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Libri, multimedia, e-learning

3D MIP of a CT scan
Originale inglese

Nel post Indovinate cosa è meglio del Prozac avevamo sottolineato come la lettura potesse costituire un’esperienza rilassante e profonda e a volte offrire una sorta di trip antidepressivo, mentre se siamo di cattivo umore e accendiamo la TV “a ogni zap sul telecomando la coscienza della nostra infelicità aumenta in maniera esponenziale”.

Nella versione inglese di questo blog ne era nata una discussione con i lettori sulle differenze tra libri, film e multimedia.

I lettori intervenuti appartengono alla nuova generazione di indiani e cinesi: Ashish, Poonam e Falcon del sub-continente indiano; AutumnSnow della China.

Nel nostro blog e in quello di Poonam abbiamo anche parlato di film e libri. Poonam offre anche una sua lista dei migliori film del 2007 (parte 1a e 2a) – in caso siate interessati a conoscere meglio il cinema indiano – oltre a una lista assai ricca di libri.

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Riguardo al multimedia e alla sua efficacia educativa, dicevo di non essere pregiudizialmente a favore del libro, essendo anzi convinto che in certi casi il prodotto multimediale può offrire risultati migliori. Per multimedia intendo quel tipo di comunicazione che combini in vario modo testo, audio, immagini fisse, video e interattività.

Farò riferimento quindi a una ricerca che condussi nel 2000, quando mi venne richiesto di erogare corsi sui fondamenti dell’istruzione via Web per un pubblico di insegnanti di alcune città russe abituati a lavorare con un tipo istruzione fondata prevalentemente sul libro.

In quell’occasione scrissi un testo con l’intento di fornire una guida essenziale a un sistema di e-learning di base. L’intento era anche quello di convincere gli insegnanti (e me stesso) della bontà educativa del multimedia, quando esso è inserito opportunamente in uno strumento di comunicazione.

KS e CS. Quando
apprendere diventa facile

Come facciamo – scrivevo – a comunicare efficacemente le nostre idee agli studenti? Quali sono i modelli migliori per collegare le pagine web (e le idee in esse) e in che modo può aiutarci il multimedia?

Secondo la teoria cognitiva, esiste una relazione tra ciò che dobbiamo dire (contenuto) e il modo in cui lo diciamo; cioè tra la struttura conoscitiva (knowledge structure, KS) e la struttura comunicativa (communication structure, CS) che scegliamo per (rap)presentare tale contenuto agli altri (Antinucci F., 1993, Summa Hypermedialis – Per una teoria dell’ipermedia, in SISTEMI INTELLIGENTI / anno V, n. 2).

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I. STRUTTURA CONOSCITIVA o KS

Esempi di KS possono essere la rappresentazione mentale dell’insegnante:

  • di un organismo biologico
  • di una storia o fatti in sequenza
  • del sistema operativo di un computer
  • del motore di una macchina

KS è una struttura di concetti e informazioni interrelati. Micro KS sono incapsulate in strutture conoscitive (o KS) più grandi, così da formare una personale visione del mondo (concetto non lontano dalla Weltanschaung dei filosofi tedeschi). Perciò l’obiettivo primario dell’insegnare non è quello di far memorizzare dei dati agli allievi. E’ quello di modificare e arricchire il modo in cui essi vedono il mondo (o porzioni di esso).

II. STRUTTURA COMUNICATIVA o CS

Esempi di CS possono essere:

  • un libro
  • un film
  • un CD-ROM multimediale
  • un discorso
  • un videogame
  • un sito web ipertestuale e ipermediale
Multimedia. GNU Lesser General Public License

CS è un medium, come la voce o un libro, o una combinazione di media, come testo + ipertesto + suono + immagini + animazioni + video. Le strutture comunicative o CS permettono la comunicazione tra le KS di docenti e discenti.



Sfortunatamente, non è possibile alcuna connessione diretta e fisica tra le KS. Dobbiamo per forza passare per una CS, cioè per una struttura o strumento di comunicazione

Gli scienziati stanno cercando di stabilire connessioni tra computer e cervelli umani per tradurre i dati cerebrali in bit; dopodiché, dai computer, in maniera inversa, cercano di ritrasferire il tutto in altri cervelli. Per quanto strano (o orripilante) possa sembrare tale prospettiva, ciò può significare che nel futuro l’apprendimento potrebbe diventare immediato e senza sforzo. Al momento non possiamo che comunicare attraverso una CS, in un processo di questo tipo:

Process of learning-teaching. KS and CS

Maggiore è l’attività di codifica e decodifica necessaria 1) per tradurre una KS in una CS da parte dell’insegnante e 2) per ritradurre questa CS di nuovo in una KS da parte degli allievi, e più strenuo è il processo di istruzione per docenti e discenti.

Ciò significa che:

*Se la KS e la CS sono simili, o isomorfe, il processo di insegnamento/apprendimento è più fluido, naturale, intuitivo*
*Se invece la KS e la CS sono dissimili, o allomorfe, il processo di insegnamento/apprendimento è più difficoltoso* (Antinucci F, 1993)

I fatti in una sequenza temporale (la storia, una narrazione) sono naturalmente lineari e time lined. In questo caso il libro o un discorso, anch’essi per natura lineari e time lined, costituiscono CS ben adeguate, poiché qui le KS e le CS sono isomorfe.

D’altro canto, scrivere un libro sul funzionamento dell’organismo umano è compito assai più arduo. Un organismo biologico è un sistema, non lineare e non temporale (non considerandone lo sviluppo). Quindi richiede molto lavoro per tradurre la relativa KS in una CS lineare e temporale.

Multimedia. GNU Lesser General Public License

Chiunque abbia scritto un manuale o un libro lo sa bene. Anche noi – scrivevo – stiamo sperimentando la difficoltà di disporre linearmente una struttura conoscitiva (KS) che non è lineare di per sé, essendo costituita da diversi elementi interrelati non temporali che costituiscono il sistema di e-learning che ci sforziamo di spiegare. Perciò, poiché la KS (un sistema di e-learning) e la CS (questo testo lineare) sono allomorfi, il processo di conversione non è privo di sforzo.

KS e CS
più vicini con il multimedia

La relazione tra KS e CS, di solito abbastanza slegata poiché il medium di istruzione preferito è sempre stato il libro di testo (a parte il caso particolare della narrazione), si fa invece più serrata con siti web ipertestuali e ipermediali, con CD-ROM multimediali o con videogame istruttivi, poiché qui abbiamo nuovi media svincolati da strutture comunicative predefinite (CS). Non è questo il caso di un libro o di una lezione impartita a voce (o per e-mail in un contesto di classe virtuale), essendo essi, per natura, lineari.

Nota 1. L’approccio lineare deriva dal discorso e dalla scrittura, che sono lineari per natura e seguono sequenze temporali. L’approccio lineare nell’insegnamento e apprendimento umani ha vissuto il suo trionfo con la rivoluzionaria tecnologia della stampa, che ha permesso l’enorme diffusione dei libri a basso costo.

E’ la nascita della scuola che conosciamo, basata sui libri. Prima di questa invenzione il costo di un libro era pari a 15.000 $ di oggi, il che impediva un tipo di apprendimento su larga scala basato sui libri. Sapere, conoscenze e abilità era quindi tramandati nelle botteghe dagli artigiani agli apprendisti, generazione dopo generazione, usando l’esperienza e l’esempio vivo più che non il pensiero logico-lineare (Antinucci, F., 1993; Derry T.K. – Williams T.I., 1960, A Short History of Technology, Clarendon Press, Oxford ; Parisi, D., 2000, Scuol@.it, Mondadori, Milano).

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

I nuovi media non sono invece vincolati a un tipo di comunicazione lineare, che procede dalla A alla Z, in progressione logica. Essi possono manipolare link e idee, immagini, modelli simbolici 3D e produrre simulazioni interattive così da esprimere, in modo intuitivo, ciò che libri e il discorso riescono a comunicare con centinaia di parole.

Nota 2. Vedi videogame classici come SimCity, The Sims, Microsoft Flight Simulator ecc. Essi permettono nuove modalità di apprendimento interattivo non lineare non più fondato sul discorso umano o la scrittura logica, bensì sull’esperienza interattiva simile a quella vissuta nelle botteghe dagli apprendisti medievali (Antinucci, F., 1999; Parisi, D., 2000).

Gli insegnanti che devono tradurre un libro in un corso on-line devono tener conto di questa prospettiva cognitiva. Nel processo di adattamento di un libro in un prodotto e-learning molte sono le possibili scelte, per cui una maggiore comprensione dei meccanismi del processo di apprendimento può essere d’aiuto quando pianifichiamo per esempio un sito educativo, la struttura dei suoi link e delle pagine, le animazioni e le presentazioni multimediali in esso contenute. Ciò influenzerà il prodotto educativo finale e ne determinerà il successo presso i discenti.

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