La morte è la vita. Il perfetto è l’imperfetto. Devinez (ἀληθινὴ ὃρασις)

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“Una bellezza perfetta è più imperfetta”
“E una bellezza imperfetta?”

ψ

“La morte è la vita”
“E la vita?”

ψ

“καὶ ἡ κάμμυσιϛ τῶν ὁφθαλμῶν?”
[e il chiudere gli occhi?]

ψ

Devinez.

Video Games for Roman History Buffs. The Young (and the Sun) are a Blessing

Antonio from Venafrum (Οὐέναφρον) chances upon a friend in a Roman alley.

ψ

“Hi, how’s is it going?”

“We’re all fine, thank you. How about you? Already moved to your new job’s office?”

“I’ve only got the first meeting in half an hour so I’ll run away. I’ve been thinking, why don’t you try one of those luscious video-games about Rome?”

“What??”

“I mean … Hey, listen to me – his voice now firm though gentle – you’re a Rome fiend, there’s a whole variety out there … let me see (*reading quickly from his smartphone*).”

“Here we are. Rome Total War; Glory of the Roman Empire; Caesar; Europa Universalis etc. You search high and low and you’ll surely find what better suits you, ok? I’ll rush now, bye!”

 

An outdoors cafe in Rome

People dining at outdoor tables on Piazza Navona outdoors cafe in Rome. Courtesy of Lonley Planet. Click for source file

 

ψ

A tough and swift young man, no doubt.

Minutes later the old man, tired and perplexed, is sitting at an outdoors cafe in Piazza Navona. Clouds are all over the sky, a strange light looming over the ‘Caffè Dolce Vita’, heavily crowded.

Then, in a flash, the sun floods everywhere by piercing through the clouds. Everybody lights up, Romans and tourists now chatting happily or, in the piazza in front, strolling by cheerfully in the piazza once the Stadium of Domitian.

 

“The sun (and the young) are always a great resource …”

.. he muses, sipping calmly, in satisfaction, his classic cappuccino.

 

Look, it is so clear from this angle: piazza Navona is the  ancient Roman Stadium of Domitianus!  (Courtesy of 'An Aggie's Blog While Abroad'. Click for file source)

Look, so clear from this viewpoint, Piazza Navona was the ancient Roman Stadium of Domitianus (Courtesy of ‘An Aggie’s Blog While Abroad’. Source )

Man of Roma. Un bilancio (assessment)

Man of Roma a piazza Navona

MoR in Piazza Navona. Click for a larger view. Pic taken by Devinder Singh with my brand new Galaxy Tablet. Dev, an Indian blogger, was in Rome last May. He had presented a short (and great) film at Cannes. See 2 links on Piazza Navona at the foot of the post

[Per i lettori italiani.

Un nuovo blog, Pagine del Man of Roma, in cui sto mettendo brani significativi del MoR in italiano.

La soap sull'antica Britannia la sto scrivendo anche in italiano]

ψ

Thus said, cercando di non fare i tronfioni e di essere obiettivi (English translation in progress) il 9 settembre 2007 cominciai un blog in inglese perché:

1) era difficile

2) dopo 16 anni di IT volevo riprendere gli studi umanistici

3) la lingua di Shakespeare, meravigliosa, speravo aprisse a una varietà di interlocutori eccitante

4) volevo praticare la dialettica, mito della mia generazione ma di valore universale

5) volevo focalizzare il lavoro sulla romanness, verificando eventuali nessi, di qualsiasi tipo, tra i romani dell’antichità e i romani – italiani (e oltre) – di oggi (la romanitas si dispiegò infatti su un impero vasto).

Piazza Navona today. Via Wikipedia. Click for a larger view

Piazza Navona, Rome, former Circus of Emperor Domitian located to the north of the Campus Martius. Via Wikipedia. Click for a larger view

Come è andata?

Io credo bene. In modo non sistematico:

214 scritti (non tantissimi forse nell’arco di quasi 4 anni ma molti sono saggi ben sudati), 5.281 commenti (tanti, molti dei quali più lunghi del post che li aveva stimolati). Praticamente, tra articoli e commenti, “un librone di diverse migliaia di pagine” in cui gli interventi (al 99% in inglese) sono spesso più elevati degli scritti stessi. Ci sono anche i miei commenti e, wel well, i miei lettori sanno che sono un bel chiacchierone (chatter-box).

Estrema varietà degli interlocutori. Eccitante dicevo. In ordine alfabetico:

America, Australia, Austria, Brasile, Canada, China, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Irlanda, Italia, Messico, Nuova Zelanda e Svezia.

Bust of Roman Emperor Domitian who reigned from 81 to 96 CE. Roma, Musei Capitolini

Viaggio di esplorazione. Questo per me e spero per i lettori è stato il Man of Roma:

Un girovagare imparando cose belle insieme, un dialogo continuo (estenuante a volte), uno studio tosto da parte di chi scrive (fa bene, ok, ma ‘na faticaccia …).
Nel fondo ero e rimango un insegnantefiero del mestiere che ho fatto per più di 30 anni, un dare e soprattutto un ricevere che riscalda il cuore prima della mente.

Verifica dello strumento dialettico. La tecnica dialettica – inventata forse da Socrate e Platone 2400 anni fa (ma esistono dialettiche orientali efficacissime, vedi il link subito sopra) – per come la vedo io è:

A. dialogo con noi stessi sui temi che ci appassionano

B. Dialogo con libri testi e pagine (anche web) validi (non si cresce senza dialogare con menti migliori della nostra).

Consiglio lo studio attento di scritti frammentari o zibaldoni (l’efficacia dell’esempio vivo!) poiché il pensiero in progress ci fa teste pensanti (thinking people) per naturale imitazione, piccole teste o grandi chissenefrega (who the hell cares),  l’importante è pensare con la nostra testa, diritto sancito da ogni costituzione democratica.

Domitian's Stadium, built in 86 CE conceived for Greek athletics that the Romans considered immoral (nakedness etc.). Later become 'Circus Agonalis' the population watched there agones (games, from αγών: any contest), whence 'agone', which possibly merged into 'navone' (big ship), whence Navona. Voilà, Piazza Navona! Click for credits

Personalmente ho imparato tantissimo dallo Zibaldone di Leopardi, dai saggi di Montaigne e soprattutto dai Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, autore oggi riscoperto a livello globale (dalla destra e dalla sinistra americana, in India, in Inghilterra ecc.) non per il suo essere marxista (il marxismo è morto, pace all’anima sua) ma per il suo essere pensatore geniale, utilissimo.

Presto vorrei meglio approcciare gli essais (1rst & 2nd series) & lectures di Ralph Waldo Emerson, forse il più grande intellettuale americano che, for some weird reason, è a me molto affine.

[Anche la poesia, attenzione, di ogni genere e popolo, è strumento -cognitivo e artistico- micidiale]

C. Dialogo con gente in carne ed ossa, dovunque è possibile (amici, caffè, strada). I blog? Per loro natura dilatano il dialogo e naturalmente con l’uso di una lingua franca il livello di tale dilatazione è potenzialmente altissimo.

Piazza Navona, air view. Click for credits

Infine, ‘romanità’ ieri e oggi. E qui concludo perché credo che l’audience del blog (not too far from half a million hits, specie considerando argomenti non proprio semplici direi) sia dovuta proprio a questo:

al meraviglioso mondo di Roma raccontato da un ‘uomo medio’ in tutte le salse possibili. Da uno cioè nato e vissuto quaggiù, ie a witness from right there.

ψ

Ringrazio con affetto tutti quelli che mi hanno seguito e che ho seguito nei loro blog.

THIS IS NOT A FAREWELL, IT’S A NEW BEGINNING! [had to add this since a few readers were worried: see comments below].

That the journey continue! I do love you ALL (and you know it damn!)

Yours.

Man of Roma

Nota. Per piazza Navona vedi queste notizie storico-archeologiche in italiano e in inglese.

ψ

Post correlati (bilanci, audience e temi, man mano che il blog cresceva):

[Related posts (assessment, audience & themes as the blog progressed in time]

Are We Going Anywhere?

This Blog’s First Birthday

Post sul Metodo (see the English original of this, well, wild post)

100 Posts. I’ll Celebrate My Own Way. 1

100 Posts. I’ll Celebrate My Own Way. 2

Merry Saturnalia! And a Roman New Blog

Locking Horns with a Young Roman

Themes from Man of Roma: a site map

Pictures from Tuscany (skip blah blah)

A view. Click for a larger picture

Some pictures from our last week end.

ψ

This post is again dedicated to Tuscany, to ‘sposa‘ and to my ‘eldest brother’.

I hope you won’t think my life is so sparkling.

It isn’t.

And I have visited Tuscany seldom in the last 15 years.

The reasons are not related to the people I mention here.

I spend an unreasonable amount of time before a screen or reading or playing my guitar or walking.

A very stupid thing to do, perhaps.

I won’t say more, since dum loquor hora fugit.

ψ

Lilla when very young

[Necessary update :-( Skip to pics below]

Mario: “You sometimes try to make your life big. And this post proves you wanted to blow your readers’ mind with ‘your Tuscany’. Besides let’s face it Campania’s culture is greater than Toscana’s.”

MoR: “As for the last point I may partially agree though it’s hard to say and in any case Campania is today at risk (due possibly to capricious Greek influence?)

I mean, this everybody-screwing-everybody attitude come on. And you, and what you’ve done to Flavia especially, and to me. We loved you. You are and will ever remain a moron.”

Mario: *keeping silent for a moment*

“You didn’t reply to my first point.”

Buds in Tuscany 34 years ago. Mario on the right and I on the left

MoR: “There may be some narcissism (see 1, 2), or this ‘wanting to show them’ thing.”

Extropian: “The usual ‘attraction-repulsion between North and South, between hyperboreans non-hyperboreans’ thing? Interesting but boring now.

I am thinking about us, more than 30 years ago, when we used to spend so many week ends in Tuscany all together, our group of school mates. It was beautiful. And your eldest brother, terrific.”

MoR: “Lilla my female dog has just died this morning. So what can I say. Life is short. Let us live.

But I kind of believe in reincarnation.

For both humans and animals, of course.”

ψ

Tuscan friends

'Sposa' (spouse) and 'il mio fratello maggiore' (my eldest brother)

Very good natured and intelligent, he makes everybody happy in parties. Click to enlarge

Very intelligent, strong willed, simpaticissima... click for a larger image. Btw I don't know why Italian women are so strong willed. They 'grind' us

I insisted on the feather. I obsessed all with my small E63. Click for a larger image

Click for a bigger pic. In Tuscany people love (and have great) meat and steaks

Well, well ,well ... sposa is sposa. click for a larger picture

End with rain. Click to enlarge

Al mio fratello maggiore

Alba romana ad aprile. Click for credits and to enlarge

A man-to-man thing, after the previous post on how different women and men can be.

ψ

Roma, aprile 2004. Le 6 di una mattina fredda ma luminosa. Guardo i tetti di Roma. Sono seduto nella mia terrazza. E’ quasi l’alba e ho freddo.

Avevo risentito il mio amico la sera prima al telefono dopo tanti anni di silenzio. Scrivo velocemente a matita sul primo pezzaccio di carta che trovo parole che ho in testa, per paura di dimenticarle.

Parole buttate là, piene di emozione, forse anche un po’ selvagge.

Roba da anni 50s-60s, da epoca remota e superata?

Che volete che vi dica, era l’Italia del dopoguerra, giudicherete voi.

ψ

 

Al mio fratello maggiore

Amico mio, compagno
di scorribande felici
nella fase più piena della vita,
alle 6 di un mattino romano,
la fredda brezza che corre
sui tetti di una città pagana,
io te, compagno mio e fratello,
qui vengo a celebrare
come in un rito antico,
schizzando con la matita
rapide su un foglio
parole vive e non lavorate.

Mi hai insegnato a godere della vita
l’aspetto primordiale e forte;
io, con più timore,
cresciuto in un mondo femminile,
il lato virile mi hai insegnato,
quello con gli attributi,
che hai sempre avuto,
e hai,
non lo dimenticare!

E cazzo vivaddio gli attributi!
In un mondo spompato
pieno di gente vuota stanca fasulla,
sei sempre stato esempio,
caro fratello mio,
di forza e di coraggio,
molto più che mio padre;
tu, e i miei zii materni,
i carissimi e amati
fratelli di mia madre.

A mio padre,
che pure ha significato tanto,
devo altre cose,
ma tu sei stato molto per me,
un anno in più vuol dire,
quando si è giovanissimi:
aiuta a stabilire il primato
che sempre ti ho riconosciuto.

E qui, in questa piccola terrazza
della città di Roma,
di fronte ai templi antichi
della nostra cultura primigenia,
io qui ti onoro,
fratello mio maggiore;
io qui ti celebro,
quel primato ancora riconoscendo
che non fu solo d’età.

 

 

A questo punto vino rosso berrei
(ma è mattino presto…)
il vino rosso forte, toscano,
di quelle serate d’inverno
meravigliose
della nostra campagna.
In cui tu,
la carne arrostita sulle braci,
i piaceri dionisiaci consegnavi
della carne, del vino
e delle femmine prese per i capelli,
e dolcemente, fortemente,
teneramente amate.

 

 

La brezza ora è più calda.
Le parole cominciano a mancare.

Spero soltanto,
amico caro, forte mio compagno
e fratello maggiore,
di averti comunicato
le mie emozioni al brusco risveglio
dopo una telefonata.

ψ

Nota. L’avevo sentito la sera prima al telefono. Non ci eravamo rivisti da anni.

Per questo mi sono svegliato di soprassalto alle 5:30, con la testa piena di quella gioia, e che gioia (gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza li conoscete tutti): noi li passammo insieme ogni singola estate nella campagna aretina degli anni 50s-60s.

Emozioni, anche dolori.

Ma tutto vissuto con esuberanza ed intensità quasi violente.

Arezzo e la campagna attorno dove crescemmo insieme. C'è un terzo amico, perché eravamo come i moschettieri. Ne parlerò. Scattato con il mio piccolo Nokia E63. Click to zoom in

Aveva la casa di fronte alla mia ma quando ci vedemmo oltre i muri la prima volta  (io solo, lui con la nonna, una cara signora d’altri tempi, avevamo 3-4 anni) non ci piacemmo affatto. Lui mi sembrava perfettino, troppo ben pettinato.

Poi un giorno sua madre lo portò da noi ufficialmente (le due mamme erano molto amiche). Contrariati cominciammo a tirare i sassi a un barattolo messo su un tavolo di pietra, così, tanto per vincere la scontrosità. Aveva un anno più di me.

Il gioco del tiro al barattolo fece scattare tutto. Da allora non ci siamo più lasciati, anche se con intervalli. I nostri cervelli sapevano volare insieme, e ridevamo, ridevamo, ridevamo a crepapelle. Aveva una mente bizzarra, umoristica, piena di idee.

Qui sotto ho 18 anni. Dì li in poi ci fu il primo intervallo. Lungo.

MoR in 1966. I'm not THAT vain to put only myself here. "My photo is arriving" he said yesterday. Well, we will see. Our frienship was about to go on a hiatus. Pauline O'Connor had just arrived. Magister will also, but in 1972

Adesso che siamo vecchi o quasi ci sentiamo ancora più vicini e non ci saranno intervalli.

Credo che sia la voglia di finire l’avventura meravigliosa cominciata insieme, anche con tutte le altre persone care accanto a lui e accanto a me, che ci rendono la vita più umana (e ci consolano delle sue miserie).

Il soffio della morte può rinfrescare?

Rewriting a bit in my mother tongue, since after more than three years of blogging in English I am starting to look for words when I speak in Italian. English-speaking readers may use an automatic translator if they will.

Riscrivere un poco nella lingua madre perché dopo più di tre anni di blog in inglese quando parlo in italiano cominciano a mancarmi le parole. I lettori di lingua inglese possono usare un traduttore automatico se vogliono.

A Brush With Death

Non so. Forse scrivo questo avendo letto un testo di Richard sull’argomento.

Incontrai tempo fa in aereo un tizio di Trieste che era stato anche assessore della città per alcuni anni e con il quale instaurai una di quelle amicizie intense che nascono (e muoiono) nello spazio di un’ora. Mi disse che la sua vita cambiò dopo aver avuto due infarti.

“A brush with death always helps us to live our lives better”. L’avevo appuntato nel mio diario ma non so più chi l’ha scritto. Tradotto liberamente: quando la morte ti sfiora ti aiuta sempre a vivere meglio.

In fondo, e lo dico senza alcuno spirito macabro e in tutta serenità, quest’ultima fase della vita dovrebbe essere tutta un ‘brush with death’, il che dovrebbe renderla la più preziosa di tutte, giorno per giorno, accorgendoci di quanto è bello ciò che stiamo per lasciare, per cui molte preoccupazioni di fronte a una tale prospettiva dovrebbe scomparire, o attenuarsi di molto.

Dovrebbero. Ma quasi sempre non è così. It doesn’t work that way most of the time.

Ecco che forse può giovare dirigere, quasi spingere, la mente verso pensieri del genere, come quando cerchiamo di recitare versi o parole che danno forza.

ψ

Related posts:

Young People vs Life

I giovani e la vita

Published in: on October 18, 2010 at 3:23 pm  Comments (36)  
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Catholic vs Protestant Cultures. Is Pardon the Right Thing? Yes, it is

Waldensian valleys in Piedmont, Italy. Click for credits and larger picture

Religion and culture

There are people raised in a Catholic or Protestant milieu who say: “I am an atheist, I am an agnostic, religion has no effect on me.”

I think it to be incorrect mostly. Religion is only a part of a culture but it is usually at the centre of it and it affects so many behaviours that it is difficult to escape its influence – no matter our religion or non religion -, unless we have the great power of the entirely detached sage, which is seldom the case.

Take my father. He was an atheist to the extent he died without any repentance. His family had been Waldensian (or Vaudois,) an evangelical movement close to Genevan Protestantism. Such a decent man, my father, though strict in a way hard to be found in Italy outside certain Western Alpine valleys (see map above.)

But most of all, my father could not forgive.

When I became a moderate, non violent communist – only 2 years it lasted, I was so young! – a portion of my father’s heart totally ruled me out. Those were ‘the years of lead‘ in this country. I don’t know exactly what happened, but I had to face the consequences of my act. My brother-in-law possibly. He knew all the military big shots. So when my military service days arrived I was sent to a sort of re-education military camp where they tried to break me, and almost succeeded.

For this and other reasons – such as a sunny good-natured Roman Catholic mother to whom redemption was always possible – I always had problems to accept any irrevocable condemnation.

The death penalty, for example, I consider it an unjustifiable act of barbarism, although, what a cruel irony, I’m a ruthless bastard in some corners of my soul because of this extra layer of Roman rogueness my father would have found less repugnant had he understood it was just a camouflage for something closer to him, ie related to the severe – and mostly but alas not totally extraneous to me – mountain culture he came from.

Large pitch-black eyes in the sun light

Italian grapes. Click for credits and a larger picture

I don’t want to think about this. My ancestral heritage is only partly from the austere West Alps. I want to think of where I’ve always lived.

Such a sea, such a sun – my Greek mentor now helping me to day dream – with young women vintaging in the fields, vine leaves at their temples, “their faces tightly wrapped in white wimples to keep them from being burned by the sun. They raise their heads when a person passes, and you glimpse nothing but two large pitch-black eyes flickering in the sunlight and filled with visions of men.”[Kazantzakis]

I’m bathed in the Roman country light. My life has been rich though hard and a bit tormented (which added some depth in my not so humble opinion.)

I take the responsibility for all my sins, for the good and for the evil, like every one should. Let me quote Dante albeit his verses are a bit disproportionate here (“horrible my iniquities had been” …).

Orribil furon li peccati miei;
ma la bontà infinita ha sì gran braccia,
che prende ciò che si rivolge a lei.

Horrible my iniquities had been,
But Infinite Goodness hath such ample arms
That it receives whatever turns to it.

[Dante's Manfred von Hohenstaufen, the king of Sicily son of Frederick II, Commedia II, 3,121-123; Longfellow's translation.]

By the way, what the hell happened to the Protestants? It seems to me they focused more on those early parts of the Old Testament when the Jews were not much civilized yet and worshipped a merciless, unforgiving God.

For, if ye forgive not…

I was yesterday reading Matthew (6,14-15) in the most beautiful language ever to me.

14 Ἐὰν γὰρ ἀφῆτε (for if you forgive) τοῖς ἀνθρώποις (men) τὰ παραπτώματα (the sins) αὐτῶν (of theirs,) ἀφήσει (will forgive) καὶ ὑμῖν (also to you) ὁ πατὴρ ὑμῶν (the father of yours) ὁ οὐράνιος (heavenly)·

15 ἐὰν δὲ μὴ ἀφῆτε (but if you forgive not) τοῖς ἀνθρώποις (men) τὰ παραπτώματα (the sins) αὐτῶν (of theirs), οὐδὲ ὁ πατὴρ (neither the father) ὑμῶν (of yours) ἀφήσει (will forgive) τὰ παραπτώματα (the sins) ὑμῶν (of yours.)

And, in the second most beautiful language to me:

Si enim dimiseritis hominibus peccata eorum, dimittet et vobis Pater vester caelestis; si autem non dimiseritis hominibus, nec Pater vester dimittet peccata vestra.

And, in the language of this blog, also extremely beautiful:

For if ye forgive men their trespasses, your heavenly Father will also forgive you; but if ye forgive not men their trespasses, neither will your Father forgive your trespasses.

PS. Bragging about language knowledge, I know. Need to be pardoned for that :-(

Do We Have Balls To Live Withouth Religion? INVICTUS

Inner Bravery and Endurance

The film INVICTUS should be watched by the young and the less young.

It is an inspiring message on the inner bravery we can find in ourselves in order to endure any deep sorrow or big problem life can hurl at us.

Directed by Clint Eastwood, INVICTUS is based on John Carlin‘s book ‘Playing the Enemy: Nelson Mandela and the Game That Changed a Nation. Invictus‘.

The film is a tribute to Nelson Mandela and to the South African people – blacks and whites alike – and it reveals the complex fragments of the souls of 3 men.

The Victorians, Mandela, the Afrikaans

Nelson Mandela in 2008

N. Mandela in 2008. Click for credits and to enlarge

1) A Victorian poet – William Ernest Henley (1849–1903) we never see in the film – who bravely faced life deprived of his left leg since the age of 12 and who wrote INVICTUS (see below,) an inspired poem on endurance.

2) Nelson Mandela, the anti-apartheid leader who spent 27 years imprisoned in a quasi cubicle and who was resilient enough to survive and fight also because inspired by the poem INVICTUS.

3) The South African (Afrikaan) captain of the Springboks‘ – the country’s rugby union team – who, inspired by Mandela in his turn and by that same poem, brings the Springboks to victory, in the 1995 Rugby World Cup hosted by South Africa, by defeating the All Blacks 15-12 in the final.

An event that possibly helped the South African black and white people to better understand each other along the hard path towards a society where racial hate and mistrust may be progressively banned.

Morgan Freeman‘s (starring Mandela, and Mandela’s friend btw); Clint Eastwood; the solid plot-script – these in my opinion the elements that make the film compelling.

I forgot someone. Nelson Mandela.

Invictus

William Ernest Henley (1849 – 1903). R. L. Stevenson’s ‘Long John Silver’ character was inspired by his real-life friend Henley, ‘a glowing, massive-shouldered fellow’

OUT of the night that covers me,
Black as the Pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade
,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid
.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

William Ernest Henley, 1875

Note on Man & Religion

So beautiful, inspiring.

Henley’s position on religion seems pre-Christian to me and close to epicureanism and stoicismSir Bertrand Russell had declared:

“My own view on religion is that of Lucretius. I regard it as a disease born of fear and as a source of untold misery to the human race.” [read more ]

Henley’s position is also that of the Renaissance and of humanism, when Western man – a truly reborn dantesque Ulysses – found the guts to build his own destiny again (and regrettably to conquer the rest of the planet destroying other cultures etc.)

“Man can find all the force he needs within his own human soul and reason, within his character and will,” said many Greek and Roman wise men plus several humanists, no god really helping, no religion really helping.

[The italic text in INVICTUS is mine. It is where I believe the poet mostly expresses the said classic attitude.]

Ψ

Now, what do readers think about all this? Can we live without religion, without a help from ‘someone’ up there?

Can we too – the simple men in the street – be the ‘captains of our soul’? Or is it only possible to the master, to the ‘real tough’?

So in the end:

Is religion basically a question of lack of balls? Or is there more than that?

ψ

Related posts:

Religion, Fear, Power
Force & Anger. Ghosts in the Mind (on Magister’s teachings on bravery and inner force)
On Solitude (where the totally self-sufficient Greco-Roman sage is analysed, a quasi-superman, like many Victorians were also)

A final note.

(I know, I’ll lose ALL my readers …)

INVICTUS attitude is classical. It reminds the Greco-Roman sage who has “like unsinkable goods in his soul that can float out of any shipwreck.”

Stilpon (Στίλπων) who according to Seneca lost his family and all his goods, when asked if he had suffered any harm, replied: “No, I haven’t.”

Compare now this classical attitude with a passage from the Old Testament (Psalm 91,9.) [the New Testament is identical in this].

You’ll measure the total overturning of many classical values Christianity carried out.

ψ

Here in fact man totally entrusts himself to God’s divine pro-vidence:

Because thou hast made the LORD,
which is my refuge, even the most High,
thy habitation;
There shall no evil befall thee,
neither shall any plague come nigh thy dwelling.

For he shall give his angels charge over thee,
to keep thee in all thy ways.

They shall bear thee up in their hands,
lest thou dash thy foot against a stone.
Thou shalt tread upon the lion and adder:
the young lion and the dragon shalt thou trample under feet.

Because he hath set his love upon me,
therefore will I deliver him:

I will set him on high,
because he hath known my name.

He shall call upon me, and I will answer him:
[exactly what Christ says in the New Testament, MoR]

I will be with him in trouble;
I will deliver him,
and honour him.
With long life will I satisfy him,
and shew him my salvation.

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