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Category Archives: Gramsci

Dionisiaco e Apollineo. Lettera a un compagno di scuola. Croce Roma Gramsci (e gli antichi)

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[The songs below are from our school-days; sotto, alcune canzoni degli anni '60]

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Caro ****,

ti scrivo da un piccolo caffè da cui si intravede il Colosseo, tappando sullo smartphone. Qualche goccia d’acqua cade.

Outdoor cafe. Via dei Fori Imperiali. Colosseo

Outdoor cafe. Via dei Fori Imperiali, Colosseo

Pure tu se gajardo a more’ (che poi eri biondo), sennò te cassavo (come il mio povero papà ecc).

Bella scuola di vita, le difficoltà (sono ripetitivo).

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Pensa che Benedetto Croce (Pescasseroli, 1866 – Napoli 1952) ….

[citato sempre da quella vecchia prof di filosofia coi senoni che se glieli fissavamo (specie tu, il più bello della scuola:  quando ti interrogava era turbata, era evidente) lei ti / ci dava un bel voto ... ]

… Croce, dicevo, della haute abruzzese, perse 17enne i genitori e la sorella sola che aveva, morti il 28 luglio 1883 nel terremoto di Casamicciola nell’isola d’Ischia dove i Croce si trovavano in vacanza … la casa, sdraiata dal terremoto, lasciò quest’adolescente con le ossa rotte che lo credevano morto anche lui, e invece era vivo, per miracolo.

Sciroccato, il 17enne fu portato a riprendersi in campagna in una villa vicino a Salerno, di proprietà della facoltosa famiglia ormai sterminata.

Non ricordo bene – quello che dico di Croce è frutto della mente vagante -, ma ho l’immagine di lui che se ne sta forse anni sdraiato su una panchina sotto gli alberi, preso dal dolore e dall’angoscia.

Poi andò a vivere in un bel palazzo forse a Roma, dallo zio Silvio Spaventa (che diffuse Hegel in Italia ecc.)

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Passò il tempo.

Il dolore rimaneva ma la casa di Spaventa a Roma era un via vai di intellettuali. Croce però non stava forse ancora bene. Provò con l’università, giurisprudenza, dove apprese un po’ di marxismo da Labriola, ma credo fallì, non volle laurearsi.

 

Si stabilì pertanto a Napoli, ricco e solo, comprando la casa di G.B. Vico (altro filosofo sempre citato dalla prof mentre, una carezza a noi qua, una là, incedeva per l’aula (1967?) con le mani dietro infilate sotto il cappottone, per cui – le zinne protuberanti e le mani sollevate dietro – sembrava (e forse era, nell’intimo del suo cuore, una gallina, poveretta).

Finalmente Benedetto un bel giorno, toltisi i rospi dal cuore, cominciò a riparlare con la gente, frequentò, uscì, rientrò.

Napoli era vivace, meravigliosa. La casa di Vico si trovava forse nei quartieri spagnoli e mi piace immaginarla con il giardino interno – tipo casa romana che era volta dentro e non fuori perché i tempi antichi erano pericolosi: e forse pure al tempo del giovane i quartieri spagnoli erano tosti, come lo sono oggi, ma lui era un signore intoccabile.

E allora Benedetto si mise a scrivere scrivere pensare inviare ricevere lettere.

Forse i servitori a dì:

“Che cazzo scrive sto tonto”.

Beh, non sapevano che era diventato Benedetto Croce, il più olimpico e armonioso dei filosofi di qui, la cui prosa e pensiero danno pace, incantano (e istruiscono, potentemente).

Pensatore non accademico

Non accademico, con contatti sempre più estesi, il suo pensiero pian piano si irrobustì e per gradi divenne il più grande pensatore italiano della prima metà del 900, filosofo di influenza abbastanza mondiale (scrisse per es la voce ‘Estetica’ della Britannica (poi pubblicata in italiano come Aesthetica in nuce; inglesi, americani francesi lo amavano; gli italiani pure; lui ha sempre però preferito la Kultur tedesca, e quella italiana, alla culture francese: vedi qui). Per Croce vedi anche qui.

[En passant, il suo allievo Antonio Gramsci – sardo, legato anche alla Francia e mentor spirituale di chi scrive – fu la stessa cosa: intellettuale cioè mondiale massimo nostro – più di Croce – nella 2a metà del 900 e ben oltre.

Le sue opere scritte negli anni ’30 furono rese note dal finto amico Togliatti nell’immediato dopoguerra e fermentano ancora oggi 2014 e vanno oltre.

Gramsci paradossalmente è esploso dopo la caduta del muro, quando si è detto:

Il comunismo è morto, A. Gramsci sarà pure un comunista ma in realtà è un liberale, come Croce, ed è utilissimo per gli strumenti di antropologia che offre.

Capire la destra e la sinistra anglo-sassoni

Per esempio A.G. è stato utilizzato (per capire)

a. la destra reaganiana, i neocons e i Tea Parties (destra religiosa e protestante – ora cambia: si volge a tutti, è più secolare, meno bianca, sennò scompare).

Come sarà andata? Magari per combattere questo comunista sempre più noto (opere integralmente tradotte in innumerevoli lingue) i repubblicani USA hanno giocato con G come avrebbe potuto fare la Chiesa con Giordano Bruno facendo la machiavellica (invece l’ha fatto fuori).

Cioè la destra USA ha scoperto suo malgrado che l’anti-Cristo Gramsci gli era entrato nel sangue;

b. la destra thatcheriana per capire e combattere l’egemonia culturale della sinistra nei rispettivi paesi

c. USA e UK insieme per – gli USA – leccarsi le ferite del Vietnam, e (both) per imporre la deregulation come pratica e ideologia economica del liberismo anglo-sassone

“Diamo al diavolo quel che è del diavolo: this Gramsci is a genius!”…

… ha forse detto un predicatore del sud USA (area Bible belt). Non mi ricordo chi era (I will check all this article) ma dà un’idea di quello che è successo nelle culture wars.

I digress, my friend.

Apollineo e dionisiaco:
Quale è meglio?

Vediamo meglio come Croce si risollevò, alla luce della sapienza dei millenni.

  1. Croce immagino si sollevò l’anima scegliendo la via apollinea (Orfeo  –>Pitagora—> Platone —>Hegel): liberarsi cioè dai travagli dell’anima attraverso la conoscenza-scienza (sofìa: wisdom: conoscenza sapienziale: intrisa di matematica & e musica: uno sballo mentale senza droga).
  2. L’altra via, quella dionisiaca, decantata da Nietzsche (che ha rovinato i tedeschi e l’Europa con essi) id est purificare i travagli dell’anima attraverso vino e sesso, misticismo privo di ragione, droghe ecc., densa di tragicità (legata probabilmente alla nascita della tragedia greca) ha anche il suo fascino e può avere i suoi vantaggi, non lo nego.

Ma alla lunga ti distrugge: i Romani, popolo saggio (non folle come i Greci) proibirono Bacco Dioniso – Senatus consultum de Bacchanalibusche dilagò comunque con la vittoria romana su Cartagine: i giovani reclamavano il piacere, il lusso dei greci.

Dioniso-Bacco è il più rappresentato degli dei: mosaici statue dipinti graffiti ecc. Uno sballo mistico non solo col vino e sesso di gruppo ma includente cose che oggi fanno un poco ribrezzo ma soprattutto lasciano stupefatti se consideriamo che si trattava di riti sacri: gli antichi erano veramente diversi da noi: più rigidi – rigidissimi – e più aperti, allo stesso tempo.

E Croce e la Prof?

Tornando a B. Croce, forse anche lui, prima di scegliere la via della Filo-Sofia, si congiunse alla Prof allora giovanissima, che magari (senza magari) era una gran fresca pugliaccona.

A me sembrava brutta, dai.

Una donna veramente bella la vedi anche da anziana, come tua madre, donna sublime e forte. Forse la prof aveva la bellezza del somaro, che è meglio comunque di niente … ;-)

Autocensura …

… i vasi raccoglitori delle donne, del resto, essendo 3: numero non per caso importante nella numerologia pitagorico platonica cristiana tomista dantesca hegeliana: il triangolo, la regola aurea … censura…, le terzine, le tre cantiche, la trinità cristiana pitagorica platonica, il trio Venere Urania – spirituale – Venere carnale o demotica e Amore.

Dunque … prima di purificarsi con σοφία … autocensura … la prof e poi Sofia, la prof e poi Sofia, infine solo Sofia, Venere spirituale di Plato e non più la Venere carnale.

O la Madonna, amore meraviglioso e sognante, solo spirituale: ha addirittura concepito vergine (vedi questa bella canzone dei bei tempi nostri, di Charles Aznavour).

O la donna angelicata del dolce Stil Novo di Dante: Beatrice. Gli occhi di Beatrice descritti centinaia di volte in modo diverso nella Commedia sono la cosa più bella e dolce di questo capolavoro.

Inoltre, molte divinità antiche erano vergini, Diana, Minerva ecc ecc (qui espandi), ma Giunone no, amava molto, pur essendo gelosa di Giove, e aveva tanti amori unendosi a umani non umani.

Dal suo seno superabbondante – bellezza giunonica, si dice ancora – è nata la via Lattea, immagine poeticissima.

Dalla via Lattea noi proveniamo e poi ritorneremo. Vedi il Sogno di Scipione di Cicero.

Poesia amore sesso negli antichi vanno insieme in modo sublime: mi piace da morire il mondo antico.

[se vai qui e qui  esplori la knowledge base che sottende a tutta la e-mail]

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Sto per smettere, ma prima …

Dobbiamo dedicarci all’apollineo (Ἀπόλλων), non al dionisiaco (Διόνυσος), il che implica un’etica, l’amore dedicato, non itinerante, per la nostra donna, l’amore disinteressato per i figli di sangue e non ecc., la conoscenza come gioco e passione visione scienza.

MA, siccome semel in anno licet in-savire [forse, oggi, bis, ter, quater in anno] un pizzico di dionisiaco ci può pure sta’, ma non più di tanto.

Tuo Jonny

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

La communication intérieure

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Man of Roma:

Elisabeth (tarotpsychologique) writes:

“Elly Roselle a développé des outils pour communiquer efficacement avec des facettes de notre personnalité qui s’opposent à ce que nous voulons de la vie, afin qu’elles deviennent une force qui contribuent à la réalisation de nos rêves et désirs”.

“Les recherches de Elly Roselle ont démontré que les messages conflictuels que nous recevons à l’intérieur de nous-mêmes qu’ils soient de nature psychosomatique, émotionnelle ou mentale, sont un reflet des croyances conscientes et inconscientes que nous transportons de génération en génération[les italiques sont de nous].

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MoR: “Dear Elisabeth, I may be pulling Elly Roselle’s thought by the sleeve (and am in any case too wide-ranging) but I here see a link to a Gramsci’s notion I received via my Mentor (or Maestro.) which I later developed in my own free-wheeling way [see related post below.]

I’ll thus quote Antonio Gramsci directly:

“[People's - not the pro philosophers' - conception of the world may be strangely composite] : it contains – Gramsci argues – Stone Age elements and principles of a more advanced science, prejudices from all past phases of history [etc. ]

The starting point of critical elaboration is the consciousness of what one really is, and is ‘knowing thyself’ (1) as a product of the historical (2) process to date which has deposited in you an infinity of traces, without leaving an inventory. The first thing to do is to make such an inventory [all italics is mine].”

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

Notes.

(1) “Know thyself” [γνῶθι σεαυτόν, MoR] was the inscription written above the gate of the Oracle at Delphi, and became a principle of Socratic philosophy. [This note and Gramsci’s translation is from: Antonio Gramsci. Selection from the Prison Notebooks. Lawrence & Wishart. London, 1971; now freely available in PDF, said passage: pp. 627-628]
(2) I do not agree with the adjective historical, unless Gramsci – as I just suppose, I was studying Gramsci 42 years ago! -  makes evolution & history as one. I’ll think about it, although, his mentioning ‘Stone Age’ is revealing in some way.

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Related post (with better-than-the-post discussion) :

Is the Human Mind like a Museum?

 

Originally posted on tarot psychologique:

La communication intérieure se manifeste par des messages que nous recevons de notre intérieur, sous forme de pensées, d’images, d’émotions et de sensations physiques. Voici quelques exemples : Vous est-il déjà arrivé de ne pas pouvoir dormir à cause de scénarios d’inquiétude qui trottaient sans arrêt dans votre tête ?

Vous est-il déjà arrivé de vouloir complimenter une personne que vous ne connaissez pas et soudainement bloquer votre élan lorsqu’une peur du rejet fait surface ? Vous est-il déjà arrivé de vous critiquer intérieurement parce que vous avez subi un échec ?

chat  lionNotre communication intérieure se reflète dans notre communication avec les autres. Les croyances et perceptions que nous avons et les émotions que nous ressentons se manifestent dans la tonalité de notre voix et dans notre langage verbal et corporel, cela est bien connu.

Les gens qui vous critiquent ont leur propre critiqueur interne. Les gens durs et intransigeants…

View original 1,366 more words

Conosci te stesso, Γνῶθι σεαυτόν, Nosce te ipsum. Pitagora, Apollo (e Hegel)

Flavia Diva Sanctissima

Flavia at the House of the Vestal Virgins. Photo by MoR. Given to the people

[hard to understand – also for he who is writing – and a notebook draft in both style and content]

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πρῶτον μὲν εὐχῇ τῇδε πρεσβεύω θεῶν τὴν πρωτόμαντιν Γαῖαν

Flavia è laureata in filosofia della scienza. Visione un po’ matriarcale la sua, un po’ patriarcale la mia, cozziamo spesso ma alla fine ne usciamo diversi.

Dice Flavia ieri:

“Ma tu che dici, ma che dici, ma che diici! Stai sempre a pensare a te stesso!”

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Dopo aver discusso insieme il post su Radhakrishan ripostato ieri (The most unique is the most universal) ne è venuto fuori questo:

 

“In fondo conoscere noi stessi – nel senso dell’oracolo di Delfi, in senso socratico, nel senso anche di Montaigne: noi stessi, dice il francese, siamo la cavia ‘umana’ che possiamo osservare più da vicino – ci porta ad aprirci anche agli altri”.

“Questo lo vediamo nei grandi classici, come dice Radhakrishan. Kalidasa, Radhakrishan osserva, esattamente come Sofocle, Shakespeare, Platone ecc., è legato alla realtà locale indiana ma più si è profondamente dentro noi stessi (come Montaigne, come Saffo), legati cioè al mondo culturale proprio, sia individuale-locale che collettivo-locale, PIU’ CIOE’ SIAMO NOI COME UNICUM essenzializzato (essenza umana della specie Homo, direbbe Olaf Stapledon; Geist o Mind, direbbe Hegel) E PIU’ SIAMO UNIVERSALI”

“Perché a questo punto il messaggio humanus risuona, son come corde pitagoriche sparse per il mondo che cominciano a vibrare, e vibrano vibrano vibrano vibrano e si crea come una sinfonia, e questo è il superuomo pitagorico collettivo, l’entità collettiva di Olaf Stapledon.

Anche il Leonardo da Vinci di massa di Antonio Gramsci; solo che con Stapledon (Odd John, Star Maker ecc.) e con Pitagora si traversano i cosmi grazie alle reincarnazioni”

Dunque, chiarendo meglio, i vari superuomini si connettono attraversando ere e universi e gli infiniti mondi (di Giordano Bruno anche? Check) … e allora abbiamo, in un caso più ristretto (o forse no?) Pitagora, Orfeo (il grande Musico), Apollo (riprendere quel bel brano di Shakespeare su Orfeo; rileggere Diogene Laerzio – Διογένης Λαέρτιος – dove parla delle reincarnazioni di Pitagora) che a livello di telepatia, di vibrazioni mistiche, si fondono come in un turbine.

Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Wikipedia. Click for credits and to enlarge

Del resto Hegel lo dice con sinteticità prolissa (Update. Con sinteticità. E’ prolissa la traduzione di William Wallace, Oxford 1894) :

[Philosophie des Geistes (Η φιλοσοφία του πνεύματος) or, Philosophy of Mind (Hegel’s introduction, § 377)

 

The knowledge of mind is the highest and hardest,
right for its being the most “concrete” of sciences.

[Die Erkenntnis des Geistes ist die konkreteste, darum höchste und schwerste]

[Ndr. Infatti per i Vorsokratic Eleatici, per Platone, Hegel etc. conta solo l’essenza, l’essere, le idee-mente-Geist, a complex notion and onthology (link1, link2) that goes on and on – getting too wide-ranging, I know – up to Heidegger’s Dasein (there-being,) to Quine and to William James]

The significance of that absolute commandment,
Know Thyself,
(whether we look at it in itself, or,
under the historical circumstances of its first utterance)
is not to promote mere self-knowledge in respect of the particular capacities,
character, propensities, and foibles of the single self.

[Erkenne dich selbst, dies absolute Gebot
hat weder an sich noch da, wo es geschichtlich als ausgesprochen vorkommt,
die Bedeutung nur einer Selbsterkenntnis nach den partikulären Fähigkeiten,
Charakter, Neigungen und Schwächen des Individuums
]

The knowledge it commands means that the man’s genuine reality
(of what is essentially and ultimately true and real)
is Mind as the true and essential being.

[from Ancient Roman mens, English Wiki; see wider entry mens in German Wiki; O.Stapledon‘s novels, incidentally, narrate the bringing into being of the Homo’s Mind across the Universe(s): for such splendid narration Darwin is of course there to help him]

[sondern die Bedeutung der Erkenntnis des Wahrhaften des Menschen
wie des Wahrhaften an und für sich, – des Wesens selbst als Geistes
]

Equally little is it the purport of mental philosophy
to teach what is called knowledge of men,
the knowledge whose aim is to detect the peculiarities,
passions, and foibles of other men,
And lay bare what are called the recesses of the human heart.

Information of this kind is, for one thing, meaningless,
Unless on the assumption the we know the universal:
man as man, and, that always must be, as mind.

And for another, being only engaged with casual,
insignificant and untrue aspects of mental life,
It fails to reach the underling essence of them all:
THE MIND ITSELF.

[corsivi e maiuscoli non di Hegel]

 

Love Never Did Run Smooth. Dialectics (1)

HUGUES

“The path of true love never did run smooth” by Talbot Hughes, English Painter (1869–1942). Many paintings from the Victorian era referred to literary quotes, like this one, whose title is from Shakespeare’s A Midsummer Night’s Dream, I, 1, 134

“Mai al mondo fu piano e senza ostacoli il sentiero dell’Amore”

[Shakespeare-Talbot Hughes, in Italian]

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Uomo e donna, complementarietà discordante, sopravvivono meglio in perenne dissonanza.

[Magister-διδάσκαλος; see his ikon, if not his face, below]

Olaf Stapledon.
“Like two close trees whose trunks …”

“ONE night when I had tasted bitterness I went out on to the hill … Overhead, obscurity. I distinguished our own house, our islet in the tumultuous and bitter currents of the world. There, for a decade and a half, we two, so different in quality, had grown in and in to one another, for mutual support and nourishment, in intricate symbiosis [...]

True, of course, that as a long-married couple we fitted rather neatly, like two close trees whose trunks have grown upwards together as a single shaft, mutually distorting, but mutually supporting. Coldly I now assessed her as merely a useful, but often infuriating adjunct to my personal life. We were on the whole sensible companions. We left one another a certain freedom, and so we were able to endure our proximity.”

[Olaf Stapledon, Star Maker, Ch. I, The Earth]

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αἴνιγμα (riddle)

How do Darwin and Hegel
Enter into the Equation?

An old sage. Image is not mine but copyrighted. I have bought it

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Note, to be read when despondent :-)

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Tough material (for the writer as well as the reader.)

 

If it’s any consolation: even though thanks to my work with Magister, 40 years ago, I was able to absorb (in only a few months) tiny bits of the essence of Plato, Croce, Gramsci – in other words, various sides of the weird dialectics possibly invented 24 centuries ago in Athens (we’ll need to skip Indian dialectics here) …

… despite I mean this past history of sudden germination – I ran up against “Hegel’s block.”

Georg Wilhelm Friedrich Hegel‘s dialectics proved too hard to me. Well – just the name is hard.

My Mentor kept telling me Hegel was no inferior to Plato and Aristotle. Magister being Magister, I was frustrated.

ψ

In later years I absorbed Hegel a bit by reading some Gramsci and Croce, although I sensed that Hegel’s deep core, plus the capacity (far more important) to have fun reading this Master’s works – I never quite fathomed.

A New διδάσκαλος

Now one year ago it turned (in only a few months, again!) that reading Hegel though still hard was suddenly exhilarating …

Moreover, Hegel plus evolution - eg biological science plus philosophy - were unexpectedly, rocket-like, jostling me around in outer space (from my puffy armchair, I mean) towards infinite cosmos, or κόσμος τὸ πᾶν, should one prefer.

What had happened? Another Μέντωρ-διδάσκαλος had shown himself?

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Well, yes.

A shy, decent (and brilliantly creative) English philosopher from the Wirral Peninsula:

Olaf Stapledon (1886 – 1950)

Olaf Stapledon (1886 – 1950)

Copyrighted image of Olaf Stapledon. Fair use. Click for source file

Man of Roma. Un bilancio (assessment)

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Man of Roma a piazza Navona

MoR in Piazza Navona. Click for a larger view. Pic taken by Devinder Singh with my brand new Galaxy Tablet. Dev, an Indian blogger, was in Rome last May. He had presented a short (and great) film at Cannes. See 2 links on Piazza Navona at the foot of the post

[Per i lettori italiani.

Un nuovo blog, Pagine del Man of Roma, in cui sto mettendo brani significativi del MoR in italiano.

La soap sull’antica Britannia la sto scrivendo anche in italiano]

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Thus said, cercando di non fare i tronfioni e di essere obiettivi (English translation in progress) il 9 settembre 2007 cominciai un blog in inglese perché:

1) era difficile

2) dopo 16 anni di IT volevo riprendere gli studi umanistici

3) la lingua di Shakespeare, meravigliosa, speravo aprisse a una varietà di interlocutori eccitante

4) volevo praticare la dialettica, mito della mia generazione ma di valore universale

5) volevo focalizzare il lavoro sulla romanness, verificando eventuali nessi, di qualsiasi tipo, tra i romani dell’antichità e i romani – italiani (e oltre) – di oggi (la romanitas si dispiegò infatti su un impero vasto).

Piazza Navona today. Via Wikipedia. Click for a larger view

Piazza Navona, Rome, former Circus of Emperor Domitian located to the north of the Campus Martius. Via Wikipedia. Click for a larger view

Come è andata?

Io credo bene. In modo non sistematico:

214 scritti (non tantissimi forse nell’arco di quasi 4 anni ma molti sono saggi ben sudati), 5.281 commenti (tanti, molti dei quali più lunghi del post che li aveva stimolati). Praticamente, tra articoli e commenti, “un librone di diverse migliaia di pagine” in cui gli interventi (al 99% in inglese) sono spesso più elevati degli scritti stessi. Ci sono anche i miei commenti e, wel well, i miei lettori sanno che sono un bel chiacchierone (chatter-box).

Estrema varietà degli interlocutori. Eccitante dicevo. In ordine alfabetico:

America, Australia, Austria, Brasile, Canada, China, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Irlanda, Italia, Messico, Nuova Zelanda e Svezia.

Bust of Roman Emperor Domitian who reigned from 81 to 96 CE. Roma, Musei Capitolini

Viaggio di esplorazione. Questo per me e spero per i lettori è stato il Man of Roma:

Un girovagare imparando cose belle insieme, un dialogo continuo (estenuante a volte), uno studio tosto da parte di chi scrive (fa bene, ok, ma ‘na faticaccia …).
Nel fondo ero e rimango un insegnantefiero del mestiere che ho fatto per più di 30 anni, un dare e soprattutto un ricevere che riscalda il cuore prima della mente.

Verifica dello strumento dialettico. La tecnica dialettica – inventata forse da Socrate e Platone 2400 anni fa (ma esistono dialettiche orientali efficacissime, vedi il link subito sopra) – per come la vedo io è:

A. dialogo con noi stessi sui temi che ci appassionano

B. Dialogo con libri testi e pagine (anche web) validi (non si cresce senza dialogare con menti migliori della nostra).

Consiglio lo studio attento di scritti frammentari o zibaldoni (l’efficacia dell’esempio vivo!) poiché il pensiero in progress ci fa teste pensanti (thinking people) per naturale imitazione, piccole teste o grandi chissenefrega (who the hell cares),  l’importante è pensare con la nostra testa, diritto sancito da ogni costituzione democratica.

Domitian's Stadium, built in 86 CE conceived for Greek athletics that the Romans considered immoral (nakedness etc.). Later become 'Circus Agonalis' the population watched there agones (games, from αγών: any contest), whence 'agone', which possibly merged into 'navone' (big ship), whence Navona. Voilà, Piazza Navona! Click for credits

Personalmente ho imparato tantissimo dallo Zibaldone di Leopardi, dai saggi di Montaigne e soprattutto dai Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, autore oggi riscoperto a livello globale (dalla destra e dalla sinistra americana, in India, in Inghilterra ecc.) non per il suo essere marxista (il marxismo è morto, pace all’anima sua) ma per il suo essere pensatore geniale, utilissimo.

Presto vorrei meglio approcciare gli essais (1rst & 2nd series) & lectures di Ralph Waldo Emerson, forse il più grande intellettuale americano che, for some weird reason, è a me molto affine.

[Anche la poesia, attenzione, di ogni genere e popolo, è strumento -cognitivo e artistico- micidiale]

C. Dialogo con gente in carne ed ossa, dovunque è possibile (amici, caffè, strada). I blog? Per loro natura dilatano il dialogo e naturalmente con l’uso di una lingua franca il livello di tale dilatazione è potenzialmente altissimo.

Piazza Navona, air view. Click for credits

Infine, ‘romanità’ ieri e oggi. E qui concludo perché credo che l’audience del blog (not too far from half a million hits, specie considerando argomenti non proprio semplici direi) sia dovuta proprio a questo:

al meraviglioso mondo di Roma raccontato da un ‘uomo medio’ in tutte le salse possibili. Da uno cioè nato e vissuto quaggiù, ie a witness from right there.

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Ringrazio con affetto tutti quelli che mi hanno seguito e che ho seguito nei loro blog.

THIS IS NOT A FAREWELL, IT’S A NEW BEGINNING! [had to add this since a few readers were worried: see comments below].

That the journey continue! I do love you ALL (and you know it damn!)

Yours.

Man of Roma

Nota. Per piazza Navona vedi queste notizie storico-archeologiche in italiano e in inglese.

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Post correlati (bilanci, audience e temi, man mano che il blog cresceva):

[Related posts (assessment, audience & themes as the blog progressed in time]

Are We Going Anywhere?

This Blog’s First Birthday

Post sul Metodo (see the English original of this, well, wild post)

100 Posts. I’ll Celebrate My Own Way. 1

100 Posts. I’ll Celebrate My Own Way. 2

Merry Saturnalia! And a Roman New Blog

Locking Horns with a Young Roman

Themes from Man of Roma: a site map

Is America Too Young to Maintain its Cultural Hegemony in the Long Run?

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Sarah Palin. Click for credits and to enlarge

This is the end of a series on Antonio Gramsci. I am beginning here where I left in my previous post.

The title and the post are meant to provoke a bit, and I know I risk being considered a snobbish, or a chauvinist, European.

The United States – I was saying – exert today a cultural hegemony over the planet at a high and a popular level of culture [for the high level, suffice it the sheer excellence of their universities in the scientific, technological and humanities fields, not to mention the number of Nobel prizes attained by Americans]

One can speak of a new American Renaissance, with fantastic contributions offered to the world – the Internet, a great revolution, being just one of them.

Which affects both the American culture and those cultures exposed to American influence – basically ALL of them, at diverse degrees.

[By culture I mean both:

1) the set of distinctive spiritual, material, intellectual and emotional features of a group (the Unesco definition);

2) the general knowledge, values etc. an individual can attain through education (linked to the Ancient concepts of Humanitas & Paideia.)

Also culture quality has to be considered. If I enjoy Shakespeare better than soap operas, I am not a snob, I am simply better educated and my mind is more powerful]

Gramsci, reflecting on the US soon after the 1929 depression, considered America culturally hegemonic already at his time (the 1930s) although to him such world-wide hegemony presented a few cracks for being, the US, too virgin and too young as a nation, with a melting pot of too many ‘cultures’ (see above the meaning 1 of the term.)

Now, following Gramsci’s reasoning – and considering his notions of ‘intellectuals’, ‘cultural hegemony’ and ‘national-popular’ culture (see our posts on Gramsci 1, 2 and 3)– we can ask ourselves:

In our rapidly changing world, with powerful civilisations about to re-surface, is America seductive enough at a world-wide scale [ie 'culturally hegemonic' world-wide]?

I’ll say my opinion right away: the cracks Gramsci was mentioning seem today particularly evident (at least to many Europeans) at a pop culture level [update: whatever the reasons for this.] A civilization doesn’t export its high culture only. It exports the sentiments of its whole people with its books (quality works and blockbusters), films, TV serials etc. and when its tourists, business people, soldiers & the men of the street wander about the planet.

[A Gramscian national-popular notion of culture is where the intellectuals – artists, writers etc. – express at a higher level the elementary sentiments of the common people who thus emotionally and intellectually participate. The examples he indicates of ‘national-popular’ may clarify this Gramscian crucial concept: the Elisabethan theatre, the Greek tragedy or the Italian opera.]

I mean, when Rome conquered Gaul, Romanization occurred deeply without any organized effort by the Romans. That is, the Roman ‘culture’ was felt as superior and seduced the Gauls who became the French - not only the culture of the ‘intellectuals’ (big politicians, generals, writers etc.) was seducing, but that of the merchants, of the soldiers, of the simple citizens as well.

Do you also think that American world-wide hegemony’s weak point is a low-level and too pervading pop culture (due to consumerism, to making money being what only matters nowadays etc.) and also the “erasure of any high-pop culture distinction”? [see Lichanos comment on this]

Trekkies at Baycon, 2003. Click for credits

Do you also think that, to quote Andreas Kluth, a ‘high culture’ perceived as snobbish only “is a tragedy” and that – I’d add – the tea parties, the Sarah Palins and US widespread anti-elitism will make America pay a price in the long run in terms, again, of world cultural hegemony?

Finally – be patient, I dislike Star Trek – what do the Indians, the Chinese, the Persians, the rest of the world population – often belonging to ancient civilizations – think of the thousands of Star Trek conventions and clubs that have spread all over the globe? Will it benefit America’s image?

Note. I had discussed ‘West and US Seduction’ with my commentators (among other themes) at the time of Culture, Kultur, Paideia and The Last Days of the Polymath. Those discussions were among the best in this blog in my opinion.

Here just a few ideas from those discussions.

As for culture (in the sense of individual general knowledge & refinement) Lichanos had lamented the erasure of a high-pop culture distinction in the USA. To him more than the ‘youth factor’ a role may be played by America being often “the first to represent trends that are going world-wide”, ie America is just ahead of Europe in mass-culture and consumerism, which explains why a superficial pop culture is so pervasive in the US.

To Andreas Kluth a ‘high culture’ perceived as ‘snobbish only’ is “a tragedy” and due to many factors among which a too widespread anti-elitism (“Sarah Palin and all the rest”).

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Other posts on Gramsci:

American Engineer, German Philosopher & French Politician: Gramsci’s Ideal Blend for the Modern Leonardo da Vinci
Seven Aspects of Antonio Gramsci’s Thought
America, the Greatest Collective Effort Ever existed”. Antonio Gramsci

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Culture, Kultur, Paideia
The Last Days of the Polymath


“America, the Greatest Collective Effort Ever existed”. Antonio Gramsci

Posted on

New York. Click for credits and to enlarge

While replying to Thomas Stazyk‘s comment on a post on Antonio Gramsci I realised it was more convenient to write a new blog post instead.

I usually reply to my readers one by one. Tomorrow it will be the others’ turn.

Explaining Paris Hilton

Thomas. Thank you for an interesting and insightful 795 words! For me, Gramsci adds the needed dimension to Marx that is required to understand/explain contemporary culture. I think his ideas of cultural domination and hegemony go far to explain everything from the Tea Party to Paris Hilton, and maybe Facebook and Twitter as well, but the whole technology thing needs more thought. I’m worried that saying that social media (and reality TV) are vehicles of cultural domination might sound too much like a conspiracy theory. But they certainly do support Gramsci’s view that hegemony is achieved and maintained by consent of the subordinate class.

MoR. “Gramsci adds the needed dimension to Marx that is required to understand/explain contemporary culture.”

You may refer to Gramsci’s study of Marx’s superstructure. Gramsci criticises the notion of a superstructure as simple ‘skin’ of a society, and of a socio-economic base, the ‘skeleton’, that is what really matters by determining the conscience etc.

“Women – Gramsci said – fall in love with the skin, not the skeleton”. Seduction, again, ie cultural hegemony.

[Update: ie people are ‘seduced’ by the ‘skin’ or cultural elements (superstructure) more than by the ‘skeleton’ – socio-economic class structure. It is a metaphorical way of stressing the importance of cultural hegemony, of men’s choices – free, non mechanically predetermined by the economical class structure – and of 'intellectuals' in history.]

I think his ideas of cultural domination and hegemony go far to explain everything from the Tea Party to Paris Hilton, and maybe Facebook and Twitter as well.

I’ll get to Facebook and Paris Hilton. But I’ve got to follow a long forgotten reasoning.

Since the core of Gramsci’s reflection is the superstructure – intellectuals being like the agents of it –, by analyzing both the high and the pop culture(s) of several countries he strongly advocates a blend of the two levels.

The intellectuals, he argues, should not be separated– as it always was the case of Italy – from the ‘elementary passions’ of the common people. A folk should be culturally united, as a tendency at least.

Greek Tragedy & Shakespeare

Such culture [update: of a high level, where the 'intellectuals' and the common people interact in a two way process] he calls ‘national-popular’ (complex notion to say the truth.) Among the best examples of it Gramsci indicates the Greek tragedy and the Elizabethan theatre, where the majority of the people were involved in a great experience. To him the only Italian example of such ‘artistic unity’ of the people [update: high-low interaction] is the Italian opera (I may possibly add, since I saw it with my eyes, the ‘popular’ love for Dante one can still experience in many parts of Tuscany and elsewhere.)

The Italian Renaissance to him, though sublime, was too elitist [update: ie no participation of the populace, no high-low interaction] and one cause in the end of the Italian decline. The protestant Reformation saw instead great popular participation (Renaissance-Reformation are to Gramsci also dialectic metaphors – in the Hegelian sense of thesis and antithesis – that he uses abstractly.)

Even if at first the Reformation – Gramsci argues – was like a return to the dark ages, it later liberated people’s energies by reaching higher levels of culture and contributing to the construction, among the rest, of the American nation.

US Cultural Hegemony

San Francisco Fire Department Engine 22 (1893). Click for credits and to enlarge

The first British immigrants to the New World were in fact an intellectual and especially moral elite – Gramsci argues. Defeated religiously in their fatherland but not humiliated, they brought to the New World great will, moral energy and “a certain stage of European historical evolution, which when transplanted by such men into the virgin soil of America, developed – and continues to develop – the forces implicit in its nature but with an incomparably more rapid rhythm than Old Europe”, where the relics of the past generated opposition giving to every initiative the equilibrium of mediocrity …

We all know what happened, how Europe went down and how the US have become the dominant power.

Following Gramsci’s reasoning, the United States exert yet today a cultural hegemony over the world, at both a high and a popular level of culture. Their universities are excellent in all fields (they even have among the best Dante’s specialists!) etc., intellectuals are not that detached from the people (they tend to ‘disseminate’ knowledge in their books, not like here in Italy although things are changing a bit – while France, a not at all bad ‘national-popular’ place in the 19th century – see 19th-century French literature! – is nowadays possibly even more elitist than we are, but I’m not sure.)

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

Not concluded. Tomorrow, Thomas and you folks. I am European, not American. And my dog Lilla is recovering but she is 15 years old.

ψ

See next installment:

Is America Too Young to Maintain its Cultural Hegemony in the Long Run?

More on Antonio Gramsci:

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