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Ex voto. Gli italoamericani e le radici dell’antica Roma

La Chiesa di Nostra Signora del Monte Carmelo (un monte in Palestina) nella 115esima strada dell’East Harlem: fu la prima parrocchia italiana degli Stati Uniti. Il ‘culto’ di questa madonna sollevò polemiche tra il clero cattolico americano ma venne poi legittimato da Papa Leone XIII. La statua venne ‘incoronata’ nel 1904. Click for credits

English version

New York City, 17 luglio 1900

In quel giorno il New York Times scrisse:

“Little Italy […] era in pompa magna ieri, il giorno della festa di Nostra Signora del Carmine. Una folla di italiani, variamente stimata tra le 40.000 e le 75.000 persone, assediava il santuario nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine nella 115esima strada, dalle 4 del mattino fino a tarda notte. La folla recava in offerta candele di ogni dimensione, denaro, gioielli, figure in cera e in un caso un paio di occhiali”.

Nostra Signora del Carmine esce dalla chiesa nel 2004 durante la celebrazione del centesimo anniversario della sua coronazione. Click for credits

Abbiamo scambiato delle idee qui nel blog del MoR sul tema delle feste religiose italiane e sul loro significato.

Adesso vorrei richiamare l’attenzione su quelle figure in cera. Cosa sono?

Sono per lo più ex voto anatomici, cioè “modelli di arti o organi in relazione ai quali i devoti imploravano la Madonna perché sanasse le corrispondenti parti del corpo umano” – come scrisse il NYT in un altro articolo dello stesso periodo.

Ex voto. Museo d’antropologia e etnografia, Cagliari. Click for credits

Come osserva Robert Anthony Orsi (a p. 3 del suo libro The Madonna of 115th streetFaith and community in Italian Harlem, 1880-1950, Yale University Press, 1985) :

“I venditori di articoli religiosi collocavano bancarelle lungo i marciapiedi, in competizione con il commercio locale in articoli religiosi. Le bancarelle erano zeppe di copie in cera di organi interni umani e modelli di arti e teste umane. Chi era stato guarito – o sperava di essere guarito – dalla Madonna dei mal di testa o delle artriti recava nella grande processione modelli in cera degli arti e delle parti del corpo malate, ben dipinte per farle apparire più realistiche. Il fedele poteva anche acquistare statue di cera raffiguranti neonati, amuleti per scongiurare il malocchio, come ad esempio piccole corna da indossare attorno al collo o piccoli gobbi rossi, il tutto venduto assieme a santini, statue di Gesù, di Maria, dei santi, e a parti anatomiche del corpo”.

Antica Roma, 342 a.C.

Marcia è felice. Suo figlio, di 14 anni, si è appena ristabilito da un terribile incidente di strada. Le gambe fratturate sono guarite e lui adesso può camminare nuovamente. La lettiga che la trasporta viene adagiata sull’acciottolato. Marcia ne esce ed entra in una bottega di fronte all’isola Tiberina dove si trova il tempio di Esculapio, il dio della medicina e della guarigione. Marcia acquista due gambe in terracotta che di lì a poco porterà al tempio del dio, come dono sacro e simbolo di gratitudine.

Ex voto anatomici dell’antica Grecia

Marcia è un personaggio immaginario ma un vera e propria bottega-deposito risalente a più di duemila anni fa – in piena epoca repubblicana – fu rinvenuta nella primavera del 1885 durante gli scavi per la costruzione del muraglione sinistro del Tevere.

Conteneva – come scriverà l’archeologo Rodolfo Lanciani nel 1898 (L’antica Roma, cap. III p.87, Newton & Compton, 2005) “un gran numero di oggetti anatomici in terracotta dipinta, finemente modellata, e rappresentanti teste, orecchie, occhi, seni, braccia, mani, ginocchia, gambe, piedi ecc. Si trattava di ex-voto offerti alle divinità greco-romane da madri e parenti riconoscenti”.

In realtà, Lanciani aggiunge, “sembra che all’ingresso del ponte Fabricio [chiamato in seguito anche Ponte Quattro Capi, vedi immagine sotto, ndr] che conduce dal Campo Marzio all’isola vi fossero botteghe per la vendita di ex-voto di ogni genere … “

Il Pons Fabricius, chiamato Quattro Capi, rimasto intatto dai tempi dell’antica Roma. Conduce all’Isola Tiberina dove si trovava il tempio di Esculapio. Click for credits

Ex voto anatomici offerti alle divinità in segno di gratitudine o nella speranza di guarigioni erano comuni presso innumerevoli popoli antichi. Esistevano in Mesopotamia, nella Creta minoica, nell’antico Egitto ecc, ma i reperti più numerosi sono stati rinvenuti in Grecia e soprattutto nell’Italia centrale dove la maggior parte di essi risale al periodo tra il IV e il I secolo a.C.

Numerosi gli ex voto anatomici anche nelle province dell’impero romano. In Gallia, l’attuale Francia, ad esempio, essi erano numerosi nei santuari della Dea Sequana, la dea celtica della Senna.

Robert A. Orsi nel suo bel libro sulla Madonna del Carmine a New York City non fa uso del termine ‘pagano’ in riferimento alla religiosità italoamericana del periodo 1880-1950.

Egli tuttavia parla di paganesimo quando descrive la reazione dei cattolici non italiani nei confronti della religiosità italiana. Gli italiani sbarcati in America vennero infatti accusati di superficialità religiosa e di strane pratiche pagane.

“In un aspro attacco pubblicato sul The Catholic world nel 1888 – riferisce Orsi a pag. 55 del libro citato – il reverendo Bernard Lynch criticò duramente ‘il particolare tipo di condizione spirituale’ degli immigrati italiani, che si nutrivano di pellegrinaggi, santuari, santini, devozioni, ma che mancavano di qualsiasi reale comprensione della ‘grande verità della religione’ “.

Nella pagina successiva Orsi parla di “un sacerdote italiano che passò tutta la vita nell’East Harlem e nella chiesa del Carmine” e che riferì all’autore di come “egli avesse sempre saputo che il clero irlandese era contrario alle devozioni della Madonna del Carmine perché le considerava superstizioni pagane:” “Ci vedevano come africani, come gente strana. E rifiutavano tutto ciò … Eravamo sempre guardati dall’alto in basso, come se stessimo facendo qualcosa di male … “.

English original

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About Man of Roma

I am a man from Rome, Italy. I’m 60 and a Roman since many generations. In my blog, manofroma.wordpress.com, I’m writing down my meditations. The idea behind it all is that something 'ancient' is still alive in the true Romans of today, of which few are left.

3 responses »

  1. Traduco la *discussione* del novembre 2011.
    _________

    Paul Costopoulos. Gli Ex-voto non sono soltanto italiani. Per esempio nel St-Joseph’s Oratory, sul Montroyal a Montreal, migliaia di stampelle, bastoni, corsetti e altre protesi sono appese in segno di gratitudine per le grazie attribuite a St-Joseph o a padre André. Molti oggetti sono donati anche da pellegrini provenienti dagli Stati Uniti.
    Pagane o non pagane, sono espressioni di fede popolare nella divinità.

    MoR. Non volevo dire che gli ex-voto siano unicamente italiani. Solo qui in Europa molte chiese di paesi diversi mostrano ogni genere di ex voto.

    La reazione del clero cattolico degli Stati Uniti (di cui parlo nel mio post) non riguardava tanto gli ex voto quanto piuttosto l’intera religiosità del Sud d’Italia, molto diversa da quella polacca, tedesca o irlandese: l’uso di vino e birra durante le devozioni, il camminare a piedi nudi fino al santuario partendo da Brooklyn, in segno di penitenza e rispetto, il che a volte comportava che delle donne strisciassero sulle mani e sulle ginocchia in direzione dell’altare, ‘trascinando la lingua sul pavimento durante il percorso’ – come Orsi riferisce a pagina 11.

    Paul. Concordo sulla stranezza di alcuni rituali italiani. Assistere ad alcune processioni religiose, Sant’Antonio per esempio, era bello come una festa, con le bande, la statua fregiata di fili su cui i devoti infilavano banconote in dollari di vario genere, prima che esistessero le monete da 1 e 2 dollari, naturalmente.

    MoR. Questa ‘stranezza’ – scrive Orsi – portò a uno scontro tra papa Leone XIII e la gerarchia cattolica americana, in quel momento prevalentemente in mani irlandesi. Il papa sostenne gli italiani in modo accorto (non voleva essere accusato di favorire culti pagani) e Mount Carmel a East Harlem divenne così un santuario ufficialmente riconosciuto.

    Lo scontro tra Roma e il clero cattolico americano è istruttiva dal punto di vista di questo blog. Potrei parlarne in un futuro post.

    Dafna. Bentornato! Un mese tra il post e i commenti. Ci sei mancato. Leggerò e commenterò al più presto.

    MoR. Ciao Dafna, grazie, anche voi mi siete mancati. Aspetto allora il tuo intervento, anche se il tema degli ex voto può essere stravagante (e noioso) per chi è di fede ebraica.

    Dafna. Per niente noioso MOR. Ho visitato questa mostra in Ohio: Treasures of Heaven.

    Era … beh, tutte le cose che dici. Interessante, strana, pagana, fantastica, illuminante. (Ma non valeva il prezzo dell’ingresso)

    Suppongo che si possa rimanere in soggezione di fronte a una simile “stupidstision” ©. Ho un rosario di cristallo con il timbro “Roma” sul Cristo che trovo mistico.

    Le tue foto sono belle da un punto di vista artistico. Sembra che molte grandi religioni vadano verso ….. qual è la parola?

    Il “malocchio” turco è in pieno vigore e gli ebrei maschi chassidici ora vestono da capo a piedi con cappelli di lana e stivali alti con 90 gradi di temperatura. Ti mando la foto via e-mail, è sorprendente.

    In quanto donna mi hanno imposto di camminare a ritroso mentre mi allontanavo dal Muro del Pianto, per non mancare di rispetto voltandogli le spalle!

    Jenny. Mi piace il tuo blog per molte ragioni. Eccone una: mi fa spesso pensare ad alcune peculiarità della mia città natale in Pennsylvania. Una città dominata dai cattolici, come credo di aver detto qui precedentemente.

    Probabilmente ho anche già detto che la nostra città rurale di 16.000 abitanti aveva tre chiese cattoliche e, naturalmente, tre cimiteri cattolici. Tre istituzioni separate, perché (Dio ci aiuti!) i cattolici polacchi non volevano avere niente a che fare con i cattolici tedeschi, e nessuno dei due voleva avere niente a che fare con i cattolici italiani. Luoghi indipendenti di culto e (naturalmente) cimiteri diversi. Non lasciamo che le nostre ossa si mescolino. Forse, ora me ne rendo conto, uno dei motivi è ciò che descrivi in questo post.

    Mentre crescevo non capivo il perché di tutte queste storie. Trent’anni più tardi comincio a capirci qualcosa.

    MoR

    @ Dafna & Jenny

    [Ho già salutato Dafna, così Jenny lasciami dire che sono contento che tu sia tornata!]

    Non c’è bisogno di ricordare, Dafna, che la superstizione è di solito una credenza irrazionale o soprannaturale in cui ‘altre’ culture credono e noi no. Naturalmente la cultura di ognuno ha credenze soprannaturali (gli elementi della ‘nostra’ religione), ma sono nostri, quindi non li consideriamo strane superstizioni.

    A questo [gli italiani considerati ‘superstiziosi’ dai polacchi ecc.], Jenny, dobbiamo aggiungere che i popoli del Mediterraneo (ebrei inclusi) da un lato, e la gente del centro e nord Europa, dall’altro, sono profondamente diversi (clima, la distanza da quel sorprendente crocevia culturale che fu il Mediterraneo, ecc): questi ultimi si sono civilizzati molto più tardi (hanno cioè più tardi sviluppato una cultura più complessa) e ciò è avvenuto contemporaneamente alla loro cristianizzazione (il che li ha resi cristiani più convinti, io penso).

    Mi limiterò a citare il caso polacco. Tribù pagane primitive fino al X secolo d.C., hanno accolto la civiltà occidentale e il cristianesimo da allora in poi.

    Gli italiani del Sud, invece, erano anch’essi pagani ma altamente civilizzati almeno fin dall’VIII secolo a.C. (nel Mediterraneo orientale e in Egitto, le civiltà erano ancora più antiche). 1700 anni prima, dunque, più o meno. Così, quando il cristianesimo arrivò in Italia (III-IV sec. d.C.), essi erano già pagani greco-romani da ben 1000 anni, quindi i loro costumi non poterono essere interamente cancellati: di qui dunque la ‘stranezza’ delle loro devozioni.

    Tutto ciò fece sì che gli italiani sbarcati in America (nel 1880?) sembrarono agli altri cattolici come provenienti da un altro pianeta.

    A proposito, gli ebrei e gli italiani si capirono molto meglio. Non a causa del paganesimo, ovvio, ma a causa delle comuni radici mediterranee, penso. E infatti collaborarono subito in molti campi. Jerry Lewis e Dean Martin sono per me un simbolo di ciò (perché sono vecchio) e lo ricordo con affetto.

    Joseph Sciorra. Un articolo meraviglioso! Sono il co-curator e co-editor della mostra e del catalogo dal titolo “Grazie ricevute: ex-voto italiani dipinti e in metallo.” La mostra apre il 16 settembre 2011 e rimarrà aperta fino al 25 maggio 2012 alla galleria di midtown Manhattan, all’Istituto Italo Americano John D. Calandra. I tre articoli del catalogo narrano la storia degli ex-voto, la loro collocazione all’interno del pensiero cattolico, la loro creazione e utilizzo da parte degli italo-americani, e, infine, il significato sociale degli ex-voto al di là del loro originale contesto religioso, come pezzi da collezione, in particolare, e come ispirazione per artisti qualificati.

    Ecco alcuni siti web di riferimento:

    http://calandra.i-italy.org/~~V

    http://calandra.i-italy.org/node/639

    http://calandra.i-italy.org/publications/catalogues/catalogues

    https://www.facebook.com/ #! / groups/147378507621 /

    MoR. Ciao Joseph,

    grazie della visita. Seguendo i link ed esplorando il sito web dell’Istituto John D. Calandra voglio dirvi che state facendo un bellissimo lavoro. Mi è piaciuto molto, per esempio, l’Italian-American magazine show, Italics.

    In fondo al mio articolo trovi una lista di post correlati che potrebbero interessarti. Trattano dell’eredità greco-romana ancora presente negli italiani.

    Gli Italiani del Nord America sono interessanti per noi qui in Italia, non solo per motivi sentimentali: costituiscono come un ‘ponte’ per meglio comprendere il Nuovo Mondo. Sembrano inoltre conservare tratti culturali spesso scomparsi qui nella Penisola.

    Ciao e buon lavoro,

    Giovanni

    Reply
  2. Great post! I always learn something new. Good to see you back.

    Reply
    • Grazie Rosaria. Mi è dispiaciuto che tu abbia chiuso il blog. Ma la vita è sempre piena di nuove avventure, no?
      Inoltre ammiro la tua forza. L’ultimo anno deve essere stato molto difficile per te e tuo marito. Un abbraccio!

      Reply

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