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Category Archives: Dionysus

Dionisiaco e Apollineo. Lettera a un compagno di scuola. Croce Roma Gramsci (e gli antichi)

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[The songs below are from our school-days; sotto, alcune canzoni degli anni '60]

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Caro ****,

ti scrivo da un piccolo caffè da cui si intravede il Colosseo, tappando sullo smartphone. Qualche goccia d’acqua cade.

Outdoor cafe. Via dei Fori Imperiali. Colosseo

Outdoor cafe. Via dei Fori Imperiali, Colosseo

Pure tu se gajardo a more’ (che poi eri biondo), sennò te cassavo (come il mio povero papà ecc).

Bella scuola di vita, le difficoltà (sono ripetitivo).

ψ

Pensa che Benedetto Croce (Pescasseroli, 1866 – Napoli 1952) ….

[citato sempre da quella vecchia prof di filosofia coi senoni che se glieli fissavamo (specie tu, il più bello della scuola:  quando ti interrogava era turbata, era evidente) lei ti / ci dava un bel voto ... ]

… Croce, dicevo, della haute abruzzese, perse 17enne i genitori e la sorella sola che aveva, morti il 28 luglio 1883 nel terremoto di Casamicciola nell’isola d’Ischia dove i Croce si trovavano in vacanza … la casa, sdraiata dal terremoto, lasciò quest’adolescente con le ossa rotte che lo credevano morto anche lui, e invece era vivo, per miracolo.

Sciroccato, il 17enne fu portato a riprendersi in campagna in una villa vicino a Salerno, di proprietà della facoltosa famiglia ormai sterminata.

Non ricordo bene – quello che dico di Croce è frutto della mente vagante -, ma ho l’immagine di lui che se ne sta forse anni sdraiato su una panchina sotto gli alberi, preso dal dolore e dall’angoscia.

Poi andò a vivere in un bel palazzo forse a Roma, dallo zio Silvio Spaventa (che diffuse Hegel in Italia ecc.)

ψ

Passò il tempo.

Il dolore rimaneva ma la casa di Spaventa a Roma era un via vai di intellettuali. Croce però non stava forse ancora bene. Provò con l’università, giurisprudenza, dove apprese un po’ di marxismo da Labriola, ma credo fallì, non volle laurearsi.

 

Si stabilì pertanto a Napoli, ricco e solo, comprando la casa di G.B. Vico (altro filosofo sempre citato dalla prof mentre, una carezza a noi qua, una là, incedeva per l’aula (1967?) con le mani dietro infilate sotto il cappottone, per cui – le zinne protuberanti e le mani sollevate dietro – sembrava (e forse era, nell’intimo del suo cuore, una gallina, poveretta).

Finalmente Benedetto un bel giorno, toltisi i rospi dal cuore, cominciò a riparlare con la gente, frequentò, uscì, rientrò.

Napoli era vivace, meravigliosa. La casa di Vico si trovava forse nei quartieri spagnoli e mi piace immaginarla con il giardino interno – tipo casa romana che era volta dentro e non fuori perché i tempi antichi erano pericolosi: e forse pure al tempo del giovane i quartieri spagnoli erano tosti, come lo sono oggi, ma lui era un signore intoccabile.

E allora Benedetto si mise a scrivere scrivere pensare inviare ricevere lettere.

Forse i servitori a dì:

“Che cazzo scrive sto tonto”.

Beh, non sapevano che era diventato Benedetto Croce, il più olimpico e armonioso dei filosofi di qui, la cui prosa e pensiero danno pace, incantano (e istruiscono, potentemente).

Pensatore non accademico

Non accademico, con contatti sempre più estesi, il suo pensiero pian piano si irrobustì e per gradi divenne il più grande pensatore italiano della prima metà del 900, filosofo di influenza abbastanza mondiale (scrisse per es la voce ‘Estetica’ della Britannica (poi pubblicata in italiano come Aesthetica in nuce; inglesi, americani francesi lo amavano; gli italiani pure; lui ha sempre però preferito la Kultur tedesca, e quella italiana, alla culture francese: vedi qui). Per Croce vedi anche qui.

[En passant, il suo allievo Antonio Gramsci – sardo, legato anche alla Francia e mentor spirituale di chi scrive – fu la stessa cosa: intellettuale cioè mondiale massimo nostro – più di Croce – nella 2a metà del 900 e ben oltre.

Le sue opere scritte negli anni ’30 furono rese note dal finto amico Togliatti nell’immediato dopoguerra e fermentano ancora oggi 2014 e vanno oltre.

Gramsci paradossalmente è esploso dopo la caduta del muro, quando si è detto:

Il comunismo è morto, A. Gramsci sarà pure un comunista ma in realtà è un liberale, come Croce, ed è utilissimo per gli strumenti di antropologia che offre.

Capire la destra e la sinistra anglo-sassoni

Per esempio A.G. è stato utilizzato (per capire)

a. la destra reaganiana, i neocons e i Tea Parties (destra religiosa e protestante – ora cambia: si volge a tutti, è più secolare, meno bianca, sennò scompare).

Come sarà andata? Magari per combattere questo comunista sempre più noto (opere integralmente tradotte in innumerevoli lingue) i repubblicani USA hanno giocato con G come avrebbe potuto fare la Chiesa con Giordano Bruno facendo la machiavellica (invece l’ha fatto fuori).

Cioè la destra USA ha scoperto suo malgrado che l’anti-Cristo Gramsci gli era entrato nel sangue;

b. la destra thatcheriana per capire e combattere l’egemonia culturale della sinistra nei rispettivi paesi

c. USA e UK insieme per – gli USA – leccarsi le ferite del Vietnam, e (both) per imporre la deregulation come pratica e ideologia economica del liberismo anglo-sassone

“Diamo al diavolo quel che è del diavolo: this Gramsci is a genius!”…

… ha forse detto un predicatore del sud USA (area Bible belt). Non mi ricordo chi era (I will check all this article) ma dà un’idea di quello che è successo nelle culture wars.

I digress, my friend.

Apollineo e dionisiaco:
Quale è meglio?

Vediamo meglio come Croce si risollevò, alla luce della sapienza dei millenni.

  1. Croce immagino si sollevò l’anima scegliendo la via apollinea (Orfeo  –>Pitagora—> Platone —>Hegel): liberarsi cioè dai travagli dell’anima attraverso la conoscenza-scienza (sofìa: wisdom: conoscenza sapienziale: intrisa di matematica & e musica: uno sballo mentale senza droga).
  2. L’altra via, quella dionisiaca, decantata da Nietzsche (che ha rovinato i tedeschi e l’Europa con essi) id est purificare i travagli dell’anima attraverso vino e sesso, misticismo privo di ragione, droghe ecc., densa di tragicità (legata probabilmente alla nascita della tragedia greca) ha anche il suo fascino e può avere i suoi vantaggi, non lo nego.

Ma alla lunga ti distrugge: i Romani, popolo saggio (non folle come i Greci) proibirono Bacco Dioniso – Senatus consultum de Bacchanalibusche dilagò comunque con la vittoria romana su Cartagine: i giovani reclamavano il piacere, il lusso dei greci.

Dioniso-Bacco è il più rappresentato degli dei: mosaici statue dipinti graffiti ecc. Uno sballo mistico non solo col vino e sesso di gruppo ma includente cose che oggi fanno un poco ribrezzo ma soprattutto lasciano stupefatti se consideriamo che si trattava di riti sacri: gli antichi erano veramente diversi da noi: più rigidi – rigidissimi – e più aperti, allo stesso tempo.

E Croce e la Prof?

Tornando a B. Croce, forse anche lui, prima di scegliere la via della Filo-Sofia, si congiunse alla Prof allora giovanissima, che magari (senza magari) era una gran fresca pugliaccona.

A me sembrava brutta, dai.

Una donna veramente bella la vedi anche da anziana, come tua madre, donna sublime e forte. Forse la prof aveva la bellezza del somaro, che è meglio comunque di niente … ;-)

Autocensura …

… i vasi raccoglitori delle donne, del resto, essendo 3: numero non per caso importante nella numerologia pitagorico platonica cristiana tomista dantesca hegeliana: il triangolo, la regola aurea … censura…, le terzine, le tre cantiche, la trinità cristiana pitagorica platonica, il trio Venere Urania – spirituale – Venere carnale o demotica e Amore.

Dunque … prima di purificarsi con σοφία … autocensura … la prof e poi Sofia, la prof e poi Sofia, infine solo Sofia, Venere spirituale di Plato e non più la Venere carnale.

O la Madonna, amore meraviglioso e sognante, solo spirituale: ha addirittura concepito vergine (vedi questa bella canzone dei bei tempi nostri, di Charles Aznavour).

O la donna angelicata del dolce Stil Novo di Dante: Beatrice. Gli occhi di Beatrice descritti centinaia di volte in modo diverso nella Commedia sono la cosa più bella e dolce di questo capolavoro.

Inoltre, molte divinità antiche erano vergini, Diana, Minerva ecc ecc (qui espandi), ma Giunone no, amava molto, pur essendo gelosa di Giove, e aveva tanti amori unendosi a umani non umani.

Dal suo seno superabbondante – bellezza giunonica, si dice ancora – è nata la via Lattea, immagine poeticissima.

Dalla via Lattea noi proveniamo e poi ritorneremo. Vedi il Sogno di Scipione di Cicero.

Poesia amore sesso negli antichi vanno insieme in modo sublime: mi piace da morire il mondo antico.

[se vai qui e qui  esplori la knowledge base che sottende a tutta la e-mail]

ψ

Sto per smettere, ma prima …

Dobbiamo dedicarci all’apollineo (Ἀπόλλων), non al dionisiaco (Διόνυσος), il che implica un’etica, l’amore dedicato, non itinerante, per la nostra donna, l’amore disinteressato per i figli di sangue e non ecc., la conoscenza come gioco e passione visione scienza.

MA, siccome semel in anno licet in-savire [forse, oggi, bis, ter, quater in anno] un pizzico di dionisiaco ci può pure sta’, ma non più di tanto.

Tuo Jonny

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

Alla faccia della Grande Bellezza (e in onore der Depardieu de Torpignattara), un pezzo di pianoforte romano-tosto (e per niente decadente)

Via Torpignattara, anni '50. Veduta del mercato e dell'incrocio con Via Casilina

“Via Torpignattara, anni ’50. Veduta del mercato e dell’incrocio con Via Casilina. Sullo sfondo Piazza della Marranella con l’abbeveratoio dei cavalli”. Cliccare per i credits, per altre immagini e accedere a un bel sito sul quartiere

Listen to this:
(by MoR, wait a few seconds)

ψ

Lello, er romanaccio Depardieu (always with us in spirit?) says:

“Un po’ contemporanea, ‘sta litania.”

Mario:

“What is this sh** …”

Experimenting (with
the Romanesco dialect)

[To the English-speaking: This post being partly written in the Romanesco dialect Google translations might be unpredictable]

[Al lettore italiano: parlare il romanesco, ok, ma scriverlo - e studiarlo come lingua - è un'altra cosa. 1° sperimento]

‘Nnamo (let’s start.)

Il Depardieu del Casilino

Gérard Depardieu al Film Festival di Brlino del 2010

Gérard Depardieu au Film Festival de Berlin (2010.)  Click for credits

Incontro Lello a un bar di Torpignattara. Sta ordinando una Ceres.

ψ

Ogni tanto ci capito, a Torpignattara, perché se hai fortuna incontri i romani veri – magari non del tempo di Tito (come gli ebrei del rione S. Angelo) – ma veri in ogni caso, di 7 generazioni.

ψ

Corpulento, sui 40 anni, i braccioni tatuati che se t’agguantano ti stritolano, Lello ha i tratti marcati e sarebbe il perfetto Gérard Depardieu del Casilino se fosse un po’ più gallico e un po’ meno scuro nei capelli e negli occhi.

Saltuariamente – al Pantheon, a piazza Navona, al centro, in definitiva – Lello compare e scompare come un fantasma suonando percussioni esotiche assieme a un contrabbassista emaciato, a un sassofonista colla panza tonda, e a un chitarrista eccezionale – il cappello calato e gli occhi quasi nascosti dalle rughe – che pare sia di Birmingham

[Lello dice che è di Birmingham e io gli credo]

Sorseggia la Ceres, guardandosi lentamente attorno. E’ il suo mondo, il suo ambiente.

Lello è un capo.

A ‘sto punto, dico, la ordino pure io, sta Danese perché è così particolare sto Lello che voglio che mi si sciolga la lingua (che me s’è come ingufita coll’età).

Sorrentino ce sta affa’ neri

La Grande Bellezza

Toni Servillo as Jep Gambardella in ‘La Grande Bellezza’ by Paolo Sorrentino

Dico:

“Lello, a fijo de ‘na mignotta, vviè cqua!”

Si avvicina. Sempre pronto allo scambio umano, in realtà parla pochissimo. Annuisce.

“Ahó, possin’ammazzatte – dico – co’ sta Grande Bellezza Sorrentino ce sta affa’ neri. Tutto il mondo parla di metafora: metafora qua, metafora là… mo’ pure gli Americani sur Nu York Times …”

Lello è impassibile. Un minuto, forse due.

Poi guardandosi le unghie, ‘na finissima ironia nello sguardo, comincia un bofonchio che cresce man mano e si fa cavernoso.

Capisco solo le ultime tre parole:

“[...] [...] [...] M-e-t-a-f-o-r-a de che”.

Una voce dall’antro. A sentirla di notte al buio. Depardieu mi fa impazzì.

Gran bucio de c… profumato

la grande bellezza

Cerco di provocarlo (sono teso, ho bisogno di fa’ casino).

Provo – un’imitazione ok – a crescere piano piano pure io per poi dargli dentro dopo 20 esatte parole:

“Beh, metafora dell’Italia – dico ‘n sordina, preciso -, d’un paese destinato al declino, con Roma – girata bellissima, per carità (sennò perché il titolo), – che poi in verità è ‘na pattumiera, è solo ‘na cloaca pure un po’ fine ma inzomma, lo vogliamo dire CAZZO, è come ‘N GRAN BEL BUCIO DE CULO TUTTO PROFUMATO – so’ cavernosissimo – co’ tanto de mignotte, ruffiani, pretacci (e nani!!) CHE CE CAMMINAMO TUTTI S-O-P-R-A !!!!”

[Ok, non sarò Augusto o Lello ecc, ma il romanesco lo mastico, mia nonna era di via Garibaldi]

The Great Beauty by

Altra pausa. Si beve. Il calore de ste Ceres comincia a impregnacce.

Lello, lo vedo, è un poco ‘allertato’.

Poi, una lievissima sfumatura di complicità (divertita?), Lello dice:

“Tutti sopra ‘sto bucio de culo”

“Tutti sopra ‘sto bucio de culo. Confermo” (mi guardo le unghie pure io)

“Che poi è profumato”
[non capisco se mi piglia per il culo; Lello è tosto, niente da dire]

“Che è profumato, riconfermo”.

C’è  qualcosa che non va. Però, provocato, sbotto come Augosto (quello a piazza de’ Renzi 15, che si incazzava continuamente – un’arrabbiatura bonaria – e Sandro il figlio – l’ho visto piccolo – è spiccicato).

“Ma dimmi un po’, a Lello, a te te piace? Vojo dì, a te te piace che Sorrentinos mostri ste zozzerie al mondo??”

Credo d’averlo beccato ‘n pieno. Errore. Ridiventa una statua.

Che soggetto, minchia, e potrebbe esse mio figlio …  :?

ψ

A ripensarci, ora che scrivo, mi salta in quel boccino (la testa) il solito carme:

[no in buzzurro ora [così tedeschi e anglosassoni erano chiamati a Roma; poi, dopo il 70, è stata la volta dei poveri piemontesi), ma carme nella lingua delle madri che la sera passeggiavano , passegg ... lasciamo perdere]

Gigante immobile e paonazzo
(e sanguigno, diciamolo, come sto pezzo di …. Bacco).

ψ

Lello, dalle infinite risorse, trasfigura, la pelle gli si chiazza, l’occhio sinistro mosso da un lieve tremito.

Allora t’ho colpito, stronzo – penso. Ma … ti sarai ‘ncazzato?

Via di Tor Pignattara anni '40 circa

Via di Tor Pignattara anni ’40 circa. Courtesy di Silvestro Gentile. Cliccare per i credits

Seconda Ceres. Lo seguo a ruota. Comincia, si direbbe, a approfondirsi una certa atmosfera che è solo de ‘ste parti … discorso lungo, da non fare ora.

[Anche perché credo che 'n ce porti a un cazzo]

Mario, homo novus
(e pallonaro)

Mario m’accompagna un bel giorno a Torpignattara.

E’ il classico chiacchierone fanfarone – niente a che vedere con gli Augusti, i Lelli -, al punto che la tragica diffusione a Roma di questo ‘tipo psicologico’ è uno dei motivi per cui molti italiani sparlano della Capitale.

Al bar, Mario mi parla di calcio, della sua vecchia Lancia vintage, delle ultime 10 partite (10!) di 4 squadre diverse. Non ci capisco molto.

Poi arriva Lello, e Mario commenta:

“Ma quello sta sempre zitto. Me sembra n’imbecille”.

[Ok, Lello-Depardieu è tranquillo – Mario non capisce un cavolo – ma già co gli occhi ti dice mille cose. Gli occhi di Mario, invece, esprimono il vuoto. Assoluto).

Dico:

“Imbecille? Errore grave, Mario mio, perché Lello, a te, te   s-e   m-a-g-n-a“.

Nonostante calchi la voce Mario se ne fotte e scrolla le spalle (co gli occhi – quasi punizione divina – riflettenti il nulla dell’anima sua).

[Che è l'anima? Non lo so, ma che Mario l'anima non ce l'abbia è l'unica cosa scientifica della storia della teologia]

Lello, antico,
laconico (e non cazzaro)

Lello invece è intelligentissimo, e, a differenza di Mario il cazzaro, ha un retroterra.

Sterminato.

Per darvi un’idea.

ψ

Da 20 anni frequenta il centro storico (“la mia famiglia è de llì: coi genitori, i nonni, i bisnonni e i trisnonni via cantando – arrivi fino a Adamo”).

Detto come una cantilena – difficile da spiegare – che è ritmata dalla ‘o’ di nonni.

ψ

Lo vedo una volta al mese, anche meno, oramai, ma so che c’è (e mi basta).

Lello è un capo, ripeto.

Mi dà la fiducia di pensare che qui in Italia tanta gente nonostante la crisi (qualcuno sta al palo purtroppo) se la cava, ai vari livelli della gradinata sociale.

Nell’arte della sopravvivenza, romani e italiani, sono professionisti, la storia è lì a dirlo.

E Lello, che il frescone Mario non capisce, Lello in realtà fa.

Un piccolo
ma fiorente commercio

Depardieu lavora, s’ingegna.

Buon marito e buon padre di due figli (non so le scappatelle), ha raggiunto la sua modesta prosperità con il commercio a costo bassissimo di cellulari e tablet, che la gente compra perché non gira più una lira.

Da qualche anno s’è fatto 2 o 3 esercizietti (stanzine, in definitiva) che visita più volte al giorno, la faccia del boss autorevole ma pensoso, quasi pensasse ad altro (e però tutto nota, tutto sa).

Esercizietti che gli so’ gestiti da 3 marocchini svegli che gli fanno da bassa manco tanto bassa manovalanza, che lo rispettano  – e che soprattutto gli vogliono bene.

Sidi Bou Said, Tunisia. Gnu Free documentation License

Il Mediterraneo è una casa comune. Al commercio, si sa, non gli n’è mai fregato gnente dee fedi diverse.

Lello dunque incede nel quartiere, coi tatuaggioni il nasone la faccia (e la stazza) del Depardieu zigano.

Una figura caratteristica come non ce ne saranno più in futuro (oppure no?) Ho sentito in giro a Roma giovanissimi di altri paesi che già parlano romanesco meglio di me.

Il tradizionale tuffo di Capodanno nel Tevere dal ponte Cavour di Roma

Il tradizionale tuffo di Capodanno nel Tevere dal ponte Cavour di Roma. Tanti sono stati i personaggi famosi in questo ‘sport’, almeno dal 1870 a oggi. Click for credits

Poi insomma cazzo (la terza Ceres, inesorabile …  :twisted:  ), ma a vedé sti romani che si tuffano ancora dai ponti (no Lello), con mezza falange in meno ar medio (sì Lello cqui: na sforbiciata a 16 anni).

A vedé cioè sti tosti che s’industriano, che non aspettano tutto dallo stato – ognuno col suo stile, qui e in altre regioni del paese, spina dorsale che impedisce al corpaccione italiano d’afflosciarsi.

In altre parole, a vedé una Roma e un’Italia positive nonostante le sofferenze, che non s’avvoltolano nella nevrosi, che non si prostituiscono, che non ballano nelle terrazze chic vista Colosseo con le narici incipriate, che non scopano le minorenni ai Parioli e nemmeno le minorenni slave sulla Salaria … cazzo!

A vedé questi giovani che lottano, che imparano le lingue straniere,  che vanno ‘n culo al mondo dovunque ci sia uno stracciaccio de lavoro, e così facendo – poverini poverini, si dice! – non diventano più deboli ma più forti fanghala, che si aprono la mente e il futuro …  (Mario – che mi sta vicino, compagno di scuola a cui in fondo voglio bene, me dice: eh dai, famo notte).

Sorrentinoooos!

Neapolitan Paolo Sorrentino

Neapolitan Paolo Sorrentino. His success at the Academy Awards granted him a Roman honorary citizenship. Click or credits and to enlarge

Ok, ok, a Mario, ma la domanda, scusate, che spontanea sorge a ‘sto punto fangulo, è la seguente:

A’ Sorrentinoooos! Sarai pure Napoletano talentuoso (lo sei) ma la conosci veramente Roma? O se la conosci – non credo – non te sarai mica  ‘mbo’ incazzato perché l’ambiente del cinema romano – che è poi quello italiano – è ‘na Grande Zozzeria, cogli outsider che so outsider semper, tanto che Villaggio (pure Pupi Avati?) s’è addirittura inbestialiddoooo?

Dice Fantozzi, ineffabile, a Mediaset:

“Sordi è il simbolo della ‘Grande Cattiveria’, la cattiveria dei Romani ‘che sono veramente, e profondamente, cattivi’ “

[detto poi con lo sguardo cattivo ... chi vuole prendere per il culo]

Dice che i Romani sono 'cattivi', e che Albertone è il simbolo della Grande Cattiveria.

Pianoforte romano

Ora, a me il film de Sorrentinos piace, ma me fa pure ‘ncazzare.

Pertanto, in onore dei Lelli semper tosti e viventi (in periferia: l’hanno cacciati cogli sventramenti), residuo piccolo e coriaceo di una forza grande e suprema (la Roma grande, oramai passata).

In loro onore, dicevo, questa musica di pianoforte dedico, da romano – più fortunato e sfortunato insieme – ad altro romano.

[Mario: "Sei un cazzone". Giovanni: "pure tu, stronzo, ma ti voglio bene"]

Pianoforte romano

Riproposta pure qui (Mario: “per puro narcisismo, cojone” “Sei un fregnone – ma ciai ragione?” “Sì” “No” “Sta minchia”) :

Per te, e per tutti voi – (Gino, Sergio, Spartaco, Gianni e Samanta), oltre che pe sti napoletani a cui vojamo bene, no Mario, so nostri cugini (compagno di scuola di origine napoletana, Mario) – butto là sto pezzo de … pianoforte non decadente (me lo si permetta, Sorrentinos).

Lello, romanaccio Depardieu, always with us in his a spirit, exclaims:

“Un po’ contemporanea sta litania.

Certo, stronzo (no, scusa, Lello, scusa) ma nello spirito almeno, e nell’anima (che abbiamo simili), ci metterà in qualche modo d’accordo …

 

Roman Renaissance fountan

 

Ecco un clip de La Grande Bellezza, in tutta la sua struggente, in all its aching … beauty.

Dulcis in fundo, il napoletano Pino Daniele, cantautore e chitarrista di vena raffinata, che canta Anna Magnani e il cinema romano.

[Così ricomponemo er tutto e famo pace :-)

"Stronzi" "Frocioni" "So 'frocio ma me ne vanto" "Hai proprio ragione!"
Ma il partenopeo: "ste nutizie su A Grande Bellezza nu ssierve"
Depaardieu mostra i braccioni "a fijo de ‘na mignotta, vviè cqua" ma viene travolto da 'na stilettata partenopea colta: "ta' soreta è latrina, e m-a-t-r-e, a te, na  pumpinare jamme jamme JAAAMME!"]

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain

Resources:

Provare tutto, dove si parla della ‘cugina greca’ di Roma, Νέα Πόλις
The Roman Jews (1). Are They the Most Ancient Romans Surviving?
Le coste meridionali del Mediterraneo:
Dove si parla del legame tra sponda nord e sud (araba) del Mediterraneo
e della vocazione, oltre che universale, mediterranea, della Città Eterna.

Web site di dialetto partenopeo
[
Wiki francese: "Dans la mythologie grecque, Parthénope (en grec ancien Παρθενόπης / Parthenópês, « celle qui a un visage de jeune fille », de παρθένος / parthénos, « jeune fille », en particulier « vierge ») est une des sirènes...Strabon mentionne que son temple se situait dans la ville de Néapolis (actuelle Naples), où les habitants célébraient des jeux gymniques en son honneur.]

Poi, in tema di composizioni pianistiche (di resilience e- Mario -de fanfaroni”) :

L’inno all’Euro che non cede
L’hymne à l’Euro qui ne cède pas

Over at the Hannibal’s. Can We Really ‘Know’ the Greco-Romans? 1

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Riots in Athens. Click for credits and larger picture

Here’s the promised conversation between Douglas and myself about the Greeks, the ‘dark side’ of the ancients and much much more.

Read the original conversation at the Hannibal blog where Andreas Kluth, a wonderful host, is btw the first German I stumbled upon – important to me – although Andreas is very Anglo-Saxon too.

He’s innocently unaware he’s like a perfect-to-me specimen from the German Roman Limes area … ;-) A great point of observation, kidding apart, for a blog like mine (read Roman Limes. Between Two Worlds.)

Now our vague-logic conversation, but let me say I’ve got another great tool for brain re-juicing outside blog dialectic: my Haman, or thermae, or simply my ‘thermal’ bath(room.)

No big deal, just a small place of comfort to test the effects of cold and hot water (& steam showers plus gymnastics,) and where many of the things I ponder get unexpected solutions (see Relax & Creativity.)

Roman Bath sign found in Sabratha, Libya. Click for credits and to zoom in. ‘Salvum lavisse’ was a greeting after a bath: ‘Well washed in health’.

The Ancients, Do We Idealize Them?

Andreas: Cheri speaks as though from my own heart in lamenting the Greeks. How, oh how, to reconcile their ancient grandeur with their Euro-busting, book-cooking financial profligacy of today?”

[Cheri, another great blogger and about to go to Athens, had expressed preoccupation for the riots etc. See the picture at the top, MoR]

Thomas Stazyk: “One of the Greek protesters was interviewed on BBC and said: “They [gov't officials] stole all the money. Then they borrowed more money and stole that!”

MoR: “Allow me to disagree a bit here. I won’t discuss here the Greek failure – linked to Greek sins surely, but also to problems created elsewhere.

As I said over at Cheri’s, the beauty of going to Greece, to parts of Southern Italy (even to Rome), Turkey, Northern Africa etc. is the time machine thing. We don’t go there to see things working – if we want just that we should keep going to Sweden, North Germany or the US. When we go to the Med – or even more to India etc. – we go to see places and especially people – not only monuments – caught in the past, living remnants of an ancient world we are not always satisfied to admire from a library. This is the beauty of such trips. Of course there is a price to be paid. My daughter, 26, is now working in Mumbai for a month. She has started to love Mumbai immensely, but she is also paying a price for it.

This for today’s survivals of the past. As for the ancients themselves, Cheri suspects she is idealizing them a bit. I do it often too. But if we read attentively the ancient Greek texts (the Roman ones are no different) we don’t have only Pericles or Aristotle, but horrible poverty, thousands of slaves abused or, even worse, dying slowly in the Athenian silver mines, child prostitution widespread in ways not easily imaginable, the Macedonians (Alexander and his father included) ending up their dinners in wild and drunken orgies most of the time.

Greek adult with a slave boy. Click for credits

In the oration against Neaira, [pseudo] Demosthenes reconstructs with horrifying details 50 years of the life of a prostitute. It is a depiction of what could have been the life of an outcast in 4th century BCE Greece.”

[oration's text at Perseus Digital Library]

Life of the Common Citizen

Douglas: “MoR, it is always the elites we are told of in the histories. Those who ruled, who were influential, who owned property, who were the ‘movers and shakers’ of whatever society (or culture) we delve into. The life of the common citizen is seldom mentioned.”

MoR: “Douglas, there’s not only the histories (and often even the histories are non conventional, like Herodotus and Suetonius, or even Plutarch) but all sorts of comedies, and novels, Greek and Roman, that depict everyday life (upper and lower classes and slaves too), plus, as I said, the speeches of the lawyers full of realistic details, & satires mocking follies (Juvenal etc.) or epigrams like Martial’s, so colourful but also shocking for their details on brutality in Rome. I mean, there’s plenty of records of the ancients’ everyday life, which may sounds often disgusting to us (they had different ethical codes) and totally non puritanical. I am not that expert in any case, I am just a dilettante having fun connecting the modern and ancient – a very ‘edgy’ place antiquity. My problem is this language. I write in English with all sort of dictionaries. Fascinating, but painful.”

Pollice Verso, by Jean-Léon Gérôme (1824 –1904). Public domain, click to zoom in

Douglas: “Please do not misunderstand me but who wrote those histories? All writing, all observations, reflects the perspective of the writer. In that, they are written as they are seen, not as they perhaps are.

Take any given incident, collect the witnesses, ask them what happened. Only by a collection of perspectives can one gain a knowledge of what actually occurred. Even in that there is an element of bias on the part of the one piecing it together.

So, yes, I am sure the life of an average Roman was not all orgies, high living, and wine-soaked afternoons at the Colosseum. Life was cruel for those who had no family connections, money, or position of power. It does not take a genius to figure this out.

But histories do not reflect the average person’s life. They reflect the life of those in power, those with influence, and those who achieved.

Or, put another way, you do not learn how the scribe lived but how his patron did.

I could ask you, what is the life of the average Roman today? You would answer from your perspective. You might not understand how life is for the people who deliver the goods to the market or keep the phones working or whose family must all work in order to pay the bills.

In the end, it comes down to what is the ‘average person’ and how that status is determined.”

Augustine and Monica, (1846), by Ary Scheffer. Click to enlarge

MoR:

“But histories do not reflect the average person’s life.

Of course they don’t, although I don’t get what you mean by histories. Surely life of the ancients was not all orgies or wine soaked days spent at the Colosseum, but it seems likely it did not know the sexual repression of Christianity [see above Augustine, too an 'open-minded' Pagan first, too a strict Christian later], at least at certain periods, conditions, places. And, frankly, I don’t see what’s the big deal about it.

I could ask you, what is the life of the average Roman today? You would answer from your perspective.

The ancients we will probably never know who they really were but what is certain is, they were VERY different. Take a god like Dionysus Bacchus, worshipped by the poor and the rich alike, almost all around ritual madness, ecstasy and, basically, eroticism: it is painted sculpted carved EVERYWHERE in both Rome and Greece.

The term ’the ancients’ is of course too vague. There are plenty of scholars’ books depicting everyday life – for different classes – in 5th century Athens or Augustus’ Rome or Alexandria at the times of this or that monarch. They are just guesses based on the sources we have which is not much but it is growing because research is progressing (for example we see the reasons of the Fall of Rome quite differently now from what we thought, say, 50 years ago, but I am shifting).

We will never know what was the real life of a Roman at Caesar’s time, for example, like, even for today, you are right, my testimony of contemporary Rome is certainly subjective and partial, but that doesn’t mean it’s not real.”

Douglas: “Let me put it another way, my friend… What do you suppose the literacy rate was in, say, ancient Rome?
Of current times and high (comparatively to ancient times) literacy rates, what percentage of people visit our vast array of museums, operas, ballets, and such?I say we can only know what we are told and what we are told is dictated by the mindsets, biases, and consciences of those that can pass the knowledge on. We cannot know what is true.”

[to be continued; read part 2]

Do Music and Numbers Pervade the Universe? A Night of Dionysian Revelry

Posted on

 

Pythagoreans celebrate sunrise - Fyodor Bronnikov (1827—1902). Click for a larger picture

 

As you know I have been musing on Pythagoras of Samos recently (Ὁ Πυθαγόρας ὁ Σάμιος). I wrote about him in my blog and in other blogs.

P was a great mathematician. Now it turns almost all bloggers MoR has been discussing with (also on P) have some math capabilities. MoR has instead very little. So he asked his friend Extropian for help.

Extropian is laconic and doesn’t like blogs. So he first sent this movie and just said: “This stuff is Pythagorean.”

He then added: “Here following is the rationale behind the movie.”

He also sent me this paper on Pythagoras & Eugene Wigner that requires a degree in physics to figure out what the hell it means.

Finally he linked to another movie and declared:

“You became a pianist but you’ll always be longing for the strings of a guitar, of a violin or of a lute. Pythagoras started a new world-view with the strings of a lyre. You may like this.”

I hope this will not be the music of the future (only because it sounds too robotic). But the 3d animation intuitively shows better than any book on acoustics the relation between the string lengths and the sounds: ie by pressing the strings the robotic fingers change their lengths which produces a change in pitch.

And my friend is right. From the age of 12 I was a decent guitarist then I turned into a pianist at 18, a big mistake, one out of many.

A Crazy Night of Revel

In the spring of 1995 – I’m only apparently digressing – my wife and I came back home from a party. Oh we had had such fun! She though went straight to bed being tired from a hard day at her office. I remained alone in the living room, feeling weird and restless.

There I saw my electronic keyboard, a Korg 01 WFD – now prehistoric – connected to a Mac and two Protei (Proteus 1 and 2.) Before laying my hands on the glowing keys I knew what I needed that night: fat strings sounds more than just piano sounds.

The result was a dozen improvisations that lead to nowhere and sound now so badly because of analogical worn out tapes and especially when compared to the pro stuff you’ve heard above. They though retain a personal value to me. They ex-press (in the literal meaning of ‘squeeze out’) one of the most authentic musical revelry I ever experienced in my life.

I mean, if Dionysus-Bacchus ever exists I’m pretty sure I met him that night [another mysterious Dionysian experience is described here. And, Pythagoras and the Dionysian experience are tightly connected, so no digression as I said.]

3-4 pieces out of 12 I still like a bit. I’m waiting for my digital DAT recorder to be repaired so I can have better sources of my musical ramblings.

Here are 2 from that night in .mp3 format.

ψ

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Two Piano Improvisations

Silvestri, Berlusconi and the Emperor Tiberius

After the No-B(erlusconi)-day last saturday Dicember 5 in Rome (a great success I am witness of) the singer–songwriter Daniele Silvestri has posted on Youtube a rap called L’imperatore Tiberio.

[It reminds me just a bit of the traditional Tammurriate danced in the South of Italy and possibly related to the ancient rites of Dionysus Bacchus - watch this.]

The rap is captivating, the insertion of Totò (a great Italian actor) is exhilarating, and the song time is beat with the syllables of “Ber-lus-co-ni di-me-tti-ti”, i.e. ‘Berlusconi resign.’

L’imperatore Tiberio
aveva donne di lusso

a cui teneva un discorso
sul ginocchio sinistro.

Poi emanava un editto
che toglieva di mezzo

chi chiedeva giustizia,
chi ne dava notizia.

E si vantava Tiberio
coi suoi amici più illustri

con gli aneddoti sconci
divertiva i ministri.

Ma sfuggiva i giudizi
sui reati commessi

nascondendo pasticci
per motivi fittizzi.

Emperor Tiberius
Had women luxurious

Whom he used to lecture
They sitting on his knee.

He then issued an edict
With which he got rid

Of those who asked for justice,
Of those who gave the news.

And bragging was Tiberius
With friends the most illustrious

With anecdotes obscene
His ministers he entertained.

But he escaped verdicts
On crimes committed

By hiding his mess
With points fictitious.

Read how Mary Beard in the UK Times compares Berlusconi to the Roman emperor Tiberius.

And, thanks to zeusiswatching, here’s the life of Tiberius by the Roman historian Suetonius – not for minors ok?

Ψ

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Caesar, Great Man (and Don Juan)
Is Berlusconi’s Power About to Decline?
October 3. Demonstration Held in Rome to Defend Media Freedom

UPDATE: Just a few hours ago Berlusconi was hit in the face with a model of Milan’s cathedral and knocked to the ground.

He had just finished a speech during a political rally in the centre of the Italian Northern city. According to ANSA the alleged attacker had received many years of treatment for mental disease. Berlusconi is now being taken care of in a Milan hospital and his condition doesn’t seem serious.

A signal of how harsh the political climate is getting in our country, and a horrible gesture to be firmly condemned whatever opinion we may have of Berlusconi and his policy.

100 Posts. I’ll Celebrate My Own Way. 1

Posted on

This me at dinner in San Francisco last Semptember

Some time ago my friend Mario, who never writes comments but reads friends’ blogs, called me saying:

“Is this coffee talk going anywhere?”

He referred to my posts and to the dialogues with my readers. We make fun of each other since we were 14, so it is all right. But since my blog has reached a bit more than 100 writings (105,) a little celebration is appropriate together with a sort of assessment of whether this is really just coffee writing. I have then thought to answer him officially in this way.

I’ll write a few blog or site maps [update: see the 1rst] containing reasoned summaries of the ideas expressed in the Man of Roma’s blog, with links to the corresponding posts, notes and conversations.

These posts will not be written in tight succession – it would be too heavy – and will be to the benefit of those interested in finding their bearings in our “coffee musings” – an interesting American blog is called Café Philos, a nice name it’d be vile to steal.

Not that Mario needs any answer. He already had many on the phone, with four-letter words. Our classroom style btw, a bit unleashed to tell the truth.

We were all males, the only unhappy exception in our school due to the headmaster’s unfathomable genius, so we lacked that element of moderation, gentleness – the woman –  that makes boys a little bit more civilised (and careful.)

I remember the last time (one year ago) we had a classroom celebration at a restaurant. Imagine ten well-dressed professional-looking 60-year-old men sitting at an elegant restaurant table in down town Rome and turning gradually into 10 unleashed kids once food and especially wine had started to work on us.

The waitress who was serving our table had to blush a few times. She of course was one of the targets of our joyful (and childish) attention. A couple of us especially are socially unacceptable – Marken Albus, for example – whenever they find their old buddies back. I confess I sometimes felt terribly embarrassed. But I’m being a bit hypocritical. I had huge fun and, who knows, the waitress a bit too perhaps, since she was blushing though smiling at us and I think she kept coming to our table more often than necessary.

The show was actually unusual. I doesn’t happen all the time to see ten apparently serious 60-year-old men turn into absolute morons and behave like kids.

When we are together we are bad, very bad. Fortunately it doesn’t happen very often.

(to be continued)

Sex and the City (of Rome). 4

Ancient women wrestling. Or a man and a woman?

Ancient women wrestling. Or a man and a woman?

Italian version

Let us then have a look at a collection of the erotic artefacts found in the ancient Roman towns of Pompeii and Herculaneum.

We already know that these frescoes, mosaics, statues etc. shocked the Victorians so much (see our first Post on Roman Sex).

Additionally, an interesting account in French of the best of them (60, with corresponding beautiful lithographs) was written by an unknown author, a certain ‘Colonel Fanin’ (or Famin? A Mistake in the English translation? see later) and published I guess illegally in 1816 in a limited edition by a French antiquarian (Stanislas Marie César Famin: ‘Colonel Fanin’ himself I guess) with the help of the Neapolitans (this French guy and Rome’s Greek cousins were such terrible brats, weren’t they.)

[On the matter, a History today's take; a good French blog's take]

It is revealing (and funny) how 19th Century Europe got so scared of this book. All known original copies were destroyed by the French government though two at least survived. One was hidden in the private case of the British Museum, another ended up in the Library of Congress in Washington. I am pretty sure some billionaire possesses some other copy somewhere in the world.

Roman Sex scene

One of those ‘abominable monuments to human licentiousness’. Click for source at a French blog

In 1871 the book was translated into English and went through many pirate (and forbidden) editions. It can now be viewed in the Internet, the problem of the English copy it comes from being the horrible colour separations of the reproduced lithographs.

We do not need to show you all the lithographs and the corresponding comments since you can browse them yourself. These comments seem to me both highly cultivated and captivating. The author appears torn between aroused curiosity, admiration and condemnation.

Below you can see Plate VI (Invocation to Priapus) reproducing a bas-relief which depicted a married couple performing a home sacrifice to this God of fertility.

Plate VI (Invocation to Priapus)

Here is the comment by the author:

“EVERYTHING in this bas-relief indicates an interior scene, an act of candour and piety, and not a disgusting orgy. The a married pair, clad as decently as the nature of the sacrifice to which they are about to proceed will allow, seem to be asking the god who presides over generation to put an end to a grievous sterility; the expressive gestures of the woman, especially, bear out this explanation. The husband is occupied in stretching out a curtain which is to veil from profane eyes the mysteries of the sacrifice”…

“The god, represented with the figure of a bald-headed and bearded old man, reposes on a little column, before which we observe a kind of altar erected in haste by the married pair, on which they have placed some oak-leaves and the pine-apple which surmounted the thyrsus of the priestesses of Bacchus.”

The Image in Plate XLVIII ( 48 ) reproduces a fresco from Pompeii. It is much more erotic and equally unconventional compared to today’s sexual manners.

Plate XLVIII (48). Spinthria

“A YOUNG and beautiful married couple are amorously toying on a small bed. A lighted lamp shows that the scene takes place at night-time … the young man is carelessly stretched on his back, while his obliging companion, seated astraddle over him, is left to perform the principal part. In the background may be seen the cubicular slave, who is attentively watching the voluptuous pastime, and seems to be even looking on it with a lustful eye–

Masturbabantur phrygii post ostia servi,
Hectoreo quoties sederat uxor equo.”

Well, I won’t translate these two verses by the Roman poet Martial, but the cubicular ( = in bedroom) slave was common and had to serve his/her masters whenever requested.

Scenes like this have been realised in the 2005 HBO/BBC TV series Rome, “a fictionalized account of Caesar’s rise and fall” (Wikipedia.)

People were mainly shocked by these and other sex scenes, also those who praised the TV series (many did, critics included.) I think it was a pretty good experiment aiming at showing some Roman history together with pre-Christian sexual (and non sexual) habits. The latter didn’t save the series since the former was too heavy for contemporary audiences.

I liked the series though – one of the finest reconstructions of Ancient Rome I’ve ever saw- and I highly recommend it.

HBO/BBC television series Rome

“This fresco – we are getting back to our mysterious author – is not without merit as regards its execution. The woman appears strong and well-formed; her fair hair falls over her shoulders in wavy curls. The man is beardless, but his stature is tall, and everything about him denotes a youth full of vigour and fire. The bed, a very inconvenient one for such sports, is … supported by four legs, too slender to resist long if they were not made of iron, a custom which has been perpetuated down to our own day in the south of Italy. It is, nevertheless, possible that this piece of furniture … was composed of a substance more precious than gold, for at the period of the decline, to which this painting belongs, luxury was carried to such a degree among the Romans, that it surpassed even the most marvellous stories of Eastern poets.”

Colonel Fanin tries here in my view to justify such unrestrained manners with the concept of decline but it must be noted that Rome at the times of Pompeii was instead at her apex from every point of view.

He then makes another mistake about the colour of Roman women’s hair (historians having proved that Roman hair was of any colour.)

“The Roman ladies attached great value to fair hair, though Nature had given them such beautiful black hair. It was indeed their habitual custom to have their heads shaved, and to cover them with light hair, which the young girls of Germany or Gaul sold them at fabulously high prices.”

It is true though that the fair and red hair colour was appreciated. Romans were open to a wide world of possibilities, being at the head a vast world.

He here gives us a lively image of Roman unrestrained wealth:

“Every part of the known world at that time contributed to subserve the reckless and mad luxury of the Romans. India sent them fine pearl necklaces, valued at several millions of sistertii; Arabia, her sweetest perfumes; Alexandria, Tyre, and Asia Minor, precious stuffs worked with gold and silk; Sidon, its metal or glass mirrors. Other countries sent to Rome purple, gold, silver, bronze, all the productions both of art and nature, the choicest wines, and the rarest animals. Under the later Scipio, men of high authority at Rome were seen wasting their substance with favourites, others with courtezans, or in concerts and costly feasts, having contracted, during the Persian war, the Greek tastes; and this disorder grew into a madness among the youths.”

Capitoline She-Wolf. Rome, Musei Capitolini. Public domain


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