular places among the expatriates of the time. Cavaceppi’s shop was a must-see. Goethe was there and Canova himself was greatly impressed by Cavaceppi’s atelier. Goethe bought a cast of the Juno Ludovisi [see the last big picture below] but I forgot from whom though.

Anton Raphael Mengs, Jacques-Louis David, the Scottish architect Robert Adam, Canova, Piranesi with his efforts to build a map of Ancient Rome: surely a great period for our city.”

[The exhibition catalog is now on the living room table. Grappa is unfortunately served. Art and Bacchus are a perfect match since Homer, what did you think ...]

Giorgio: “Last (but least) Italians played the guitar quite a lot during the 18th c. before the Spanish took over. I am studying Mauro Giuliani and Ferdinando Carulli who composed delightful classical pieces for this instrument, mixing sober taste (Giuliani) or brilliant grace (Carulli) with rationality.”

Jeu des dames, by Louis-Léopold Boilly (1761–1845). Click to enlarge. Elegance, sobriety, classical décor and Hellenic attire (and face features) of the women

Extropian (reading the catalog): “New archaeological discoveries fuelled the Roman and Greek frenzy. A great number of statues and mosaics were unearthed and reproduced. Décor and clothes were created in the neoclassical style in Europe and in the New World. Also Nero’s Domus Aurea wall paintings – at that time thought to belong to Titus’ thermae – were reproduced on mansions, on decorative furniture etc.

[Hope you can reach this great 3d reconstruction of Roman Emperor Nero's Domus Aurea (see another movie below too:) you'll think you are in a 18th century rich palace!]

The spirit of the Ancients and of the Enlightenment (Age of reason) splendidly matched. Classical triumphed and influenced the French and American Revolutions.”

Roman Emperor Nero’s Domus Aurea fresco. 1rst century CE

Classicism as a Concept. Mere Chance?

Extropian: “Classic, more generic for valuable, is related to classical … Wait a minute. Such fundamental concept going back to this Aulus Gellius, an almost unknown, second-rate Roman writer? Something is wrong here.”

Giorgio: “Weird in fact. I now read in Google what Ernst Robert Curtius observed (in his European Literature and the Latin Middle Ages):

What would modern aesthetics have done for a single general concept that could embrace Raphael, Racine, Mozart, and Goethe, if Gellius never lived?

Extropian: “Or if Servius Tullius didn’t divide Rome into 5 classes! I wonder whether we know the exact connection Gellius-Renaissance, but certainly goddess Fortune plays her tricks when making ideas successful or not, as Curtius also suggests.”

A cast of Juno Ludovisi (ie Antonia minor, Mark Antony’s daughter), similar to the one bought by Goethe. Antonia became a model of junoesque, imposing beauty

ψ

Grappa is making all blurred at this point.

That is, we have traced some origins but couldn’t define that general concept that can embrace Horace, Mozart, Mauro Giuliani, Haydn, Raphael, Schubert, Pindar, Canova, Racine, Goethe, Jane Austen and many elements of British and American Georgian culture.

A glass of Grappa

Grappa. Click for attribution

Next time Ferruccio Dante Michelangelo Busoni‘s aphorisms (big name, I know) on Mozart might help us hopefully.

Busoni’s aphorisms are in German since Busoni was Italian & somewhat German too [following Philippe's advice we try to expand language variety in this blog.]

See you then.

A vase made for the foreign market. Italians found it too rich.

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