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Category Archives: Piano

One post a week from today. We need Loisir for 3 goals: Chaconne, Goldberg Variations, Novel. Argh?

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Pursuit of Happiness

Happiness

MoR, before he croaks, has three happily looming tasks to carry out with exact deadlines:

1) Performing ‘as is’, plus improvising, J. S. Bach’s Chaconne on a guitar (here A. B. Michelangeli demonic version: )

Here our Neapolitan Walkiria Maria Tipo’s version (much more poetic, singing) :

2) Performing ‘as is’, plus improvising, all J. S. Bach’s Goldberg Variations on a guitar (here Hungary’s leading guitarist József Eötvös’ version: “the transcription of the century”: )

A piano keyboard. Click for credits and to enlarge

I used to play a few of those outstanding variations on the piano, 40 years ago although Bach’s Well-tempered Clavier was my playground.

I luv Sokolov’s performance though I deem Maria Tipo to be a bit better (if only she danced more: Bach danses)

[Maria tipo btw was awarded the “Diapason d’Or” for her Goldberg Variations recording]

ψ

[Fulvia (100% real): “Too ambitious, Giorgio, I am afraid for your health, dear man. C’mon, I mean: you stopped playing for 40 years …”]

ψ

3) Making a novel out of his blog which has been a terrific wisdom journey that possibly confused readers but did greatly enriched he who is writing.

[Flavia (80% fictional) : “You pallonaro romano, swollen head!! False prophets btw clearly disconcert those who meet them, which doesn’t necessarily imply they’re unhappy. The prophets of malchance. Ah! What kind of perverse reward do you get from all that???”]

“You just shut the fuck up” (non ehm fictional)

Rude, ok, but not in slightly Romanesco-spoken Italian.
(its regularity, incidentally, not diminishing its effectiveness)

:twisted: :oops: :oops: ]

 

Performing. How

Performing, in MoR’s book (in everybody’s lol) means enacting before an audience.

An uploaded YouTube video – where he who is writing can be seen and heard – is a sure output.

Whether the video will be shot in MoR’s studio or on a stage, with just one person or another guitarist or whatever interacting and jazzing back, it remains to be seen.

One post a week
(at least)

Thus having been fussily said, and needing MoR some more time to lazily reflect & relax (otium) in order not to fail reaching 1) 2) 3):

We’ll post once every 7 days, id est Man of Roma might even post repost one / three / ten times ecc a day should he feel like it, although every seventh day starting from today – unless the unwanted guest arrives – and article will appear.

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

All the best
From Mediterranean West

ψ

Related posts from the MoR (on the connection between relax and creativity)

1, 2 (in italiano), 3

Cherry in the pie:

Bertrand Russell’s In Praise of Idleness

Alla faccia della Grande Bellezza (e in onore der Depardieu de Torpignattara), un pezzo di pianoforte romano-tosto (e per niente decadente)

Via Torpignattara, anni '50. Veduta del mercato e dell'incrocio con Via Casilina

“Via Torpignattara, anni ’50. Veduta del mercato e dell’incrocio con Via Casilina. Sullo sfondo Piazza della Marranella con l’abbeveratoio dei cavalli”. Cliccare per i credits, per altre immagini e accedere a un bel sito sul quartiere

Listen to this:
(by MoR, wait a few seconds)

ψ

Lello, er romanaccio Depardieu (always with us in spirit?) says:

“Un po’ contemporanea, ‘sta litania.”

Mario:

“What is this sh** …”

Experimenting (with
the Romanesco dialect)

[To the English-speaking: This post being partly written in the Romanesco dialect Google translations might be unpredictable]

[Al lettore italiano: parlare il romanesco, ok, ma scriverlo – e studiarlo come lingua – è un’altra cosa. 1° sperimento]

‘Nnamo (let’s start.)

Il Depardieu del Casilino

Gérard Depardieu al Film Festival di Brlino del 2010

Gérard Depardieu au Film Festival de Berlin (2010.)  Click for credits

Incontro Lello a un bar di Torpignattara. Sta ordinando una Ceres.

ψ

Ogni tanto ci capito, a Torpignattara, perché se hai fortuna incontri i romani veri – magari non del tempo di Tito (come gli ebrei del rione S. Angelo) – ma veri in ogni caso, di 7 generazioni.

ψ

Corpulento, sui 40 anni, i braccioni tatuati che se t’agguantano ti stritolano, Lello ha i tratti marcati e sarebbe il perfetto Gérard Depardieu del Casilino se fosse un po’ più gallico e un po’ meno scuro nei capelli e negli occhi.

Saltuariamente – al Pantheon, a piazza Navona, al centro, in definitiva – Lello compare e scompare come un fantasma suonando percussioni esotiche assieme a un contrabbassista emaciato, a un sassofonista colla panza tonda, e a un chitarrista eccezionale – il cappello calato e gli occhi quasi nascosti dalle rughe – che pare sia di Birmingham

[Lello dice che è di Birmingham e io gli credo]

Sorseggia la Ceres, guardandosi lentamente attorno. E’ il suo mondo, il suo ambiente.

Lello è un capo.

A ‘sto punto, dico, la ordino pure io, sta Danese perché è così particolare sto Lello che voglio che mi si sciolga la lingua (che me s’è come ingufita coll’età).

Sorrentino ce sta affa’ neri

La Grande Bellezza

Toni Servillo as Jep Gambardella in ‘La Grande Bellezza’ by Paolo Sorrentino

Dico:

“Lello, a fijo de ‘na mignotta, vviè cqua!”

Si avvicina. Sempre pronto allo scambio umano, in realtà parla pochissimo. Annuisce.

“Ahó, possin’ammazzatte – dico – co’ sta Grande Bellezza Sorrentino ce sta affa’ neri. Tutto il mondo parla di metafora: metafora qua, metafora là… mo’ pure gli Americani sur Nu York Times …”

Lello è impassibile. Un minuto, forse due.

Poi guardandosi le unghie, ‘na finissima ironia nello sguardo, comincia un bofonchio che cresce man mano e si fa cavernoso.

Capisco solo le ultime tre parole:

“[…] […] […] M-e-t-a-f-o-r-a de che”.

Una voce dall’antro. A sentirla di notte al buio. Depardieu mi fa impazzì.

Gran bucio de c… profumato

la grande bellezza

Cerco di provocarlo (sono teso, ho bisogno di fa’ casino).

Provo – un’imitazione ok – a crescere piano piano pure io per poi dargli dentro dopo 20 esatte parole:

“Beh, metafora dell’Italia – dico ‘n sordina, preciso -, d’un paese destinato al declino, con Roma – girata bellissima, per carità (sennò perché il titolo), – che poi in verità è ‘na pattumiera, è solo ‘na cloaca pure un po’ fine ma inzomma, lo vogliamo dire CAZZO, è come ‘N GRAN BEL BUCIO DE CULO TUTTO PROFUMATO – so’ cavernosissimo – co’ tanto de mignotte, ruffiani, pretacci (e nani!!) CHE CE CAMMINAMO TUTTI S-O-P-R-A !!!!”

[Ok, non sarò Augusto o Lello ecc, ma il romanesco lo mastico, mia nonna era di via Garibaldi]

The Great Beauty by

Altra pausa. Si beve. Il calore de ste Ceres comincia a impregnacce.

Lello, lo vedo, è un poco ‘allertato’.

Poi, una lievissima sfumatura di complicità (divertita?), Lello dice:

“Tutti sopra ‘sto bucio de culo”

“Tutti sopra ‘sto bucio de culo. Confermo” (mi guardo le unghie pure io)

“Che poi è profumato”
[non capisco se mi piglia per il culo; Lello è tosto, niente da dire]

“Che è profumato, riconfermo”.

C’è  qualcosa che non va. Però, provocato, sbotto come Augosto (quello a piazza de’ Renzi 15, che si incazzava continuamente – un’arrabbiatura bonaria – e Sandro il figlio – l’ho visto piccolo – è spiccicato).

“Ma dimmi un po’, a Lello, a te te piace? Vojo dì, a te te piace che Sorrentinos mostri ste zozzerie al mondo??”

Credo d’averlo beccato ‘n pieno. Errore. Ridiventa una statua.

Che soggetto, minchia, e potrebbe esse mio figlio …  :?

ψ

A ripensarci, ora che scrivo, mi salta in quel boccino (la testa) il solito carme:

[no in buzzurro ora [così tedeschi e anglosassoni erano chiamati a Roma; poi, dopo il 70, è stata la volta dei poveri piemontesi), ma carme nella lingua delle madri che la sera passeggiavano , passegg … lasciamo perdere]

Gigante immobile e paonazzo
(e sanguigno, diciamolo, come sto pezzo di …. Bacco).

ψ

Lello, dalle infinite risorse, trasfigura, la pelle gli si chiazza, l’occhio sinistro mosso da un lieve tremito.

Allora t’ho colpito, stronzo – penso. Ma … ti sarai ‘ncazzato?

Via di Tor Pignattara anni '40 circa

Via di Tor Pignattara anni ’40 circa. Courtesy di Silvestro Gentile. Cliccare per i credits

Seconda Ceres. Lo seguo a ruota. Comincia, si direbbe, a approfondirsi una certa atmosfera che è solo de ‘ste parti … discorso lungo, da non fare ora.

[Anche perché credo che ‘n ce porti a un cazzo]

Mario, homo novus
(e pallonaro)

Mario m’accompagna un bel giorno a Torpignattara.

E’ il classico chiacchierone fanfarone – niente a che vedere con gli Augusti, i Lelli -, al punto che la tragica diffusione a Roma di questo ‘tipo psicologico’ è uno dei motivi per cui molti italiani sparlano della Capitale.

Al bar, Mario mi parla di calcio, della sua vecchia Lancia vintage, delle ultime 10 partite (10!) di 4 squadre diverse. Non ci capisco molto.

Poi arriva Lello, e Mario commenta:

“Ma quello sta sempre zitto. Me sembra n’imbecille”.

[Ok, Lello-Depardieu è tranquillo – Mario non capisce un cavolo – ma già co gli occhi ti dice mille cose. Gli occhi di Mario, invece, esprimono il vuoto. Assoluto).

Dico:

“Imbecille? Errore grave, Mario mio, perché Lello, a te, te   s-e   m-a-g-n-a“.

Nonostante calchi la voce Mario se ne fotte e scrolla le spalle (co gli occhi – quasi punizione divina – riflettenti il nulla dell’anima sua).

[Che è l’anima? Non lo so, ma che Mario l’anima non ce l’abbia è l’unica cosa scientifica della storia della teologia]

Lello, antico,
laconico (e non cazzaro)

Lello invece è intelligentissimo, e, a differenza di Mario il cazzaro, ha un retroterra.

Sterminato.

Per darvi un’idea.

ψ

Da 20 anni frequenta il centro storico (“la mia famiglia è de llì: coi genitori, i nonni, i bisnonni e i trisnonni via cantando – arrivi fino a Adamo”).

Detto come una cantilena – difficile da spiegare – che è ritmata dalla ‘o’ di nonni.

ψ

Lo vedo una volta al mese, anche meno, oramai, ma so che c’è (e mi basta).

Lello è un capo, ripeto.

Mi dà la fiducia di pensare che qui in Italia tanta gente nonostante la crisi (qualcuno sta al palo purtroppo) se la cava, ai vari livelli della gradinata sociale.

Nell’arte della sopravvivenza, romani e italiani, sono professionisti, la storia è lì a dirlo.

E Lello, che il frescone Mario non capisce, Lello in realtà fa.

Un piccolo
ma fiorente commercio

Depardieu lavora, s’ingegna.

Buon marito e buon padre di due figli (non so le scappatelle), ha raggiunto la sua modesta prosperità con il commercio a costo bassissimo di cellulari e tablet, che la gente compra perché non gira più una lira.

Da qualche anno s’è fatto 2 o 3 esercizietti (stanzine, in definitiva) che visita più volte al giorno, la faccia del boss autorevole ma pensoso, quasi pensasse ad altro (e però tutto nota, tutto sa).

Esercizietti che gli so’ gestiti da 3 marocchini svegli che gli fanno da bassa manco tanto bassa manovalanza, che lo rispettano  – e che soprattutto gli vogliono bene.

Sidi Bou Said, Tunisia. Gnu Free documentation License

Il Mediterraneo è una casa comune. Al commercio, si sa, non gli n’è mai fregato gnente dee fedi diverse.

Lello dunque incede nel quartiere, coi tatuaggioni il nasone la faccia (e la stazza) del Depardieu zigano.

Una figura caratteristica come non ce ne saranno più in futuro (oppure no?) Ho sentito in giro a Roma giovanissimi di altri paesi che già parlano romanesco meglio di me.

Il tradizionale tuffo di Capodanno nel Tevere dal ponte Cavour di Roma

Il tradizionale tuffo di Capodanno nel Tevere dal ponte Cavour di Roma. Tanti sono stati i personaggi famosi in questo ‘sport’, almeno dal 1870 a oggi. Click for credits

Poi insomma cazzo (la terza Ceres, inesorabile …  :twisted:  ), ma a vedé sti romani che si tuffano ancora dai ponti (no Lello), con mezza falange in meno ar medio (sì Lello cqui: na sforbiciata a 16 anni).

A vedé cioè sti tosti che s’industriano, che non aspettano tutto dallo stato – ognuno col suo stile, qui e in altre regioni del paese, spina dorsale che impedisce al corpaccione italiano d’afflosciarsi.

In altre parole, a vedé una Roma e un’Italia positive nonostante le sofferenze, che non s’avvoltolano nella nevrosi, che non si prostituiscono, che non ballano nelle terrazze chic vista Colosseo con le narici incipriate, che non scopano le minorenni ai Parioli e nemmeno le minorenni slave sulla Salaria … cazzo!

A vedé questi giovani che lottano, che imparano le lingue straniere,  che vanno ‘n culo al mondo dovunque ci sia uno stracciaccio de lavoro, e così facendo – poverini poverini, si dice! – non diventano più deboli ma più forti fanghala, che si aprono la mente e il futuro …  (Mario – che mi sta vicino, compagno di scuola a cui in fondo voglio bene, me dice: eh dai, famo notte).

Sorrentinoooos!

Neapolitan Paolo Sorrentino

Neapolitan Paolo Sorrentino. His success at the Academy Awards granted him a Roman honorary citizenship. Click or credits and to enlarge

Ok, ok, a Mario, ma la domanda, scusate, che spontanea sorge a ‘sto punto fangulo, è la seguente:

A’ Sorrentinoooos! Sarai pure Napoletano talentuoso (lo sei) ma la conosci veramente Roma? O se la conosci – non credo – non te sarai mica  ‘mbo’ incazzato perché l’ambiente del cinema romano – che è poi quello italiano – è ‘na Grande Zozzeria, cogli outsider che so outsider semper, tanto che Villaggio (pure Pupi Avati?) s’è addirittura inbestialiddoooo?

Dice Fantozzi, ineffabile, a Mediaset:

“Sordi è il simbolo della ‘Grande Cattiveria’, la cattiveria dei Romani ‘che sono veramente, e profondamente, cattivi’ “

[detto poi con lo sguardo cattivo … chi vuole prendere per il culo]

Dice che i Romani sono 'cattivi', e che Albertone è il simbolo della Grande Cattiveria.

Pianoforte romano

Ora, a me il film de Sorrentinos piace, ma me fa pure ‘ncazzare.

Pertanto, in onore dei Lelli semper tosti e viventi (in periferia: l’hanno cacciati cogli sventramenti), residuo piccolo e coriaceo di una forza grande e suprema (la Roma grande, oramai passata).

In loro onore, dicevo, questa musica di pianoforte dedico, da romano – più fortunato e sfortunato insieme – ad altro romano.

[Mario: “Sei un cazzone“. Giovanni: “pure tu, stronzo, ma ti voglio bene”]

Pianoforte romano

Riproposta pure qui (Mario: “per puro narcisismo, cojone” “Sei un fregnone – ma ciai ragione?” “Sì” “No” “Sta minchia”) :

Per te, e per tutti voi – (Gino, Sergio, Spartaco, Gianni e Samanta), oltre che pe sti napoletani a cui vojamo bene, no Mario, so nostri cugini (compagno di scuola di origine napoletana, Mario) – butto là sto pezzo de … pianoforte non decadente (me lo si permetta, Sorrentinos).

Lello, romanaccio Depardieu, always with us in his a spirit, exclaims:

“Un po’ contemporanea sta litania.

Certo, stronzo (no, scusa, Lello, scusa) ma nello spirito almeno, e nell’anima (che abbiamo simili), ci metterà in qualche modo d’accordo …

 

Roman Renaissance fountan

 

Ecco un clip de La Grande Bellezza, in tutta la sua struggente, in all its aching … beauty.

Dulcis in fundo, il napoletano Pino Daniele, cantautore e chitarrista di vena raffinata, che canta Anna Magnani e il cinema romano.

[Così ricomponemo er tutto e famo pace :-)

“Stronzi” “Frocioni” “So ‘frocio ma me ne vanto” “Hai proprio ragione!”
Ma il partenopeo: “ste nutizie su A Grande Bellezza nu ssierve”
Depaardieu mostra i braccioni “a fijo de ‘na mignotta, vviè cqua” ma viene travolto da ‘na stilettata partenopea colta: “ta’ soreta è latrina, e m-a-t-r-e, a te, na  pumpinare jamme jamme JAAAMME!”]

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

Resources:

Provare tutto, dove si parla della ‘cugina greca’ di Roma, Νέα Πόλις
The Roman Jews (1). Are They the Most Ancient Romans Surviving?
Le coste meridionali del Mediterraneo:
Dove si parla del legame tra sponda nord e sud (araba) del Mediterraneo
e della vocazione, oltre che universale, mediterranea, della Città Eterna.

Web site di dialetto partenopeo
[
Wiki francese: “Dans la mythologie grecque, Parthénope (en grec ancien Παρθενόπης / Parthenópês, « celle qui a un visage de jeune fille », de παρθένος / parthénos, « jeune fille », en particulier « vierge ») est une des sirènesStrabon mentionne que son temple se situait dans la ville de Néapolis (actuelle Naples), où les habitants célébraient des jeux gymniques en son honneur.]

Poi, in tema di composizioni pianistiche (di resilience e- Mario -de fanfaroni”) :

L’inno all’Euro che non cede
L’hymne à l’Euro qui ne cède pas

Another Autumnal Music. Wasn’t Italy Always Sunny? No, Night is All Over Us

Rome's Tiber. Wasn't Italy always sunny? Is Fall (or tempest) arriving? I am silly, drinking wine, but 'in vino (tristis) veritas'. Click for attribution and to zoom in

Since I have not time for writing having a few practical problems to solve (even Manius at my new blog has been neglected but now I know where the heck he is in Ancient Britannia thanks to Richard.)

ψ

And since a few readers seem to have dug my ‘autumnal’ pieces, here is Fall Music num 2 based again on improvisation. It is dedicated to them.

ψ

Fall, ok, but with a stormy twist.

A Roman being a Roman, what did you think …

PS. The sheer joy of having like an immense organ with thousands of sounds to choose from (even imaginary instruments …) is hard to describe.

Unfortunately I can’t play a keyboard any more.

This is also autumnal.

Two Musical Ramblings for Synthetic Orchestra

Here are two musical ramblings to disprove the stereotype that Italians are always happy.

Meant as soundtrack music I have no idea if they have an independent life. Certainly, heavy they are.

I was younger when I could have fun with my Korg 01/W synthesizer and my Protei 1 & 2 and I certainly miss those days for such ability I’ve later lost but, as the Poet wrote:

Ehmals und jetz

In jüngeren Tagen war ich des Morgens froh,
des Abends weint’ ich; jetzt, da ich älter bin,
beginn’ ich zweifelnd meinen Tag, doch
heilig und heiter ist mir sein Ende.

Once and Now

In my younger years I had joy in the morning,
tears in the evening; now that I am older,
I start doubtful my day
but it is sacred and serene its end.

I find these verses by the Poet so full of beauty.

ψ

The final part of a much longer Fantasia I spare you.

An autumnal piece, based on improvisation.

Ragù, Chianti (and Grappa.) Is ‘Classic’ Just a Trick by Goddess Fortune? (2)

Spaghettoni alla chitarra e ragù. Wikimedia. Click for credits

After aperitivo at the bar the conversation continues to unwind at our home while we consume a simple dinner made of spaghettoni al ragù, cheese with a side dish of boiled vegetables, all washed down with Chianti and some Grappa as digestivo.

Classicus and King Servius Tullius

Servius Tullius

Servius Tullius, 6th Roman King. Image via Wikipedia

Extropian: “In my Calonghi Latin dictionary classis means both ‘fleet’ and ‘social class'; classicus is both a ‘sailor’ and ‘a member of the first Servian class of citizens’, out of the five tax classes set up by the Roman King Servius Tullius.

So why do we say today that Herman Melville is a classic and that Dan Brown (or our Giorgio Faletti) will probably never be?”

Giorgio: “It implies some timeless worth, it is known. Less known perhaps the origin of the notion. In the 2nd century CE Aulus Gellius, a Roman grammarian, [see image below] in his Noctes Atticae (Attic nights) – I just found out – was the first to mean by classicus ‘a writer of the first Servian class’ (classicus scriptor). He was the first to connect via a metaphor 1) literary and 2) social excellence. Classicus to him was a first-class & exemplary writer.

English: Frontispiece to the 1706 edition of A...

English: Frontispiece to the 1706 edition of Auli Gellii Noctium Atticarum (Aulus Gellius Attic Nights) libri xx. prout supersunt, quos ad libros Mss. novo et multo labore exegerunt, perpetuis notis et emendationibus illustrarunt Joannes Fridericus et Jacobus Gronovii. (Photo credit: Wikipedia)

Extropian: “Well, it somewhat reflected the elitism of antiquity.”

Flavia: “Yes, but I’d say excellence is excellence. Horace and Virgil were of humble background (Horace – read a reply to Sledpress on him – was even the son of a freed slave,) but were revered as excellent (and timeless) as soon as their works came out.”

Giorgio: “Horace himself refers to his Odes as timeless. But people didn’t call them classici. The new meaning didn’t immediately spread. In the 5th and 6th centuries CE authors such as Martianus Capella, Fulgentius and Boethius began to reconsider earlier pagan authors as models of style and thought, although again no use was made of the term classicus in the sense Gellius did.”

Extropian: “I see.”

Villa Rotonda, Veneto, Italy, by Andrea Palladio (1508 – 1580). Click for attribution

Classicus to Renaissance People

Giorgio: “And throughout the Middle Ages too we have the concept but not the word for it. Until we get to the Renaissance men, in 1400s-1500s CE.

In their Latin classicus refers again to something seen as timeless and as a standard of excellence: to the people of the Renaissance [see a Palladian villa above] the Greek and Roman past was THE classicus exemplary model in all fields.”

Mario: “In fact we still say ‘Classical Antiquity’. Of course the Renaissance is neoclassical ante litteram since it found inspiration in Antiquity and looked down upon the Middle Ages.

By the way, wasn’t the second half of the 18th century labelled as neoclassical?”

Rome and the Grand Tour

Goethe in the Roman countryside as painted in 1787 by his friend Tischbein. Click to enlarge

Flavia: “It was. Giorgio and I recently visited the exhibition Rome and Antiquity. Reality and vision in the 18th century.

At the end of the War of the Austrian Succession (1748) a long period of peace ensued in Europe. Winckelmann arrived in Rome in 1755. He there conceived his master-work History of Ancient Art (1764) which influenced the entire neoclassical attitude from that year onwards and basically blew the minds (to mention the Germans only) of people like Hölderlin, Goethe, Lessing, Herder, Heine, Nietzsche etc. The marriage and the tyranny of Greece over Germany started with him.”

Giorgio: Those were the days of the Grand Tour. People flocked to Italy and especially to Rome to study classical culture. Rome with all her statues etc. also became a huge workshop of copies purchased worldwide. Bartolomeo Cavaceppi was the best sculptor to make casts, copies and fakes.

Caffè Greco – 86, via Condotti -, possibly the oldest caffè in Rome, frequented by Goethe, Byron, Stendhal, Liszt, Keats, Mendelssohn etc. Click to enter the Caffè Greco web site

Cavaceppi’s studio was in via del Babbuino, close to Caffè Greco (opened in 1760, see above,) to via del Corso (where Goethe lived at num 18 between 1786 & 1788,) to Piazza di Spagna: all popular places among the expatriates of the time. Cavaceppi’s shop was a must-see. Goethe was there and Canova himself was greatly impressed by Cavaceppi’s atelier. Goethe bought a cast of the Juno Ludovisi [see the last big picture below] but I forgot from whom though.

Anton Raphael Mengs, Jacques-Louis David, the Scottish architect Robert Adam, Canova, Piranesi with his efforts to build a map of Ancient Rome: surely a great period for our city.”

[The exhibition catalog is now on the living room table. Grappa is unfortunately served. Art and Bacchus are a perfect match since Homer, what did you think …]

Giorgio: “Last (but least) Italians played the guitar quite a lot during the 18th c. before the Spanish took over. I am studying Mauro Giuliani and Ferdinando Carulli who composed delightful classical pieces for this instrument, mixing sober taste (Giuliani) or brilliant grace (Carulli) with rationality.”

Jeu des dames, by Louis-Léopold Boilly (1761–1845). Click to enlarge. Elegance, sobriety, classical décor and Hellenic attire (and face features) of the women

Extropian (reading the catalog): “New archaeological discoveries fuelled the Roman and Greek frenzy. A great number of statues and mosaics were unearthed and reproduced. Décor and clothes were created in the neoclassical style in Europe and in the New World. Also Nero’s Domus Aurea wall paintings – at that time thought to belong to Titus’ thermae – were reproduced on mansions, on decorative furniture etc.

[Hope you can reach this great 3d reconstruction of Roman Emperor Nero’s Domus Aurea (see another movie below too:) you’ll think you are in a 18th century rich palace!]

The spirit of the Ancients and of the Enlightenment (Age of reason) splendidly matched. Classical triumphed and influenced the French and American Revolutions.”

Roman Emperor Nero’s Domus Aurea fresco. 1rst century CE

Classicism as a Concept. Mere Chance?

Extropian: “Classic, more generic for valuable, is related to classical … Wait a minute. Such fundamental concept going back to this Aulus Gellius, an almost unknown, second-rate Roman writer? Something is wrong here.”

Giorgio: “Weird in fact. I now read in Google what Ernst Robert Curtius observed (in his European Literature and the Latin Middle Ages):

What would modern aesthetics have done for a single general concept that could embrace Raphael, Racine, Mozart, and Goethe, if Gellius never lived?

Extropian: “Or if Servius Tullius didn’t divide Rome into 5 classes! I wonder whether we know the exact connection Gellius-Renaissance, but certainly goddess Fortune plays her tricks when making ideas successful or not, as Curtius also suggests.”

A cast of Juno Ludovisi (ie Antonia minor, Mark Antony’s daughter), similar to the one bought by Goethe. Antonia became a model of junoesque, imposing beauty

ψ

Grappa is making all blurred at this point.

That is, we have traced some origins but couldn’t define that general concept that can embrace Horace, Mozart, Mauro Giuliani, Haydn, Raphael, Schubert, Pindar, Canova, Racine, Goethe, Jane Austen and many elements of British and American Georgian culture.

A glass of Grappa

Grappa. Click for attribution

Next time Ferruccio Dante Michelangelo Busoni‘s aphorisms (big name, I know) on Mozart might help us hopefully.

Busoni’s aphorisms are in German since Busoni was Italian & somewhat German too [following Philippe’s advice we try to expand language variety in this blog.]

See you then.

A vase made for the foreign market. Italians found it too rich.

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