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Sex and the city (de Roma). 2

Lovers. Herculaneum Fresco. Public Domain

Amanti. Un affresco ad Ercolano

Come detto nel precedente post su Sex and the city de Roma gli antichi Greci e Romani avevano un atteggiamento del tutto diverso nei confronti del sesso e godevano di una sensualità più aperta e comunque diversa tale da confondere la gente di oggi (nonostante ciò che noi occidentali pensiamo della nostra liberazione sessuale) a tal punto che i fatti che stiamo per narrare possono offendere la sensibilità di non pochi lettori. Chiediamo quindi loro scusa ma anche rendiamo noto a minori e puritani che è consigliabile astenersi dalla lettura delle pagine seguenti.

God Priapus. Drawing from a fresco in Vettii’s House, Pompei

Dio Priapo. Disegno da un affresco pompeiano

Sensualità più aperta? Beh, il grande e sacro Virgilio spasimava probabilmene per Alexis, un bellissimo ragazzo; Orazio celebrava incesto, adulterio e sesso con le schiave; Ovidio, Petronio Arbitro e Catullo andavano ben oltre (ne parleremo magari in seguito); per non parlare delle feste falliche come i Liberalia, che si tenevano il 17 di Marzo, “in cui un fallo mostruoso veniva portato in processione su un carro … e le matrone più rispettabili ne coronavano cerimoniosamente il glande con una ghirlanda”; o come i Bacchanalia nel corso dei quali falli ugualmente giganteschi venivano portati in giro “come nei Liberalia, e la festa, protraendosi fino a notte fonda, i celebranti, eccitati ormai dal vino, degeneravano nell’estrema licenziosità e la gente indulgeva senza alcuna vergogna nei vizi più infami”, opinione questa del vittoriano Thomas Wright (1810-1877, scrittore e antiquario inglese), non di Man of Roma.

Auguste (Maurice François Giuslain) Léveque (1864-1921). Bacchanalia. Public Domain

Auguste (Maurice François Giuslain) Léveque (1864-1921). Bacchanalia

Prima di indagare su ciò che è rimasto di tali costumi (il post infatti si riferisce a permanenze, oggi, di comportamenti antichi, vedremo poi perché) desideriamo fornire alcuni esempi dettagliati che chiariscano al lettore visioni e pratiche così libere (o comunque decisamente diverse).

Parleremo allora prima di tutto della Bona Dea, e di uno scandalo avvenuto al tempo di Giulio Cesare.

La Bona Dea

Roman Bona Dea (Good Goddess)

La Bona Dea, forse importata a Roma dalla Magna Graecia

Nella religione romana la dea Bona era la “divinità della fertilità, sia della terra che delle donne … La festa veniva celebrata il primo Maggio nel tempio della Dea sull’Aventino. Il tempio veniva curato e presenziato soltanto da donne, il che accadeva anche nel corso di una seconda celebrazione della Dea, all’inizio di dicembre, nella casa del Pontifex Maximus [il primo sacerdote romano, e il Papa oggi è ancora il Pontifex Maximus di Roma], in cui la moglie del Pontifex e le Vergini Vestali officiavano al rito”. (Bona Dea. 2007. In Encyclopædia Britannica. Dicembre 9, 2007, Dall’Encyclopædia Britannica Online, traduzione di ManofRoma).

Non so se la Britannica online è esatta su questo punto, poiché la celebrazione di dicembre era officiata “dalla moglie del magistrato più anziano presente a Roma, e nella sua casa” (quindi non solo il Pontifex Maximus ma uno dei consoli ecc.). Infatti secondo Plutarco (II secolo DC, Vita di Cicerone 19.3, 20.1-2) quando Cicerone era console, nel giorno della sua famosa terza Catilinaria, egli venne nella notte “scortato nella casa di un amico e vicino; la sua dimora era infatti occupata da donne che celebravano i segreti riti della Dea che i Romani chiamano Bona”.

Dea Bona’s Image

La festività di dicembre era più interessante di quella di maggio poiché “non era celebrata nel tempio della Dea … era solo un evento ad inviti ed era altamente esclusiva”. La moglie del magistrato presenziava al rito nel corso della notte, il tutto nell’assoluto e più esclusivo segreto e in un lussuoso contesto da alta società (citato da qui).

Cosa avveniva nel corso di questi riti, così sacri e segreti? Sicuramente si trattava di una sorta di culto misterico, per cui poco ne sappiamo (forse qualcosa si può apprendere dai Saturnalia di Macrobio. Qui un riassunto in italiano dell’opera). Secondo il (misogino, va però detto) poeta latino Giovenale, che scrisse le sue satire molte generazioni dopo, i riti della Dea Bona includevano ὄργια di donne eccitate dal vino (Giovenale, Sat. vi, l. 314):

Ben noti a tutti i misteri della Dea Bona,
quando il flauto eccita i lombi
e le Menadi di Priapo si scatenano
frenetiche per il suono del corno e per il vino,
i capelli roteanti, le voci ululanti.
Che smodato desiderio di amplesso!
Che grida per la passione palpitante!
Le gambe si bagnano di vino,
di vino puro e di vino vecchio.
Saufeia sfida le ragazze
nella gara dell’ancheggiamento ….

(traduzione di Man of Roma)

Beh, cosa accadde nella casa di Giulio Cesare, almeno a quanto ci dice Plutarco, sembra confermare almeno in parte l’opinione di Giovenale. Vediamo perché.

Sacrilegio in casa di Giulio Cesare

Two Roman Women. Fair use

Personaggi

  • Giulio Cesare.
  • Aurelia, madre di Giulio Cesare.
  • Pompea, la bella moglie di Giulio Cesare.
  • Publio Clodio Pulcher, mascalzone e agitatore politico, che cerca di incontrarsi con la moglie di Cesare, Pompea.
  • Abra, la schiava di Pompea, che cerca di aiutare la padrona ad incontrarsi con Clodio.
  • Marco Tullio Cicerone, avvocato, scrittore e politico, uno dei più grandi oratori romani.

Lo scandalo scoppiò nel 62 A.C. durante le cerimonie di dicembre della Dea Bona, al tempo in cui Giulio Cesare era Pontefice Massimo. Questo il motivo per cui la celebrazione ebbe luogo a casa sua. Cesare essendo un uomo naturalmente non era presente. Il modo in cui si svolsero le cose (secondo Plutarco) sembra confermare l’opinione di Giovenale, come abbiamo detto.

Scrive Plutarco, la nostra grande fonte del mondo antico (Vita di Cesare 9-10):

“(9.1) Publio Clodio era uomo di nobile nascita e considerevole ricchezza e fama, ma nemmeno i più famigerati mascalzoni erano a lui paragonabili per insolenza e audacia. Clodio si era incapricciato della moglie di Cesare, Pompea, la quale non si mostrava riluttante. Ma un controllo stretto veniva esercitato sugli appartamenti delle donne, e la madre di Cesare, Aurelia, era sempre con la giovane moglie ovunque ella andasse e rendeva difficile e pericoloso agli amanti incontrarsi”.

“(9.3) I Romani hanno una dea che chiamano Bona … è proibito ad un uomo avvicinarsi o trovarsi nella casa in cui si celebrano i riti della dea. Si dice che le donne da sole celebrino riti che si conformano al culto Orfico durante la sacra cerimonia”.

“(10.1) Pompea stava allora appunto celebrando il rito; Clodio non aveva ancora la barba per cui pensò che non sarebbe stato scoperto se si fosse travestito da suonatrice di lira e quindi si introdusse nella casa travestito da giovane donna. Trovò le porte aperte e venne condotto all’interno senza difficoltà da una schiava che era d’accordo con lui; essa si recò da Pompea e l’avvertì, e passò del tempo, ma Clodio si fece impaziente nell’attesa e mentre vagava per la grande casa cercando di evitare le luci una delle inservienti di Aurelia lo afferrò per un braccio e gli chiese di giocare con lei, come una donna farebbe con un’altra donna, e poiché egli rifiutò lei lo trascinò di fronte alle altre e chiese chi fosse e da dove venisse”.

“(10.3) Clodio disse che aspettava Abra, la schiava di Pompea (era quello il nome della donna) e si tradì a causa della voce. L’inserviente si allontanò di scatto da lui in direzione delle luci e del gruppo delle altre donne e disse strillando che aveva scoperto un uomo.

Le donne ne furono atterrite e Aurelia, posto termine alle cerimonie, nascose alla vista gli oggetti sacri; ordinò poi che le porte venissero sbarrate e cominciò a perlustrare la casa con le torce in cerca di Clodio. Egli venne trovato nella stanza della ragazza dove si era nascosto cercando di sfuggire. Quando fu scoperto venne trascinato attraverso le porte dalle donne e buttato fuori dalla casa. Quella notte stessa le donne uscirono e raccontarono ai mariti del fatto, e di giorno la notizia si sparse per la città che Clodio aveva commesso sacrilegio e ingiustizia non solo nei confronti di coloro che aveva insultato ma anche della città e degli dei”.

“(10.5) Clodio fu denunciato per sacrilegio da uno dei tribuni, e i senatori più influenti si coalizzarono contro di lui e testimoniarono di altri terribili oltraggi che egli aveva commesso e anche dell’incesto da lui consumato con la sorella”.

[Si tratta di Clodia – probabilmente la scostumata Lesbia amata da Catullo – anch’essa, come il fratello, fonte di continuo scandalo. Ne parleremo ancora, forse, perché è importante nella nostra visione dei costumi antichi. Nel dipinto in basso vedete Catullo in visita al palazzo aristocratico di Lesbia, un’interessante opera di Sir Lawrence Alma-Tadema (1836 – 1912), pittore inglese della fine dell’Ottocento]

Catullus at Lesbia’s by Sir Laurence Alma Tadema. 1836-1912. 1865

[Britannica online: “Nel dicembre del 62, quando la cerimonia invernale della Bona Dea (da cui gli uomini erano esclusi) venne celebrata nella casa di Giulio Cesare, un uomo che si reputò essere Clodio venne scoperto tra i partecipanti travestito da arpista. Accusato di incesto venne processato davanti al Senato … Cesare divorziò dalla moglie sospettando che avesse fatto entrare Clodio nella casa della cerimonia … Clodio sostenne di trovarsi ad Interamna (oggi Terni), a 90 miglia da Roma (145 km), durante il periodo in questione, ma Cicerone, che aggredì verbalmente l’imputato con violenza, addusse prove del contrario. Clodio fu assolto, forse perché la giuria era stata corrotta, e immediatamente cominciò a pensare a come vendicarsi di Cicerone”.

(Clodius Pulcher, Publius. Encyclopædia Britannica. 2007. Encyclopædia Britannica Online. 9 Dec. 2007)

Plutarco (10.6): “Cesare immediatamente divorziò da Pompea, ma quando venne chiamato a testimoniare al processo disse che non sapeva nulla riguardo alle accuse rivolte a Clodio. Quando l’accusatore lo interrogò sull’apparente contraddizione: ‘perché allora hai divorziato da tua moglie?’ egli rispose ‘perché ho pensato che mia moglie dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto’ … Clodio venne assolto perché gran parte dei membri della giuria consegnarono i responsi con calligrafia illeggibile, in modo da non inimicarsi il popolino votando contro di esso, o la nobiltà, facendo assolvere Clodio”.

Io credo che Cesare aiutò Clodio perché appartenevano entrambi alla stessa fazione popolare. Clodio, la cui influenza politica era grande (anche per il controllo che aveva di vaste squadre di facinorosi), era considerato utile da Cesare per l’avanzamento della propria carriera politica.

Man of Roma

ψ

[Traduzioni di Man of Roma. Leggi il post originale in inglese]

Altri post della serie:

Sex and the city (de Roma). 1
Sex and the city (de Roma). 3
Sex and the city (de Roma). 4
Sex and the city (de Roma). Conclusione?

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