Conosci te stesso, Γνῶθι σεαυτόν, Nosce te ipsum. Pitagora, Apollo (e Hegel)

Flavia Diva Sanctissima

Flavia at the House of the Vestal Virgins. Photo by MoR. Given to the people

[hard to understand - also for he who is writing - and a notebook draft in both style and content]

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πρῶτον μὲν εὐχῇ τῇδε πρεσβεύω θεῶν τὴν πρωτόμαντιν Γαῖαν

Flavia è laureata in filosofia della scienza. Visione un po’ matriarcale la sua, un po’ patriarcale la mia, cozziamo spesso ma alla fine ne usciamo diversi.

Dice Flavia ieri:

“Ma tu che dici, ma che dici, ma che diici! Stai sempre a pensare a te stesso!”

Ψ

Dopo aver discusso insieme il post su Radhakrishan ripostato ieri (The most unique is the most universal) ne è venuto fuori questo:

 

“In fondo conoscere noi stessi – nel senso dell’oracolo di Delfi, in senso socratico, nel senso anche di Montaigne: noi stessi, dice il francese, siamo la cavia ‘umana’ che possiamo osservare più da vicino – ci porta ad aprirci anche agli altri”.

“Questo lo vediamo nei grandi classici, come dice Radhakrishan. Kalidasa, Radhakrishan osserva, esattamente come Sofocle, Shakespeare, Platone ecc., è legato alla realtà locale indiana ma più si è profondamente dentro noi stessi (come Montaigne, come Saffo), legati cioè al mondo culturale proprio, sia individuale-locale che collettivo-locale, PIU’ CIOE’ SIAMO NOI COME UNICUM essenzializzato (essenza umana della specie Homo, direbbe Olaf Stapledon; Geist o Mind, direbbe Hegel) E PIU’ SIAMO UNIVERSALI”

“Perché a questo punto il messaggio humanus risuona, son come corde pitagoriche sparse per il mondo che cominciano a vibrare, e vibrano vibrano vibrano vibrano e si crea come una sinfonia, e questo è il superuomo pitagorico collettivo, l’entità collettiva di Olaf Stapledon.

Anche il Leonardo da Vinci di massa di Antonio Gramsci; solo che con Stapledon (Odd John, Star Maker ecc.) e con Pitagora si traversano i cosmi grazie alle reincarnazioni”

Dunque, chiarendo meglio, i vari superuomini si connettono attraversando ere e universi e gli infiniti mondi (di Giordano Bruno anche? Check) … e allora abbiamo, in un caso più ristretto (o forse no?) Pitagora, Orfeo (il grande Musico), Apollo (riprendere quel bel brano di Shakespeare su Orfeo; rileggere Diogene Laerzio – Διογένης Λαέρτιος – dove parla delle reincarnazioni di Pitagora) che a livello di telepatia, di vibrazioni mistiche, si fondono come in un turbine.

Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Wikipedia. Click for credits and to enlarge

Del resto Hegel lo dice con sinteticità prolissa (Update. Con sinteticità. E’ prolissa la traduzione di William Wallace, Oxford 1894) :

[Philosophie des Geistes (Η φιλοσοφία του πνεύματος) or, Philosophy of Mind (Hegel's introduction, § 377)

 

The knowledge of mind is the highest and hardest,
right for its being the most “concrete” of sciences.

[Die Erkenntnis des Geistes ist die konkreteste, darum höchste und schwerste]

[Ndr. Infatti per i Vorsokratic Eleatici, per Platone, Hegel etc. conta solo l'essenza, l'essere, le idee-mente-Geist, a complex notion and onthology (link1, link2) that goes on and on - getting too wide-ranging, I know - up to Heidegger's Dasein (there-being,) to Quine and to William James]

The significance of that absolute commandment,
Know Thyself,
(whether we look at it in itself, or,
under the historical circumstances of its first utterance)
is not to promote mere self-knowledge in respect of the particular capacities,
character, propensities, and foibles of the single self.

[Erkenne dich selbst, dies absolute Gebot
hat weder an sich noch da, wo es geschichtlich als ausgesprochen vorkommt,
die Bedeutung nur einer Selbsterkenntnis nach den partikulären Fähigkeiten,
Charakter, Neigungen und Schwächen des Individuums
]

The knowledge it commands means that the man’s genuine reality
(of what is essentially and ultimately true and real)
is Mind as the true and essential being.

[from Ancient Roman mens, English Wiki; see wider entry mens in German Wiki; O.Stapledon's novels, incidentally, narrate the bringing into being of the Homo's Mind across the Universe(s): for such splendid narration Darwin is of course there to help him]

[sondern die Bedeutung der Erkenntnis des Wahrhaften des Menschen
wie des Wahrhaften an und für sich, - des Wesens selbst als Geistes
]

Equally little is it the purport of mental philosophy
to teach what is called knowledge of men,
the knowledge whose aim is to detect the peculiarities,
passions, and foibles of other men,
And lay bare what are called the recesses of the human heart.

Information of this kind is, for one thing, meaningless,
Unless on the assumption the we know the universal:
man as man, and, that always must be, as mind.

And for another, being only engaged with casual,
insignificant and untrue aspects of mental life,
It fails to reach the underling essence of them all:
THE MIND ITSELF.

[corsivi e maiuscoli non di Hegel]

 

Sex and the city (of Rome) – or (of Albion?). Season II. 2

Stonehenge

[Draft, incomprehensible perhaps, havin' just fun writing ]

 

Massimo: “Master, am I ready now?”

Giorgio: “Not yet”

Massimo [read about him when much younger Giorgio 'discovered' him (διδάσκαλος btw always hid his capabilities by looking naive: one among many tricks he had / has. Or was / is he really naive?] :

“One thing διδάσκαλε. Why have you skipped the ‘secret of the secrets post’? Will you mean that readers can rest also on Saturday?”

Giorgio, an inscrutable look in his eyes: “This is not important. Do you know who I really am μαθητής?”

In Britannia, oceani insula
cui Albion nomen est …

Manius like a numen from another universe was piercing the scene through the mist of his mind. Much to his surprise he became capable of ‘sensing’ the pupil (μαθητής) giving his Master (διδάσκαλος, Didaskalos) an ancient look that made Britannicus of the Papirii – seasoned soldier of Rome – shudder.

He could also perceive Massimo kneeling on one knee and uttering, gravely:

“O ancient-wisdom philosopher, o supreme mathematician & guide of my troubled life. I am so confused διδάσκαλε. It suddenly turned that …. (he looked kind of embarrassed now) it turned that I was unbeatable, Master, yesterday morning, on the A.S. Roma‘s soccer field. What the hell is going on διδάσκαλε? Doesn’t that reveal I a-m ready???”

 

Massimo being strong willed was no match at all for Giorgio, who ignored him, unemotional, expressionless.

It looked as if he had forgotten his pupil, absorbed as he was in his constant daily writing on his notebooks (he had a full collection of them …)

 A soldier quakes

In another time, another place a strong and iron-willed soldier lost his sight and began to quake as if possessed by demons [καὶ λέγουσιν Δαιμόνιον ἔχει ...] His head was exploding.

With an immense effort – due to the brutal training typical of any Roman army of any time – helped just a little bit by his three timid-but-perfectly-fit slaves (they were strictly forbidden to help: a black man, two female slave musicians) – the soldier of Rome succeeded di stendersi a terra, aspettare che il dolore finisse e poi lentamente, sollevando la testa verso la luna piena, recitare debolmente, ma fermamente, la seguente preghiera, che lo portò alla calma … all’amore divino …

Full moon rising from the ocean. Click for credits

Full moon rising from the ocean. Click for credits

 

Tu Luna,
luce feminea conlustrans cuncta terrarum,
iam nunc extremis subsiste,
et pausam pacem, Regina, tribue.

You Moon,
Who with your female light illuminate all lands,
Please help me in this time of adversity
And grant me, Queen, dulcis peace, and rest.

 

Ancora dolore e poi di nuovo calma e un senso di amore nuovamente a pervaderlo, che però in questa fase buia durava in effetti poco e quindi pregava spesso e ancora più spesso beveva (l’orrenda, densa birra dei barbari anglosassoni).

La vita era schifosa e bella, allegra e triste, lancinante e vibrante. E poi arrivavano quelle visioni, come in una nebbia, che oltre ad ossessionarlo gli facevano letteralmente scoppiare l’encefalo.

Dopo che Cinzia, l’unico vero amore della sua vita (Manius dei Papirii era monogamo, costume forse succhiato dalla poccia materna – parola etrusca – cioè dalla madre, nativa di Roma, madre romana dall’Urbs del mondo intero), da quando cioè Cinzia, beh, il dolore era stato talmente forte che – come Orazio, Virgilio Catullo (i sacri autori) e come soprattutto Cesare, il padre di tutto e facitore della potenza romana – da quando in sostanza Cinzia preferì un semplice retore a un filosofo pitagorico (lui) Manius si era dato agli amori facili con schiave e schiavi.

Altro precetto, oltre la tendenza alla monogamia, di sua madre – donna forte e santa che si concedeva pochi vizi (qualche droga bizantina, qualche massaggio persiano alle terme) – era che la ‘familia’ andava meglio se il paterfamilias era come – e qui giù con espressione ineffabile e Rasna – era come dire un tronco (raffinato termine dal double entendre, altra espressione, questa, dal patois gallico). Un tronco, cioè il pater, che teneva solo la casa eretta in piedi dando gioia a lei (double entendre) e a tutta la maison.

E l’amata sposa, virtuosa e traendo dal tronco forza, ci costruiva – si ripeté per farsi coraggio pensando a Iside – ci costruiva attorno la casa, come aveva fatto Ulisse, un Ulisse femmina (o androgino ermafrodito: concetto complesso esoterico, dai risvolti misticamente vibranti).

Infine, cherry on the pie (stava imparando l’anglosassone?) e altro precetto e aforisma (ne sentirete parecchi) di quella santa donna, tipicamente romano nella sua praticità e eticità al contempo, era che gli schiavi qualunque fosse il loro sesso dovevano innamorarsi del Pater (anzi “andavano acquistati – diceva la donna mentre pregava i Lari – proprio con questa tendenza nel loro Geist (Aenglish?), tendenza d’amore servile ma amore non the less verso il capo sommo e sacerdote supremo familiare.

“Tutto sarebbe andato meglio, better still (Aenglisc ancora dannazione!), veramente meglio” gli aveva ripetuto più volte in un latino quasi ciceroniano (era poliglotta Mutti, parlava una decina di lingue usate in giro per l’impero ivi compresi 3 dialetti gallici appresi ad Augusta Taurinorum prima del divorzio con il provinciale montanaro (suo padre, ma di prische virtù che a Roma, diciamolo pure – pensò Manius – si cercavano con la torcetta).

Precetto, diceva la dolce bella madre ricamando sonoramente sull’idea (aveva la passione della lira e della poesia, e a Torino aveva appreso l’arpa celtica da una schiava gallica con cui amava celebrare, assieme ad altre donne, il culto santo della Dea Bona: Bona, diciamolo, nozione sacra e veramente misterica (oltre che romana) per cui una donna bella a Roma era detta Bona), precetto poi che assicurava (se ne era accorto anche a Roma con il nuovo Pater di sua madre) che le casa funzionasse liscia come l’olio spalmato sul corpo bello, possente e attraente dei gladiatori.

 

ψ

Questo Manius pensava pregando di nuovo in ginocchio la Juno della madre.

Poi scuoteva la testa e pensava:

Ma che ‘familia’ è la mia ormai? Vivo qui, intrappolato in una torre, giocattolo di questi lerci tedeschi di cui si sente il puzzo già a quattro milia passum (e che disprezzo dal profondo dell’inner Geist.)

Perché non lo uccidevano per Bacco? Ne avrebbe portato almeno una ventina con sé nell’Ade (Manius era addestrato come il pitagorico Milone) ma almeno poi avrebbe finito la sua vita fallita e svilita per gemere tra le ombre sotterranee (ancora più infelice, non importa … ma – si chiese angosciato – c’era solo l’Ade o qualcos’altro? Scacciò il pensiero con rabbia, il Magister non lo voleva ricordare poiché anche Cinzia era stata sua allieva e nel giardino della bella domus subalpina di *** si erano dati il primo, dolcissimo, profondo, bacio d’amore.”

Scese dal piano di avvistamento all’aria aperta a quelli inferiori, protetti da occhi indiscreti.

Perfetti, nel corpo e nello spirito

I suoi schiavi erano perfetti, nel corpo e nello spirito, allenati da lui come lui a sua volta era stato allenato (e iniziato) dal Magister, provinciale forse ma di una certa fama ad Augusta Taurinorum, dove viveva ancora suo padre risposatosi con una ricca vedova, di razza celtico ligure (il padre) – un romano provinciale d’altri tempi che gli aveva trasmesso valori d’altri tempi, discendete di quei galli togati del Nord ovest, al confine con la Gallia Grande e un tempo comata (ma ora totalmente romanizzata che però si ostinava scioccamente ad adorare non si sa cosa di mistico in quel bel vulcano del massiccio centrale, il Puy de Dôme, nel territorio degli Arverni, il popolo del valoroso Vercingetorix.

ψ

Depressso, Manius Lentulus chiamato Britannicus scese i rozzi gradini con spiritualmente spossata lentezza.

Voleva una notte d’amore con uno dei servi. Gli altri due sarebbero rimasti in piedi in funzione cubicolare, attorno cioè al giaciglio (se serviva qualche bevanda, un massaggio, se serviva protezione da un attacco improvviso, giaciglio (spartano) dove il paterfamilias – con potere di vita e morte come ai bei tempi della Roma bella sacra santa – cavalcava (o veniva cavalcato, cives ormai allo sbando e senza dignitas), cavalcava, e veniva cavalcato, per tutta le santae ore della notte. Stava lasciandosi andare, lo sapeva, ma non certo gli faceva difetto il vigore, di razza romanao pura, da parte Mutti, e montanara taurina (più tosta, i romani de Roma inesorabilmente decadevano) da parte di Pater.

Ne vigore mancava ai suoi servi, atleti perfetti, come lui …

Manius era in realtà – pensò (ma qualcuno osservandolo inosservabile non era d’accordo) una nullità. Privo ormai della Venus urania si dava come logica conseguenza, quasi teorema spirituale, alla Venus carnalis.

Essere amato teneramente, rifletté con tristezza, era meglio di niente.

Anche se va da sé che non poteva amare degli animali parlanti, ma averne affetto come per un pet o puer, oh questo sì, oh veramente sì, lui lo poteva, eccome se lo poteva, perché era questa la sua familia, non un gran che – i suoi compagni di scuola, pensò, un riso amaro sulle labbra, avrebbero sghignazzato frasi scurrili (compagni in realtà sublimi, ma il sublime e lo scurrile non si fondevano forse in unità superiore, neo platonicamente?)

Platonicamente ma alla romana si intende (questa cosa dello scurrile e del sublime).

Sebbene in crisi profonda Manius Papirius Lentulus era ancora un soldato: amava la cultura greca ma solo se filtrata dall’urbs.

“Perché – l’encefalo esplodendogli, e si trovava misteriosamente, e fisicamente, di fronte ad un uditorio di Augusta – l’atto sublime dell’osanna – disse calcando la voce, la gente lo guardava attonita – alle pompae triumphales dei bei tempi, verso quei condottieri  vincitori osannati e elevati quasi a dio su terra,  andava controbilanciato, per arrivare alla mediocritas – qui la voce si fece sghignazzo possente mistico -  con i l-a-z-z-i della soldatesca!!”

Il pubblico sobrio della città di Torino era esterrefatto.

ψ

Sublime e scurrile, ripeté debolmente.

Giunto nella stanza principale prese la mano di uno dei suoi schiavi.

Il buio del locale appena illuminato da una torcia non fece distinguere se la mano presa con tenerezza (la stessa che provava per i i cani e gli esseri inferiori della natura) fosse di pelle bianca o nera ….

ψ

 

 

Related posts (see also links above) :

Sex and the city (of Rome). Season II. 1

You may like Sex and The city (of Rome.) Season I:

Sex and the City (of Rome). 1
Sex and the city (of Rome) 2

Sex and the city (of Rome) 3
Sex and the city (of Rome) 4
Sex and the city (of Rome). A Conclusion

Also:

Caesar, Great Man (and Don Juan)

Silvestri, Berlusconi and the Emperor Tiberius

Mother Goose’s “Monday’s child is fair of face” (the Number 7)

The real Mother Goose?

Monday’s child is fair of face,
Tuesday’s child is full of grace;
Wednesday’s child is full of woe,
Thursday’s child has far to go;
Friday’s child is loving and giving,
Saturday’s child works hard for its living;
But the child that is born on the Sabbath day
Is bonny and blithe, and good and gay.

[Mother Goose rhymes]

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Tomorrow Number Seven will not teach us that:

There are 7 colours in the rainbow
7 Kings (or Hills) in Rome,
7 sages of Greece (οἱ ἑπτὰ σοφοί, hoi hepta sophoi)
7 sages in India (Saptarishi)
7 wise Medieval Masters
[see a great list here.]

However it will be so inspiring as to make us understand that we can learn, via 7 steps, Ancient Greek (in 7 days.)

Antonio The Samnite
(from Οὐέναφρον)

Samnite soldiers, from a tomb frieze in Paestum, Lucania, 4th century BCE

Samnite soldiers, from a tomb frieze in Paestum, Lucania, 4th century BCE. Click to enlarge

“You must be kidding”
“I am not”

 ψ

Motivated people will acquire decorous-enough wings that will progressively and placidly take them way up high to Greek Old and New Testament, Aesop’s Fables, Strabo and so forth up to many Greek poems and Aristotle (Plato is hard, albeit the apex.)

Stay tuned.

Let us support Wikipedia!

Wikipedia donationOPT

[draft]

Bisogna donare a Wikipedia perché è qualcosa di unico. Mai è esistita un’enciclopedia in tutte le lingue – anche quelle artificiali o resuscitate. Il che comporta vantaggi inediti.
[We should donate to Wikipedia because an encyclopaedia in every possible language - even artificial (or resurrected) - is unprecedented. With unheard-of advantages.]

ψ

Mario: Vantaggi? Ma se conosco solo l’italiano e un pizzico di inglese …
[Mario: Advantages? I can speak only Italian and bits of broken English ...]

Extropian: Va bene, ok, ma se leggi la voce J.F.K. in italiano, e se devi farci una ricerca, ti sforzerai di leggere anche la voce in inglese.
Mario: Ma con un traduttore online …

[Extropian: Okay, okay, but if you read the JFK entry in Italian, and if you have to produce a thesis etc. you’ll strive to decipher the entry in English
Mario: Ok, but with online translator ...]
Flavia: Ve bene lo stesso, perché il punto è …. quello detto sopra, che rende la Wiki unica.
Fulvia: E qual è sto punto, diavolo

[Flavia: Why not a translator, the point being the one said above, which makes Wikipedia ...
Fulvia: … unique …. you are repetitives. W-T-H is this point.]
Extropian: il cuore del problema è che anche con un traduttore hai i diversi punti di vista delle varie ‘culture’ sull’argomento.
[Extropian: the heart of the problem is that also by using a translator you have different points of view from different 'cultures' on the topic.]

Mario: Spiegati meglio. Ho litigato tutta la notte con Carla
Extropian: Significa che Wikipedia approfondice meglio i temi presentandoli dai punti di vista di altre lingue-culture: per fare il solito esempio che fa ormai piangere tutti di noia: Giulio Cesare visto dai Francesi (ex Galli), dai tedeschi (l’uomo che li ha inseriti nella civiltà mediterranea (Mommsen, sennò pranzavano e cenavano solo con i vichinghi), dagli inglesi e americani che vedono la genialità ‘imperiale’ e illuminata dei Romani e di Cesare, dai Vikinghi che lo vedono obiettivamente perché non gli frega nulla, sono solo la periferia nordica dell’Europa Germanica e ci vedono come esseri incomprensibili, dagli italiani che vedono in Cesare il simbolo di un passato che li fa passeggiare a petto stupidamente gonfio.

[Mario: Pls explain yourself better, I quarrelled ALL night with Carla
Extropian: It means that the Wikipedia expands topics better than any encyclopaedia past and present because it presents them from the varied angles of numerous (or all) languages-cultures: as an (arbitrary) example - which in any case will bore people to tears - it may presents Julius Caesar seen by the French (ex-Gauls: so as a butcher of their ancient culture); by the Germans (as the man who put them in contact with the Mediterranean civilization: the best scholars of the ancient Mediterranean, the Germans, possibly not by chance); by the British and the Americans, who admire the 'imperial' and genius of the Romans; by the (ex-Vikings) Scandinavians who may be more objective for the reason they don’t give a damn about these incomprehensible Mediterraneans, they being only the periphery of Nordic-Germanic Europe; by the Italians, dulcis in fundo, who see in Caesar the symbol of a glorious past that makes them stupidly wander about with bloated chests.

Fulvia: ma non esiste allora una storia obiettiva?
Extropian: Non esiste. Stiamo però divagando.
Flavia: Ok, abbiamo focalizzato meglio l'unicità della Wikipedia, che ci fa approndire meglio i temi, ci fa migliorare con le lingue, e ci permette di conoscere le culture dietro le lingue.
Extropian: anche io ho donato dei soldi mensili: piccolissima cifra ma continua nel tempo, come Giovanni.

[Fulvia: Well, no objective history then?
Extropian: It never existed, such a thing. We digress though.
Flavia: Okay, we've focused now most of the uniqueness of the Wikipedia: a multi-angled approach to topics, a better knowledge of languages plus of the cultures behind the languages.
Extropian: I too have donated money btw: a small amount but monthly, like Giovanni.]

Andrea: Sono un boomer come voi, quindi per me ‘conoscenza free per tutti’ conta, erano i nostri ideali. Che dire dei giovani oggi? Gli sembra fregare solo di fare i soldi. In fretta.
Flavia: Cerchiamo di non essere pessimisti. Prendete quelli del 99% e quelle del 1% (fatto non solo americano, ma globalizzato): anche ai non boomer, voglio dire, la ‘conoscenza libera per tutti’ dovrebbe ancora avere un valore.
Extropian: Mi hanno chiesto, quelli della Wikipedia, dopo la donazione: «Cosa diresti ad un amico per fargli dare un contributo alla Wikipedia?” Gli ho risposto allo stesso modo di Flavia e Andrea: ‘conoscenza per tutti’, che per me conta ancora nel mondo (voi siete planetari). Ma dovete vendere l’idea con un buon supporto marketing.

[Andrea: I am a boomer like all of you so to me 'free knowledge for all' counts. They were our ideals. What about the young nowadays? All they they care for is making money. Fast.
Flavia: No pessimism. Take those of the 99% and those of the 1% (a 'not only US', but globalized, thing): to the non boomer the former, 'free knowledge to all' , the 99%, should still count. One has just to market this concept by asking help from marketing specialists.

Extropian: I know what you mean. They in fact asked me after donation: "What would you say to a friend to get them to donate?" I replied in the same way as Flavia and Andrea: 'free knowledge for all' which is still valuable today (the ad-free things seems less relevant provided you have sold the idea of knoweldge for all]

 

Locking Horns with a Young Roman

Originally posted on Man of Roma:

Locking Horns. Fair use

In an earlier post we had said that our writings are finding free inspiration in the technique of dialectics which involves a dialogue we carry out 1) within our mind, 2) among minds (mostly through books) and 3) with readers.

As far as point 2) since we are not important persons, hence not in a position to recreate at our place a circle with top intellectuals, this virtualSymposium is what is left to us.

Which involves a certain number of virtual guests, a virtual guest being “a quotation or just a reference to a book passage“. The ideas of an author, dead or alive, participate in the discussion thanks to the greatest invention of all time: writing.

ψ

I was trying to explain this whole “Virtual Symposium & Writing” concept to this young (and uncouth) Roman, some time ago.

We locked horns a bit, like…

View original 1,125 more words

“History deals with living people: it can’t fail to please us. Besides, we are the result of what has happened in the past”

Stonehenge

Stonehenge. Click to enlarge and for attribution. Wikipedia

I’d love to know
How things got to be
How they are.”

Marilyn Monroe

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“Darling Delio, I am feeling a little tired and can’t write much. But please write to me all the same and tell me everything at school that interests you. I think you must like history, as I liked it when I was your age, because it deals with living people, and everything that concerns people, as many people as possible, all people in the world, in so far as they unite together in society and work and struggle and make a bid for a better life – all that can’t fail to please you more than anything else, isn’t that right?”

Antonio Gramsci, Letters from Prison

ψ

“History is interesting because the world today and we who live in it are the result of what has happened in the past, the result of history. If we know something about the past, it is easier to understand the present. It is not true that history repeats itself: no event is exactly the same as another. Yet if we know what happened in the past we can make a better guess at what is likely to happen in the future.”

Neil Grant, foreword to his Hamlyn Children’s history of Britain’, 1977

Man of Roma. Un bilancio (assessment)

Man of Roma a piazza Navona

MoR in Piazza Navona. Click for a larger view. Pic taken by Devinder Singh with my brand new Galaxy Tablet. Dev, an Indian blogger, was in Rome last May. He had presented a short (and great) film at Cannes. See 2 links on Piazza Navona at the foot of the post

[Per i lettori italiani.

Un nuovo blog, Pagine del Man of Roma, in cui sto mettendo brani significativi del MoR in italiano.

La soap sull'antica Britannia la sto scrivendo anche in italiano]

ψ

Thus said, cercando di non fare i tronfioni e di essere obiettivi (English translation in progress) il 9 settembre 2007 cominciai un blog in inglese perché:

1) era difficile

2) dopo 16 anni di IT volevo riprendere gli studi umanistici

3) la lingua di Shakespeare, meravigliosa, speravo aprisse a una varietà di interlocutori eccitante

4) volevo praticare la dialettica, mito della mia generazione ma di valore universale

5) volevo focalizzare il lavoro sulla romanness, verificando eventuali nessi, di qualsiasi tipo, tra i romani dell’antichità e i romani – italiani (e oltre) – di oggi (la romanitas si dispiegò infatti su un impero vasto).

Piazza Navona today. Via Wikipedia. Click for a larger view

Piazza Navona, Rome, former Circus of Emperor Domitian located to the north of the Campus Martius. Via Wikipedia. Click for a larger view

Come è andata?

Io credo bene. In modo non sistematico:

214 scritti (non tantissimi forse nell’arco di quasi 4 anni ma molti sono saggi ben sudati), 5.281 commenti (tanti, molti dei quali più lunghi del post che li aveva stimolati). Praticamente, tra articoli e commenti, “un librone di diverse migliaia di pagine” in cui gli interventi (al 99% in inglese) sono spesso più elevati degli scritti stessi. Ci sono anche i miei commenti e, wel well, i miei lettori sanno che sono un bel chiacchierone (chatter-box).

Estrema varietà degli interlocutori. Eccitante dicevo. In ordine alfabetico:

America, Australia, Austria, Brasile, Canada, China, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Irlanda, Italia, Messico, Nuova Zelanda e Svezia.

Bust of Roman Emperor Domitian who reigned from 81 to 96 CE. Roma, Musei Capitolini

Viaggio di esplorazione. Questo per me e spero per i lettori è stato il Man of Roma:

Un girovagare imparando cose belle insieme, un dialogo continuo (estenuante a volte), uno studio tosto da parte di chi scrive (fa bene, ok, ma ‘na faticaccia …).
Nel fondo ero e rimango un insegnantefiero del mestiere che ho fatto per più di 30 anni, un dare e soprattutto un ricevere che riscalda il cuore prima della mente.

Verifica dello strumento dialettico. La tecnica dialettica – inventata forse da Socrate e Platone 2400 anni fa (ma esistono dialettiche orientali efficacissime, vedi il link subito sopra) – per come la vedo io è:

A. dialogo con noi stessi sui temi che ci appassionano

B. Dialogo con libri testi e pagine (anche web) validi (non si cresce senza dialogare con menti migliori della nostra).

Consiglio lo studio attento di scritti frammentari o zibaldoni (l’efficacia dell’esempio vivo!) poiché il pensiero in progress ci fa teste pensanti (thinking people) per naturale imitazione, piccole teste o grandi chissenefrega (who the hell cares),  l’importante è pensare con la nostra testa, diritto sancito da ogni costituzione democratica.

Domitian's Stadium, built in 86 CE conceived for Greek athletics that the Romans considered immoral (nakedness etc.). Later become 'Circus Agonalis' the population watched there agones (games, from αγών: any contest), whence 'agone', which possibly merged into 'navone' (big ship), whence Navona. Voilà, Piazza Navona! Click for credits

Personalmente ho imparato tantissimo dallo Zibaldone di Leopardi, dai saggi di Montaigne e soprattutto dai Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, autore oggi riscoperto a livello globale (dalla destra e dalla sinistra americana, in India, in Inghilterra ecc.) non per il suo essere marxista (il marxismo è morto, pace all’anima sua) ma per il suo essere pensatore geniale, utilissimo.

Presto vorrei meglio approcciare gli essais (1rst & 2nd series) & lectures di Ralph Waldo Emerson, forse il più grande intellettuale americano che, for some weird reason, è a me molto affine.

[Anche la poesia, attenzione, di ogni genere e popolo, è strumento -cognitivo e artistico- micidiale]

C. Dialogo con gente in carne ed ossa, dovunque è possibile (amici, caffè, strada). I blog? Per loro natura dilatano il dialogo e naturalmente con l’uso di una lingua franca il livello di tale dilatazione è potenzialmente altissimo.

Piazza Navona, air view. Click for credits

Infine, ‘romanità’ ieri e oggi. E qui concludo perché credo che l’audience del blog (not too far from half a million hits, specie considerando argomenti non proprio semplici direi) sia dovuta proprio a questo:

al meraviglioso mondo di Roma raccontato da un ‘uomo medio’ in tutte le salse possibili. Da uno cioè nato e vissuto quaggiù, ie a witness from right there.

ψ

Ringrazio con affetto tutti quelli che mi hanno seguito e che ho seguito nei loro blog.

THIS IS NOT A FAREWELL, IT’S A NEW BEGINNING! [had to add this since a few readers were worried: see comments below].

That the journey continue! I do love you ALL (and you know it damn!)

Yours.

Man of Roma

Nota. Per piazza Navona vedi queste notizie storico-archeologiche in italiano e in inglese.

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Post correlati (bilanci, audience e temi, man mano che il blog cresceva):

[Related posts (assessment, audience & themes as the blog progressed in time]

Are We Going Anywhere?

This Blog’s First Birthday

Post sul Metodo (see the English original of this, well, wild post)

100 Posts. I’ll Celebrate My Own Way. 1

100 Posts. I’ll Celebrate My Own Way. 2

Merry Saturnalia! And a Roman New Blog

Locking Horns with a Young Roman

Themes from Man of Roma: a site map

Democracy, Liberty & the Necessity of a Solid Education of the People

An interesting discussion over the dangers menacing our democracies was kicked off by our latest postWill Fascism Come Back? Easy, a Bit is There Already.

Most participants asked themselves whether democracy is at a turning point in many countries.

I am fortunate to have such great commentators.  I’m also glad I received additional insight on the American mind I always found fascinating also because elements of it are not that easy to be grasped by Europeans (the collectivism vs individualism thing, for example.)

I’ll freely transcribe here a few sentences of the said dialogue where the dear-to-me topic education in a democracy stands out a bit.

A scene from Videocracy, by Erik Gandini, an Italian Swedish film director

The idea behind this is a follow-up post on a work experience I had in Russia where I was sent in the year 2000 in order to carry out a TACIS* financed educational project for the integration of military personnel into civil society.

It seems very much to the point since it regards the topics discussed in the said conversation, ie individualism, collectivism, education in democracies or in flawed (or almost non existent) democracies.

[*TACIS was a programme financed by the EU for "grant-financed technical assistance to 12 countries of Eastern Europe and Central Asia"]

MoR: Is fascism coming back in a way or another? We see “the contempt for the composed reason replaced by the reason of those who shout louder, by the hubbub that rages every evening in the televised debates etc.”

Paul: I’m afraid [fascism] has never been very far below the surface. [Paul's blog]

Douglas: “I cannot think of any true democracies. Republics, yes, but democracies, no. [Douglas' blog]

MoR: I agree. Demo-cracies are often aristo-cracies, ie the rule of the happy few. There is in fact a prerequisite imo for a democracy to work correctly: a solidly educated people. Without such prerequisite, demo-cracy degenerates into dem-agogy, ie a rule manipulative of the people via their emotions, fears, bias etc. The health care debate in America is an example of that I presume. Berlusconian Italy a much bigger one.

Andreas: Nobody actually fears fascism will win in America. But the rancor, the shrillness, the animosity obscuring reason and thought: that is everywhere. [Andreas's blog]

Cheri: On both sides of the aisle, I might observe. [Cheri's blog]

[Everybody seems to agree that it is not a Left or Right thing. The attack to freedom after all has historical roots in political 'churches' of any colour, and often in churches tout court (and, alas, especially in one Church)]:

ZeusIsWatching: Fascism is the kissing cousin of communism, the similarities are clear enough. [Zeus' blog]

Sledpress: Fascism [will live] with us as long as authority and submission are considered vital components of human culture … conditioning from birth onward … [cult of] “strong leadership” … We’ve all seen people bounce from Catholicism to Communism or whatever. [Sledpress' blog]

Douglas: [he gets back to the educational thing] Do you really believe, MoR, that any country will produce a solidly educated people? …I think that as long as education is in the hands of the government ….there will only be people educated to support that government.

An image from the Italian TV. Click for credits

MoR: I understand America is suspicious of any state intervention in society …continental Europe, and possibly French Canada, have a rationalist, non empiricist, tradition (‘reason’ moulds society or kinda) so that a state should be ethical enough to try help the ‘losers’ of societal Darwinian competition, ie the poor, the uneducated etc

Portions of the sotosay winners’ income – a widespread mentality here, not necessarily leftist – should go to the less wealthy, without condoning tho those who take advantage of such a system (many of course do, tons of money gets wasted to the extent of foolishness).

While (almost) not spending a euro I have an excellent medical care, I myself once was a state school teacher trying to do something for the uneducated in the poorest districts of Rome.

And in Russia, a great but nightmarish place where I worked in 2000 (a moment when ALL was crumbling down there,) the masses were nonetheless amazingly educated in S&T and were reading Tolstoy, Pushkin in second class trains. Education didn’t save them from many forms of tyranny, big and small, which they accepted as their tradition, but I’m sure after these 10 years they are still bearing their tyrannies but must have copied the worst from us and are now reading crap in trains as well, as we do in moronic Berlusconian Italy.

Ana Téran: [a Mexican writer I just met at Andreas'.] Public will is a powerful weapon. Why in the hell don’t we use it MoR?

Lichanos: The “masses?” I wonder what percentage of people were reading Tolstoy and Pushkin. On the other hand, I meet lots of technically educated Russians who are surprised to find that I, an American engineer, know their history and literature, as they know ours. So, clearly there is a difference. [Lichanos' blog]

Ψ

The final twist of the conversation brings me then to talk about Russia a bit. A marvellous (but puzzling) place from any point of view. See you soon then.

Ψ

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[The 3 posts below illustrate - with really ample discussions - the notion of 'personal knowledge' related to what I mean by 'solid education', ie specialisation plus general knowledge. There is for example a difference (diminishing, alas) between the Latin countries plus Germany and Austria, on one hand, and the Anglo-Saxon countries on the other hand.

As Magister wrote, before the young are inserted into specialised activities they should first attain "a certain amount of maturity, of capacity of autonomy, orientation, initiative." The last 30 years have seen in Italy the debacle of any effective education - both the Left and the Right having responsibilities, but Berlusconi added a big cherry on the pie by the propagation of a degrading culture in which he sincerely believes, it seems. I invite you all to get a copy of Videocracy. Here is the film's official web site.

We had good ‘general culture’ orientation according to Italian traditions (but less specialization, a flaw, ok,) but now we have none of the two. AND Berlusconi has now convinced many Italians that priority num 1 is a reform of the constitution that will give him the power of a French (or American) President without any French or US counterbalance. And the economy? And unemployment? If this is not manipulation ....]

Culture, Kultur, Paideia

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