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Category Archives: Philosophy

Dionisiaco e Apollineo. Lettera a un compagno di scuola. Croce Roma Gramsci (e gli antichi)

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[The songs below are from our school-days; sotto, alcune canzoni degli anni '60]

ψ

Caro ****,

ti scrivo da un piccolo caffè da cui si intravede il Colosseo, tappando sullo smartphone. Qualche goccia d’acqua cade.

Outdoor cafe. Via dei Fori Imperiali. Colosseo

Outdoor cafe. Via dei Fori Imperiali, Colosseo

Pure tu se gajardo a more’ (che poi eri biondo), sennò te cassavo (come il mio povero papà ecc).

Bella scuola di vita, le difficoltà (sono ripetitivo).

ψ

Pensa che Benedetto Croce (Pescasseroli, 1866 – Napoli 1952) ….

[citato sempre da quella vecchia prof di filosofia coi senoni che se glieli fissavamo (specie tu, il più bello della scuola:  quando ti interrogava era turbata, era evidente) lei ti / ci dava un bel voto ... ]

… Croce, dicevo, della haute abruzzese, perse 17enne i genitori e la sorella sola che aveva, morti il 28 luglio 1883 nel terremoto di Casamicciola nell’isola d’Ischia dove i Croce si trovavano in vacanza … la casa, sdraiata dal terremoto, lasciò quest’adolescente con le ossa rotte che lo credevano morto anche lui, e invece era vivo, per miracolo.

Sciroccato, il 17enne fu portato a riprendersi in campagna in una villa vicino a Salerno, di proprietà della facoltosa famiglia ormai sterminata.

Non ricordo bene – quello che dico di Croce è frutto della mente vagante -, ma ho l’immagine di lui che se ne sta forse anni sdraiato su una panchina sotto gli alberi, preso dal dolore e dall’angoscia.

Poi andò a vivere in un bel palazzo forse a Roma, dallo zio Silvio Spaventa (che diffuse Hegel in Italia ecc.)

ψ

Passò il tempo.

Il dolore rimaneva ma la casa di Spaventa a Roma era un via vai di intellettuali. Croce però non stava forse ancora bene. Provò con l’università, giurisprudenza, dove apprese un po’ di marxismo da Labriola, ma credo fallì, non volle laurearsi.

 

Si stabilì pertanto a Napoli, ricco e solo, comprando la casa di G.B. Vico (altro filosofo sempre citato dalla prof mentre, una carezza a noi qua, una là, incedeva per l’aula (1967?) con le mani dietro infilate sotto il cappottone, per cui – le zinne protuberanti e le mani sollevate dietro – sembrava (e forse era, nell’intimo del suo cuore, una gallina, poveretta).

Finalmente Benedetto un bel giorno, toltisi i rospi dal cuore, cominciò a riparlare con la gente, frequentò, uscì, rientrò.

Napoli era vivace, meravigliosa. La casa di Vico si trovava forse nei quartieri spagnoli e mi piace immaginarla con il giardino interno – tipo casa romana che era volta dentro e non fuori perché i tempi antichi erano pericolosi: e forse pure al tempo del giovane i quartieri spagnoli erano tosti, come lo sono oggi, ma lui era un signore intoccabile.

E allora Benedetto si mise a scrivere scrivere pensare inviare ricevere lettere.

Forse i servitori a dì:

“Che cazzo scrive sto tonto”.

Beh, non sapevano che era diventato Benedetto Croce, il più olimpico e armonioso dei filosofi di qui, la cui prosa e pensiero danno pace, incantano (e istruiscono, potentemente).

Pensatore non accademico

Non accademico, con contatti sempre più estesi, il suo pensiero pian piano si irrobustì e per gradi divenne il più grande pensatore italiano della prima metà del 900, filosofo di influenza abbastanza mondiale (scrisse per es la voce ‘Estetica’ della Britannica (poi pubblicata in italiano come Aesthetica in nuce; inglesi, americani francesi lo amavano; gli italiani pure; lui ha sempre però preferito la Kultur tedesca, e quella italiana, alla culture francese: vedi qui). Per Croce vedi anche qui.

[En passant, il suo allievo Antonio Gramsci – sardo, legato anche alla Francia e mentor spirituale di chi scrive – fu la stessa cosa: intellettuale cioè mondiale massimo nostro – più di Croce – nella 2a metà del 900 e ben oltre.

Le sue opere scritte negli anni ’30 furono rese note dal finto amico Togliatti nell’immediato dopoguerra e fermentano ancora oggi 2014 e vanno oltre.

Gramsci paradossalmente è esploso dopo la caduta del muro, quando si è detto:

Il comunismo è morto, A. Gramsci sarà pure un comunista ma in realtà è un liberale, come Croce, ed è utilissimo per gli strumenti di antropologia che offre.

Capire la destra e la sinistra anglo-sassoni

Per esempio A.G. è stato utilizzato (per capire)

a. la destra reaganiana, i neocons e i Tea Parties (destra religiosa e protestante – ora cambia: si volge a tutti, è più secolare, meno bianca, sennò scompare).

Come sarà andata? Magari per combattere questo comunista sempre più noto (opere integralmente tradotte in innumerevoli lingue) i repubblicani USA hanno giocato con G come avrebbe potuto fare la Chiesa con Giordano Bruno facendo la machiavellica (invece l’ha fatto fuori).

Cioè la destra USA ha scoperto suo malgrado che l’anti-Cristo Gramsci gli era entrato nel sangue;

b. la destra thatcheriana per capire e combattere l’egemonia culturale della sinistra nei rispettivi paesi

c. USA e UK insieme per – gli USA – leccarsi le ferite del Vietnam, e (both) per imporre la deregulation come pratica e ideologia economica del liberismo anglo-sassone

“Diamo al diavolo quel che è del diavolo: this Gramsci is a genius!”…

… ha forse detto un predicatore del sud USA (area Bible belt). Non mi ricordo chi era (I will check all this article) ma dà un’idea di quello che è successo nelle culture wars.

I digress, my friend.

Apollineo e dionisiaco:
Quale è meglio?

Vediamo meglio come Croce si risollevò, alla luce della sapienza dei millenni.

  1. Croce immagino si sollevò l’anima scegliendo la via apollinea (Orfeo  –>Pitagora—> Platone —>Hegel): liberarsi cioè dai travagli dell’anima attraverso la conoscenza-scienza (sofìa: wisdom: conoscenza sapienziale: intrisa di matematica & e musica: uno sballo mentale senza droga).
  2. L’altra via, quella dionisiaca, decantata da Nietzsche (che ha rovinato i tedeschi e l’Europa con essi) id est purificare i travagli dell’anima attraverso vino e sesso, misticismo privo di ragione, droghe ecc., densa di tragicità (legata probabilmente alla nascita della tragedia greca) ha anche il suo fascino e può avere i suoi vantaggi, non lo nego.

Ma alla lunga ti distrugge: i Romani, popolo saggio (non folle come i Greci) proibirono Bacco Dioniso – Senatus consultum de Bacchanalibusche dilagò comunque con la vittoria romana su Cartagine: i giovani reclamavano il piacere, il lusso dei greci.

Dioniso-Bacco è il più rappresentato degli dei: mosaici statue dipinti graffiti ecc. Uno sballo mistico non solo col vino e sesso di gruppo ma includente cose che oggi fanno un poco ribrezzo ma soprattutto lasciano stupefatti se consideriamo che si trattava di riti sacri: gli antichi erano veramente diversi da noi: più rigidi – rigidissimi – e più aperti, allo stesso tempo.

E Croce e la Prof?

Tornando a B. Croce, forse anche lui, prima di scegliere la via della Filo-Sofia, si congiunse alla Prof allora giovanissima, che magari (senza magari) era una gran fresca pugliaccona.

A me sembrava brutta, dai.

Una donna veramente bella la vedi anche da anziana, come tua madre, donna sublime e forte. Forse la prof aveva la bellezza del somaro, che è meglio comunque di niente … ;-)

Autocensura …

… i vasi raccoglitori delle donne, del resto, essendo 3: numero non per caso importante nella numerologia pitagorico platonica cristiana tomista dantesca hegeliana: il triangolo, la regola aurea … censura…, le terzine, le tre cantiche, la trinità cristiana pitagorica platonica, il trio Venere Urania – spirituale – Venere carnale o demotica e Amore.

Dunque … prima di purificarsi con σοφία … autocensura … la prof e poi Sofia, la prof e poi Sofia, infine solo Sofia, Venere spirituale di Plato e non più la Venere carnale.

O la Madonna, amore meraviglioso e sognante, solo spirituale: ha addirittura concepito vergine (vedi questa bella canzone dei bei tempi nostri, di Charles Aznavour).

O la donna angelicata del dolce Stil Novo di Dante: Beatrice. Gli occhi di Beatrice descritti centinaia di volte in modo diverso nella Commedia sono la cosa più bella e dolce di questo capolavoro.

Inoltre, molte divinità antiche erano vergini, Diana, Minerva ecc ecc (qui espandi), ma Giunone no, amava molto, pur essendo gelosa di Giove, e aveva tanti amori unendosi a umani non umani.

Dal suo seno superabbondante – bellezza giunonica, si dice ancora – è nata la via Lattea, immagine poeticissima.

Dalla via Lattea noi proveniamo e poi ritorneremo. Vedi il Sogno di Scipione di Cicero.

Poesia amore sesso negli antichi vanno insieme in modo sublime: mi piace da morire il mondo antico.

[se vai qui e qui  esplori la knowledge base che sottende a tutta la e-mail]

ψ

Sto per smettere, ma prima …

Dobbiamo dedicarci all’apollineo (Ἀπόλλων), non al dionisiaco (Διόνυσος), il che implica un’etica, l’amore dedicato, non itinerante, per la nostra donna, l’amore disinteressato per i figli di sangue e non ecc., la conoscenza come gioco e passione visione scienza.

MA, siccome semel in anno licet in-savire [forse, oggi, bis, ter, quater in anno] un pizzico di dionisiaco ci può pure sta’, ma non più di tanto.

Tuo Jonny

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

La communication intérieure

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Man of Roma:

Elisabeth (tarotpsychologique) writes:

“Elly Roselle a développé des outils pour communiquer efficacement avec des facettes de notre personnalité qui s’opposent à ce que nous voulons de la vie, afin qu’elles deviennent une force qui contribuent à la réalisation de nos rêves et désirs”.

“Les recherches de Elly Roselle ont démontré que les messages conflictuels que nous recevons à l’intérieur de nous-mêmes qu’ils soient de nature psychosomatique, émotionnelle ou mentale, sont un reflet des croyances conscientes et inconscientes que nous transportons de génération en génération[les italiques sont de nous].

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MoR: “Dear Elisabeth, I may be pulling Elly Roselle’s thought by the sleeve (and am in any case too wide-ranging) but I here see a link to a Gramsci’s notion I received via my Mentor (or Maestro.) which I later developed in my own free-wheeling way [see related post below.]

I’ll thus quote Antonio Gramsci directly:

“[People's - not the pro philosophers' - conception of the world may be strangely composite] : it contains – Gramsci argues – Stone Age elements and principles of a more advanced science, prejudices from all past phases of history [etc. ]

The starting point of critical elaboration is the consciousness of what one really is, and is ‘knowing thyself’ (1) as a product of the historical (2) process to date which has deposited in you an infinity of traces, without leaving an inventory. The first thing to do is to make such an inventory [all italics is mine].”

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

Notes.

(1) “Know thyself” [γνῶθι σεαυτόν, MoR] was the inscription written above the gate of the Oracle at Delphi, and became a principle of Socratic philosophy. [This note and Gramsci's translation is from: Antonio Gramsci. Selection from the Prison Notebooks. Lawrence & Wishart. London, 1971; now freely available in PDF, said passage: pp. 627-628]
(2) I do not agree with the adjective historical, unless Gramsci – as I just suppose, I was studying Gramsci 42 years ago! –  makes evolution & history as one. I’ll think about it, although, his mentioning ‘Stone Age’ is revealing in some way.

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Related post (with better-than-the-post discussion) :

Is the Human Mind like a Museum?

 

Originally posted on tarot psychologique:

La communication intérieure se manifeste par des messages que nous recevons de notre intérieur, sous forme de pensées, d’images, d’émotions et de sensations physiques. Voici quelques exemples : Vous est-il déjà arrivé de ne pas pouvoir dormir à cause de scénarios d’inquiétude qui trottaient sans arrêt dans votre tête ?

Vous est-il déjà arrivé de vouloir complimenter une personne que vous ne connaissez pas et soudainement bloquer votre élan lorsqu’une peur du rejet fait surface ? Vous est-il déjà arrivé de vous critiquer intérieurement parce que vous avez subi un échec ?

chat  lionNotre communication intérieure se reflète dans notre communication avec les autres. Les croyances et perceptions que nous avons et les émotions que nous ressentons se manifestent dans la tonalité de notre voix et dans notre langage verbal et corporel, cela est bien connu.

Les gens qui vous critiquent ont leur propre critiqueur interne. Les gens durs et intransigeants…

View original 1,366 more words

The Blazing World

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Man of Roma:

Introduction will come later since we are writing ‘Why we like the Germans’ num 2.

Originally posted on Release.:

And I was like “whoa” and he was like “whoa” and the sevenheaded beast was like “blergh”.

Barbara Ehrenreich is a trained scientist and a hardcore atheist historical materialist. And, like me, comes from a socialist tradition. She has written one of the best, most no-nonsense pieces on having cancer I’ve read, and she has taken part in the shredding of some of the most persistent irrational myths in modern American life: the “power” of positive thinking and the possibility of pulling yourself up by your bootstraps when the game is rigged against you.

So imagine my surprise when I read a piece by her in The New York Times on her mystical experiences in childhood and adolescence.

Something happened when I was 17 that shook my safely rationalist worldview and left me with a lifelong puzzle. Years later, I learned that this sort of event is…

View original 550 more words

A Berber from the Monti rione makes (today) jewels. The Berber Augustine (2000 years ago) shook Antiquity & Rome. Both changed (never to change)

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Italian original

[Draft. We'll stop posting for a few days, this blog crying badly for graphical renovation]

A Berber jeweler,
in today’s Subura

Not far from our house and from Rome’s ancient Subura there’s a little shop where a Berber Tuareg – a tall, dark-skinned man of a majestic beauty – makes splendid jewels that perpetuate a multimillenial tradition – married, inter alia, with an equally beautiful woman from Northern Italy.

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The Samnite: “An ‘acquired’ Roman, one might say.”
The Tobacconist *nodding, with a radiant smile*

A Berber metaphysician
2,000 years ago

Saint Augustine and Saint Monica by Ary Scheffer (1846)

Saint Augustine and Saint Monica, his mother. 1846 painting by French Ary Scheffer (Wikipedia, click for credits and larger image)

Another ‘acquired’ Roman – born almost 2000 years earlier (and Berber too from his mother’s side) was Augustine of Hippo.

More precisely, Aurelius Augustinus Hipponensis (354 – 430 CE,) his family having been legally Roman for more than a century.

Augustinus didn’t make jewels but he almost certainly wore some very similar to those made in the small shop of the Monti rione.

The African sage ruminated, instead, his vast soul tormented.

Augustine praying in his study, by Sandro Botticelli, 1480, Chiesa di Ognissanti, Florence, Italy. Credits

Augustine praying in his study, by Sandro Botticelli, 1480 (detail.) Chiesa di Ognissanti, Florence, Italy. Credits and entire painting

From such torment stemmed The Confessions and most of all The City of God – two visionary works that only a Berber-Punic Algerian could conceive.

An explosion of visions, ideas, and mysticism.

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The pagan gods were shaken (but adapted themselves).

The myth of Rome was nearly destroyed – the City of God, metaphysically celestial, going way beyond the Urbs beacon of the Orb (though Rome adapted and survived, licking her wounds.)

Tomba di S. Agostino nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia

Tomba di S. Agostino nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia, Italia. Source (bigger picture)

 

Governess of a billion souls (of nations no more), with a Pontifex Maximus, Francesco, shepherd at last and close to the poor (like Augustine), Rome the eternal looks today at the greatest intellectual of the first millennium CE (on this side of the planet.)

With deep love and profound respect.

 

ψ

We, in our lowest pochezza, nurture the same feelings.

Without forgetting, allow us, that our roots are, and remain, pagan.

 

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

Nota. L’idea mistico terrena di Roma, cemento ideologico dell’Impero Romano, venne indebolita, e l’impero con essa, dall’esplosione creativa di Agostino.

Ma l’idea non morì (e mai morirà).

ψ

Si pensi solo che gli ultimi due imperi del continente europeo dissoltisi con la prima guerra mondiale erano guidati da uno Zar, russo, e da un Kaiser, tedesco. Sia Zar che Kaiser significano Cesare, ovvero:

Gaius Julius Caesar, Pontifex Maximus e iniziatore dell’impero romano.

[Se uno credesse ai segni ... ma non ci crediamo]

 

 

 

Un berbero di Monti (oggi) fabbrica gioielli. Il berbero Agostino (due millenni fa) scuote l’antichità e Roma. Che cambiano (per non cambiare mai)

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English translation

[We'll stop posting for a few days, this blog crying badly for graphical renovation]

Gioiellere berbero,
nella Suburra, oggi

Non lontano da casa nostra e dalla Suburra c’è un negozietto dove un berbero Tuareg – uomo alto, dalla pelle scura e di maestosa bellezza – fa gioielli meravigliosi che continuano una tradizione plurimillenaria (tra l’altro essendosi unito a una donna anch’essa molto bella, del Nord Italia).

ψ

The Samnite: “Un romano ‘acquisito’, si potrebbe dire”.
The Tobacconist *annuendo, un sorriso luminoso*

Pensatore Berbero,
2000 anni fa

Saint Augustine and Saint Monica by Ary Scheffer (1846)

Saint Augustine and Saint Monica, his mother. 1846 painting by French Ary Scheffer (Wikipedia, click for credits and larger image)

‘Acquisito’ lo fu un altro romano di quasi 2000 anni fa, berbero anch’egli da parte di madre, Agostino d’Ippona.  Per la precisione, Aurelius Augustinus Hipponensis (354 – 430 d.C), di famiglia legalmente romana, appunto, da più di un secolo.

Augustinus non faceva gioielli (ne avrà solo indossati di simili a quelli del Tuareg di Monti).

Augustinus in verità pensava. E si travagliava.

Augustine praying in his study, by Sandro Botticelli, 1480, Chiesa di Ognissanti, Florence, Italy. Credits

Augustine praying in his study, by Sandro Botticelli, 1480 (detail.) Chiesa di Ognissanti, Florence, Italy. Credits and entire painting

Da tale travaglio nacquero Le Confessioni e soprattutto La Città di Dio, due libri geniali che solo un punico berbero algerino poteva scrivere.

Un’esplosione di visioni, idee e misticismo.

ψ

Gli dei pagani ne furono scossi (ma si adattarono).

ll mito di Roma ne fu quasi distrutto – la Città di Dio metafisicamente celeste andava oltre l’urbe faro terreno dell’orbe (ma Roma si adattò e sopravvisse, leccandosi le ferite).

Tomba di S. Agostino nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia

Tomba di S. Agostino nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia, Italia. Source (bigger picture)

 

Governatrice di un miliardo di anime (non più di popoli), con un Pontifex Maximus, Francesco, finalmente pastore e vicino alla povera gente (come Augustinus), Roma l’eterna guarda oggi al più grande intellettuale del primo millennio d.C.

Con amore profondo, e con rispetto.

ψ

Noi, nella nostra infima pochezza, proviamo gli stessi sentimenti.

Pur non dimenticando, ci sia concesso, che le nostre radici sono e restano pagane.

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

Nota. L’idea mistico terrena di Roma, cemento ideologico dell’Impero Romano, venne indebolita, e l’impero con essa, dall’esplosione creativa di Agostino.

Ma l’idea non morì (e mai morirà).

ψ

Si pensi solo che gli ultimi due imperi del continente europeo dissoltisi con la prima guerra mondiale erano guidati da uno Zar, russo, e da un Kaiser, tedesco. Sia Zar che Kaiser significano Cesare:

Giulio Cesare, Pontifex Maximus e iniziatore dell’impero.

[Se uno credesse ai segni ... ma non ci crediamo]

 

 

 

La morte è la vita. Il perfetto è l’imperfetto. Devinez (ἀληθινὴ ὃρασις)

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“Una bellezza perfetta è più imperfetta”
“E una bellezza imperfetta?”

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“La morte è la vita”
“E la vita?”

ψ

“καὶ ἡ κάμμυσιϛ τῶν ὁφθαλμῶν?”
[e il chiudere gli occhi?]

ψ

Devinez.

A conversation with Carla Shodde, from Australia, on Religions, Romanness & Interlingua (Modern Latin?) – Dialectics (4)

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Even the German Women were terrific fighters

Even the German Women were terrific fighters

Are the Germans ‘Always’ There?
(Why not man)

[See btw the clip at the head of the previous post]

ψ

Carla Shodde from Australia has some German DNA among the rest. A ‘budding Classicist’, as she phrased it, she is probably more than that.

We had a good dialogue at her place (see below. Here the original, not pruned, one.)

ψ

Another conversation had occurred here with Sledpress (another German, from US Virginia, this time,) which will be published as Dialectics 5, the last cherry on the pie in some way.

Why cherry on the pie?

Because Sled is a valuable writer (I have a notebook with many of her sentences since I am an aspiring non mother tongue writer in English,) she has been very much present in almost ALL discussions here and elsewhere, she being a valuable polymath (with high-level musical knowledge also,) capable of talking about everything (as our blogosphere small slice attests) … but most of all:

She has a VERY BAD temper ;-)

Which of course (any passion being powerful) is a big part of her charm and her being very good: as a writer, dialectic commentator, friend, musician (and real soul.)

Why We Love The Germans

At this point, after Easter Monday (when the exchange with The Virginian and other stuff will be already here), given the present crisis of the Euro zone, we think it’ll be high time to say aloud (from us, from many other Italians):

“Why we love the Germans and will continue to love them!”

In the meanwhile: Carla Shodde.

Impiety Among Philosophers

Found In Antiquity Carla Shodde

Carla thus presents her work and studies:

“To be ignorant of what occurred before you were born is to remain always a child.” – Cicero, Ad Brutum. Carla recently finished first-class Honours in Classics, writing a thesis on accusations of impiety among philosophers in Greece and Republican Rome. She loves ancient art, ancient history, theology and pretty much anything to do with the Romans.”

 

Uncial sample

Courtesy of Carla Shodde’s Web site soon in our blogroll. Click to enlarge and for source file

 

MoR:Great post. About to repost the other one, I might repost this one as well, though I’m not sure, I am overwhelmed by business, family (my strength,) and my mentor’s ‘an article a day in languages that are not your own’ rule.

You are a scholar, a beginning scholar, perhaps, but hats-off scholar nonetheless. Ciao

[PS: hai per caso qualche stilla di sangue italiano? Carla è un nome italiano]“

Carla Shodde: “Thanks so much for reblogging the other post! You can reblog whatever you like, when you want to. :) And thanks for the encouragement, I would love to cultivate scholarship in Classics.

And actually, I don’t have any Italian blood, but my parents named me after my German great-grandfather Carl. They thought I was going to be a boy but when I was born a girl, they named me Carla. Italian is a beautiful language though and I wish I knew more.”

MoR: “Sorry I’ll be the usual Italian chatter-box. My thoughts come in floods, am too tired to prune and I proceed from chaos to order – my cognitive style, aspiring towards dialectics.

This exchange in fact, should you say yes, I’d love to publish over at my blog as Dialectics 4.

I’ll prune my texts of course but not much, this being the MoR plus I’d love you to reply extensively (in case you can and want) – the exchange of ideas resulting hopefully more stimulating for readers.

This being fussily said o_O  …

 

Roman Bona Dea (Good Goddess)

Roman Bona Dea (Good Goddess)

I)

Carla: “I would love to cultivate scholarship in Classics”

The personal opinion of a dilettante is that ‘you can’ lol become what you want if you really want it. You have ‘la stoffa’ (what it takes.)

You are creative, have passion but most of all you have discipline. Talent without discipline is zero.

A scholar I have not become (just a quirky researcher) for lack of guidance since I was abandoned to grow by myself like a weed (and am still, in the good sense though I hope, 1. Christianity and religions plus 2. intellectual curiosity helping.)

A Master Shows

I found the latter (2) after an encounter at 24 – id est a Master and inspiring polymath to whom I owe a lot and whom I call Magister διδάσκαλος, here.

The former (1) came after some study of the Ancient Roman religions (I liked that post of yours where you criticize those who consider the Ancient Roman religion void of emotions, of mysticism, simply formulaic (a total moronity imo.)

Via some study of cults, gods, goddesses and the mysteries etc. I realised how Roman Christianity was, plus Christianity was one of the several mysteries too (you might not agree here.)

A powerful blend, the ancient Roman religion – no need to tell you – which together with Christianity can provide strength and consolation. I am more Christian than Pagan, incidentally; although we ALL here, and elsewhere – eg some areas of the Roman Empire’s ex provinces – are (one may like it or not) a bit pagan.)

Let me add it is so refreshing to see a young woman – the age of my two daughters – so very ‘well’ doing what she does, and a real polyglot too (mandarin, wow, and German; Latin and Greek being of course necessary.)

 

Interlingua at Austin, Texas

Jardin de Ninos Interlingua Spanish Immersion, Austin, TX. Click for credits and source

II)

Carla: “Actually, I don’t have any Italian blood, but my parents named me after my German great-grandfather Carl. They thought I was going to be a boy”

Italian is bastard Latin so I don’t think you’ll have difficulties though my advice, you being a polyglot, is considering Interlingua instead.

Interlingua (official web site) is not artificial like Esperanto. It is ‘biological’; and, most importantly, it was conceived by solid scholars as a modern form of Latin.

For which purpose? [one might ask] English is already the lingua franca of a vast portion of the world.

A Fascinating vacation.
No ‘Direct’ contact with natives?

Ok, but take a woman from New York for example (all English speaking people we Italians btw call ‘Anglo-Saxons’, even those not wearing furs anymore – the others having passed away many centuries ago (stole this from an English guy living in Milan).

Rio de Janeiro

Rio de Janeiro. Click for credits and source file

Now it turns this woman and her husband are planning a long trip to, say, Brasil, Spain, Italy and have desire to get to know the natives in a non-mediated-via-English way, ie, a more direct, ‘cultural’, way.

[As a side note, English is not much spoken the more ancient the country is (apart from India, naturally) : Romans for ex. have this couldn’t-care-less attitude thinking they are so darn universal – and they are, accepting everybody with open heart but at the same time being scared by other cultures plus also feeling superior but behaving like provincials who think they are gas nobles, or gods.]

In any case the said couple has only one solution: even if the trip will occur in 3 years (yes, they plan years in advance, the Americans lol) they nonetheless must frantically TOIL eg learn Portuguese on the first year, Spanish on the second year, and Italian on the third.

It can be done, but it’s a hard path especially until the half of it, then Latin underlying the 3 languages will make things easier.

[Getting Big Deal Man, I know ^^'  ]

Interlingua: Many Languages
at the Same Time

There is another exciting solution: learning Interlingua. It’ll take 2-3-4 months in the worst cases (or just a few weeks,) after which the couple will be able to understand and talk directly (via Interlingua) to Brasilians, Spanish and Italians, who will 70%  understand them even if they never heard of Interlingua before.

 ψ

Carla Shodde: “That’s really interesting – I’ve never heard of a language called Interlingua before, but it is nice that it uses Latin-based words to connect various Romance languages together.

I’ve been fantasising about learning early Germanic languages like Anglo-Saxon, so that I could possibly connect English and German together at their Germanic roots. A friend of mine is learning Gothic and is really enjoying the language. I’d love to read an Anglo-Saxon gospel book some day.

MoR: “By studying several cults & gods goddesses and the mysteries etc. I realised how ‘Roman’ Christianity was”

I am Christian, and I find the study of pagan theology fascinating. I believe in one God, as did the fathers of the Church, and I do not worship other gods, as it would be a deep betrayal of the sanctity of God.

While I am not a pagan, I still find pagan Roman theology interesting, both as a counterpoint for early Christian apologetics and as a subject in its own right.

“Christianity was not
a mystery religion”

Regarding Mystery Cults: I follow the most recent and well researched wave of scholarship, which concludes that Christianity was not a “mystery religion” in the same vein as, say, the Mithras cult.

“The evidence we have been examining suggests that there was little contact between Christianity and mystery cults at any time. This contrasts with a long-established scholarly tradition that tried to find considerable influence of mystery cult on Christianity. Often the debate was as much to do with contemporary concerns as with the distant past. So, for example, it suited Protestant polemicists to argue that the ‘primitive Christianity’ of the early church was corrupted by the incorporation of rites and doctrines drawn from non-Christian mystery cults… And it suited critics of Christianity as a whole to claim that many elements of Christianity, including the sacramental rituals of baptism and holy communion, were taken over directly from Mithraism.” – Hugh Bowden, Mystery Cults of the Ancient World, Princeton University Press (2010) p.207

“Pagan Theology: Overlooked”

I like studying pagan theology. I think it has been so often overlooked in modern studies of Roman paganism. Instead of viewing religion as a religion (i.e. a proposed way for reasonable humans to interact with a divine being or beings) people want to see religion only as a coded way of expressing sexism, elitism or some other secular or political goal that reflects narrow-minded modern concerns. I find it very surprising that some prominent scholars who study Roman religion have openly said they are contemptuous of all religion. Little wonder that it so commonly said that Roman religion was invented for the sake of empty traditionalism alone, or that it was a tool to manipulate the unthinking masses. I think Roman religion, at least in philosophical texts and grave inscriptions, meant much more to the people than just empty rituals.”

Answer to a complex question:
Found in the Holy Week?

MoR: “Well, gosh, wow. This will keep my brain juices working for a while I’ll admit. Not for long though. And I always (90%) come back. I spot some German determination. Schodde —> Schotte? Good. I’m a Bach wrestler since I was 19 :?

MoR: “Dear Carla, I like dialectics, as you & others know too well, id est Diskurs als argumentativer Dialog so my lateinisch discursus feedback, LOL, will be:

The answer to your very-German reply is to be found, in my view, in the Holy Week (Ἁγία καὶ Μεγάλη Ἑβδομάς) where Christians celebrate the events related to the last days of Jesus – passion, death and resurrection, among the rest.

Last Sunday I was feeling tense, tired. Therefore for some weird reason I randomly chose a Church (every 5 meters we have one in Rome) and had the luck to find a real shepherd speaking from ‘a heart’ and from a sound-theological-knowledge (as far as I can tell) brain, as well.

I’ll say I was moved to tears twice but since I never believed in signs, in the past, it is unlikely I will believe in them, in the future.

Jesus carrying the cross. Click for credits

Jesus carrying the cross. Click for credits

Regards from Rome.

Giovanni

Sex and the city (of Rome) – or (of Albion?). Season II. 2

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Stonehenge

[Draft, incomprehensible perhaps, havin' just fun writing ]

 

Massimo: “Master, am I ready now?”

Giorgio: “Not yet”

Massimo [read about him when much younger Giorgio 'discovered' him (διδάσκαλος btw always hid his capabilities by looking naive: one among many tricks he had / has. Or was / is he really naive?] :

“One thing διδάσκαλε. Why have you skipped the ‘secret of the secrets post’? Will you mean that readers can rest also on Saturday?”

Giorgio, an inscrutable look in his eyes: “This is not important. Do you know who I really am μαθητής?”

In Britannia, oceani insula
cui Albion nomen est …

Manius like a numen from another universe was piercing the scene through the mist of his mind. Much to his surprise he became capable of ‘sensing’ the pupil (μαθητής) giving his Master (διδάσκαλος, Didaskalos) an ancient look that made Britannicus of the Papirii – seasoned soldier of Rome – shudder.

He could also perceive Massimo kneeling on one knee and uttering, gravely:

“O ancient-wisdom philosopher, o supreme mathematician & guide of my troubled life. I am so confused διδάσκαλε. It suddenly turned that …. (he looked kind of embarrassed now) it turned that I was unbeatable, Master, yesterday morning, on the A.S. Roma‘s soccer field. What the hell is going on διδάσκαλε? Doesn’t that reveal I a-m ready???”

 

Massimo being strong willed was no match at all for Giorgio, who ignored him, unemotional, expressionless.

It looked as if he had forgotten his pupil, absorbed as he was in his constant daily writing on his notebooks (he had a full collection of them …)

 A soldier quakes

In another time, another place a strong and iron-willed soldier lost his sight and began to quake as if possessed by demons [καὶ λέγουσιν Δαιμόνιον ἔχει ...] His head was exploding.

With an immense effort – due to the brutal training typical of any Roman army of any time – helped just a little bit by his three timid-but-perfectly-fit slaves (they were strictly forbidden to help: a black man, two female slave musicians) – the soldier of Rome succeeded di stendersi a terra, aspettare che il dolore finisse e poi lentamente, sollevando la testa verso la luna piena, recitare debolmente, ma fermamente, la seguente preghiera, che lo portò alla calma … all’amore divino …

Full moon rising from the ocean. Click for credits

Full moon rising from the ocean. Click for credits

 

Tu Luna,
luce feminea conlustrans cuncta terrarum,
iam nunc extremis subsiste,
et pausam pacem, Regina, tribue.

You Moon,
Who with your female light illuminate all lands,
Please help me in this time of adversity
And grant me, Queen, dulcis peace, and rest.

 

Ancora dolore e poi di nuovo calma e un senso di amore nuovamente a pervaderlo, che però in questa fase buia durava in effetti poco e quindi pregava spesso e ancora più spesso beveva (l’orrenda, densa birra dei barbari anglosassoni).

La vita era schifosa e bella, allegra e triste, lancinante e vibrante. E poi arrivavano quelle visioni, come in una nebbia, che oltre ad ossessionarlo gli facevano letteralmente scoppiare l’encefalo.

Dopo che Cinzia, l’unico vero amore della sua vita (Manius dei Papirii era monogamo, costume forse succhiato dalla poccia materna – parola etrusca – cioè dalla madre, nativa di Roma, madre romana dall’Urbs del mondo intero), da quando cioè Cinzia, beh, il dolore era stato talmente forte che – come Orazio, Virgilio Catullo (i sacri autori) e come soprattutto Cesare, il padre di tutto e facitore della potenza romana – da quando in sostanza Cinzia preferì un semplice retore a un filosofo pitagorico (lui) Manius si era dato agli amori facili con schiave e schiavi.

Altro precetto, oltre la tendenza alla monogamia, di sua madre – donna forte e santa che si concedeva pochi vizi (qualche droga bizantina, qualche massaggio persiano alle terme) – era che la ‘familia’ andava meglio se il paterfamilias era come – e qui giù con espressione ineffabile e Rasna – era come dire un tronco (raffinato termine dal double entendre, altra espressione, questa, dal patois gallico). Un tronco, cioè il pater, che teneva solo la casa eretta in piedi dando gioia a lei (double entendre) e a tutta la maison.

E l’amata sposa, virtuosa e traendo dal tronco forza, ci costruiva – si ripeté per farsi coraggio pensando a Iside – ci costruiva attorno la casa, come aveva fatto Ulisse, un Ulisse femmina (o androgino ermafrodito: concetto complesso esoterico, dai risvolti misticamente vibranti).

Infine, cherry on the pie (stava imparando l’anglosassone?) e altro precetto e aforisma (ne sentirete parecchi) di quella santa donna, tipicamente romano nella sua praticità e eticità al contempo, era che gli schiavi qualunque fosse il loro sesso dovevano innamorarsi del Pater (anzi “andavano acquistati – diceva la donna mentre pregava i Lari – proprio con questa tendenza nel loro Geist (Aenglish?), tendenza d’amore servile ma amore non the less verso il capo sommo e sacerdote supremo familiare.

“Tutto sarebbe andato meglio, better still (Aenglisc ancora dannazione!), veramente meglio” gli aveva ripetuto più volte in un latino quasi ciceroniano (era poliglotta Mutti, parlava una decina di lingue usate in giro per l’impero ivi compresi 3 dialetti gallici appresi ad Augusta Taurinorum prima del divorzio con il provinciale montanaro (suo padre, ma di prische virtù che a Roma, diciamolo pure – pensò Manius – si cercavano con la torcetta).

Precetto, diceva la dolce bella madre ricamando sonoramente sull’idea (aveva la passione della lira e della poesia, e a Torino aveva appreso l’arpa celtica da una schiava gallica con cui amava celebrare, assieme ad altre donne, il culto santo della Dea Bona: Bona, diciamolo, nozione sacra e veramente misterica (oltre che romana) per cui una donna bella a Roma era detta Bona), precetto poi che assicurava (se ne era accorto anche a Roma con il nuovo Pater di sua madre) che le casa funzionasse liscia come l’olio spalmato sul corpo bello, possente e attraente dei gladiatori.

 

ψ

Questo Manius pensava pregando di nuovo in ginocchio la Juno della madre.

Poi scuoteva la testa e pensava:

Ma che ‘familia’ è la mia ormai? Vivo qui, intrappolato in una torre, giocattolo di questi lerci tedeschi di cui si sente il puzzo già a quattro milia passum (e che disprezzo dal profondo dell’inner Geist.)

Perché non lo uccidevano per Bacco? Ne avrebbe portato almeno una ventina con sé nell’Ade (Manius era addestrato come il pitagorico Milone) ma almeno poi avrebbe finito la sua vita fallita e svilita per gemere tra le ombre sotterranee (ancora più infelice, non importa … ma – si chiese angosciato – c’era solo l’Ade o qualcos’altro? Scacciò il pensiero con rabbia, il Magister non lo voleva ricordare poiché anche Cinzia era stata sua allieva e nel giardino della bella domus subalpina di *** si erano dati il primo, dolcissimo, profondo, bacio d’amore.”

Scese dal piano di avvistamento all’aria aperta a quelli inferiori, protetti da occhi indiscreti.

Perfetti, nel corpo e nello spirito

I suoi schiavi erano perfetti, nel corpo e nello spirito, allenati da lui come lui a sua volta era stato allenato (e iniziato) dal Magister, provinciale forse ma di una certa fama ad Augusta Taurinorum, dove viveva ancora suo padre risposatosi con una ricca vedova, di razza celtico ligure (il padre) – un romano provinciale d’altri tempi che gli aveva trasmesso valori d’altri tempi, discendete di quei galli togati del Nord ovest, al confine con la Gallia Grande e un tempo comata (ma ora totalmente romanizzata che però si ostinava scioccamente ad adorare non si sa cosa di mistico in quel bel vulcano del massiccio centrale, il Puy de Dôme, nel territorio degli Arverni, il popolo del valoroso Vercingetorix.

ψ

Depressso, Manius Lentulus chiamato Britannicus scese i rozzi gradini con spiritualmente spossata lentezza.

Voleva una notte d’amore con uno dei servi. Gli altri due sarebbero rimasti in piedi in funzione cubicolare, attorno cioè al giaciglio (se serviva qualche bevanda, un massaggio, se serviva protezione da un attacco improvviso, giaciglio (spartano) dove il paterfamilias – con potere di vita e morte come ai bei tempi della Roma bella sacra santa – cavalcava (o veniva cavalcato, cives ormai allo sbando e senza dignitas), cavalcava, e veniva cavalcato, per tutta le santae ore della notte. Stava lasciandosi andare, lo sapeva, ma non certo gli faceva difetto il vigore, di razza romanao pura, da parte Mutti, e montanara taurina (più tosta, i romani de Roma inesorabilmente decadevano) da parte di Pater.

Ne vigore mancava ai suoi servi, atleti perfetti, come lui …

Manius era in realtà – pensò (ma qualcuno osservandolo inosservabile non era d’accordo) una nullità. Privo ormai della Venus urania si dava come logica conseguenza, quasi teorema spirituale, alla Venus carnalis.

Essere amato teneramente, rifletté con tristezza, era meglio di niente.

Anche se va da sé che non poteva amare degli animali parlanti, ma averne affetto come per un pet o puer, oh questo sì, oh veramente sì, lui lo poteva, eccome se lo poteva, perché era questa la sua familia, non un gran che – i suoi compagni di scuola, pensò, un riso amaro sulle labbra, avrebbero sghignazzato frasi scurrili (compagni in realtà sublimi, ma il sublime e lo scurrile non si fondevano forse in unità superiore, neo platonicamente?)

Platonicamente ma alla romana si intende (questa cosa dello scurrile e del sublime).

Sebbene in crisi profonda Manius Papirius Lentulus era ancora un soldato: amava la cultura greca ma solo se filtrata dall’urbs.

“Perché – l’encefalo esplodendogli, e si trovava misteriosamente, e fisicamente, di fronte ad un uditorio di Augusta – l’atto sublime dell’osanna – disse calcando la voce, la gente lo guardava attonita – alle pompae triumphales dei bei tempi, verso quei condottieri  vincitori osannati e elevati quasi a dio su terra,  andava controbilanciato, per arrivare alla mediocritas – qui la voce si fece sghignazzo possente mistico –  con i l-a-z-z-i della soldatesca!!”

Il pubblico sobrio della città di Torino era esterrefatto.

ψ

Sublime e scurrile, ripeté debolmente.

Giunto nella stanza principale prese la mano di uno dei suoi schiavi.

Il buio del locale appena illuminato da una torcia non fece distinguere se la mano presa con tenerezza (la stessa che provava per i i cani e gli esseri inferiori della natura) fosse di pelle bianca o nera ….

ψ

 

 

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