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Sopravvivenze della dea romana Fortuna

Resti del tempio della Fortuna Primigenia a Palestrina (l’antica Preaneste)

English original

Abbiamo parlato di sopravvivenze della religione romana. Della dea romana Fortuna sopravvivono oggi vari elementi, tra cui i più significativi ci sembrano:

1) la ricorrente personificazione della fortuna nel linguaggio comune;
2) alcuni aspetti della funzione oracolare della dea, legati alla predizione del futuro;
3) uno degli emblemi della Fortuna, la ruota, che se originariamente forse indicava il disco solare venne poi man mano a significare la mutabilità della vita umana.

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1) Personificazione. Quando pronunciamo frasi come “invocarono la fortuna” o “gli scherzi della fortuna” siamo di fronte alla personificazione di qualcosa di capriccioso che è radicato nella nostra mente e che si può far risalire all’antica divinità romana Fortuna.

2) Predizione del futuro. Non lontano da Roma, ad Anzio e a Praeneste (l’odierna Palestrina), si trovavano due famosi santuari della dea Fortuna. I romani vi si recavano per conoscere il futuro, tra le altre cose. L’oracolo a Praeneste era connesso all’impressionante santuario (vedi l’immagine sopra e il link qui a sinistra) della Fortuna Primigenia (la Fortuna del primogenito) dove un giovinetto estraeva per i visitatori le sortes (delle barre di legno di quercia) che recavano inciso il futuro.

Allo stesso modo oggi ci rechiamo da chi ci predice la ‘fortuna’ ovvero il futuro. Se le due parole – fortuna e futuro (“vuoi conoscere la tua fortuna?”) – sono sinonimi in tale contesto, ciò lo si deve all’antico ruolo oracolare della divinità romana Fortuna.

Ruota della fortuna

3) La ruota della Fortuna. Credo che pochissimi spettatori della Ruota della Fortuna, una delle trasmissioni televisive più famose in tutto il mondo, si rendano conto di trovarsi di fronte a un fossile culturale dell’antica Roma (sopra l’immagine della Ruota della Fortuna di Singapore).

La dea Fortuna era infatti spesso rappresentata vicino ad una ruota e in piedi su una sfera (che altro non è che la ruota a tre dimensioni oltre che metafora del mondo). Ciò stava ad indicare come il nostro futuro sia incerto, proprio come i giri casuali di una ruota o sfera.

La dea poteva anche tenere una cornucopia, che simboleggia l’abbondanza, e un timone, che indicava come essa regolasse il destino dell’uomo.

Illustrazione dall’Assedio di Troia di John Lydgate (1370 – 1450) con la ruota della fortuna fatta girare dalla ‘Regina’ Fortuna (dal sito TheDEN)

Ma solo la ruota è sopravvissuta nell’immaginario moderno e ciò probabilmente è dovuto, tra le altre cose, all’influenza di un testo, La consolazione della filosofia di Boezio (nel II libro dell’opera si parla della Fortuna), un filosofo discendente da una famiglia romana da cui erano venuti imperatori e consoli.

Cicerone aveva già parlato della ruota ma è stato il testo di Boezio a rendere la dea Fortuna e la sua ruota popolarissime in tutto il medioevo. Ecco un brano sulla Fortuna e la sua ruota tratto dal libro II:

“So quanto la fortuna sia sempre amichevole e allettante con chi cerca di ingannare, finché non lo travolge con un dolore al di là di ogni sopportazione, abbandonando chi meno se l’aspetta … lei gira la ruota della sorte con mano altezzosa … è questo il suo sport, in tal modo dà prova di ciò di cui è capace, quando nella stessa ora solleva un uomo alla felicità, e poi l’abbatte nella disperazione: è così che mostra tutta la sua potenza”.

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Concluderemo accennando ad alcune poesie medievali (228) rinvenute nel 1803 nel monastero bavarese di Benediktbeuern. Composte intorno al 1230 in gran parte in latino e conosciute oggi con il nome di  Carmina Burana, esse satireggiano la Chiesa e i tempi e furono scritte da studenti universitari in un momento in cui il latino era la lingua franca d’Europa. Alcune poesie sono dedicate alla Fortuna e alla sua ruota.

Nel 1937 il compositore tedesco Carl Orff mise in musica alcune di queste poesie.

Il brano più famoso è tra l’altro “O Fortuna” (il primo del filmato qui sopra) che apre e chiude la composizione (seguendo il penultimo link è possibile leggere il testo originale di tutti i Carmina Burana. Potete ascoltare il primo brano musicale di Orff e seguirne il testo latino riportato qui sotto).

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O Fortuna
velut luna
statu variabilis,
semper crescis
aut decrescis;
vita detestabilis
nunc obdurat
et tunc curat
ludo mentis aciem,
egestatem,
potestatem
dissolvit ut glaciem.

Sors immanis
et inanis,
rota tu volubilis,
status malus,
vana salus
semper dissolubilis,
obumbrata
et velata
mihi quoque niteris;
nunc per ludum
dorsum nudum
fero tui sceleris.

Sors salutis
et virtutis
mihi nunc contraria,
est affectus
et defectus
semper in angaria.

Hac in hora
sine mora
corde pulsum tangite;
quod per sortem
sternit fortem,
mecum omnes plangite!

About Man of Roma

I am a man from Rome, Italy. I’m 60 and a Roman since many generations. In my blog, manofroma.wordpress.com, I’m writing down my meditations. The idea behind it all is that something 'ancient' is still alive in the true Romans of today, of which few are left.

7 responses »

  1. Dalla *discussione originale* traduco l’intervento dell’italo-americana Maryann (13 dicembre 2008) e la mia risposta.
    ________

    Maryann

    Buon Natale caro Man of Roma! Quando ho letto il tuo post mi sono ricordata di mia nonna, che era pugliese. Aveva una totale avversione per gli indovini e non tollerava che noi andassimo da loro durante le feste italiane. Quale può essere il motivo? Mi chiedo se sia un fatto culturale o semplicemente qualcosa di personale legato alle sue proprie personali convinzioni.

    Ciao.

    MoR

    Buon Natale anche a te cara Maryann!

    A mio parere la reazione di tua nonna era più culturale che personale, nel senso che probabilmente rifletteva la reazione della Chiesa contro possibili sopravvivenze del paganesimo (la religione romana) durante le feste italiane.

    La Chiesa cattolica dovette tollerare i residui della religione romana (i Santi, per esempio, che ha incoraggiato al fine di agevolare la conversione al cristianesimo delle popolazioni rurali), mentre altre volte ha combattuto contro tali residui. L’idea di una Fortuna, di un potere totalmente capriccioso che può essere sondato attraverso oracoli, indovini ecc, era contro l’idea cattolica di una Provvidenza divina [retto ordinamento di Dio e sua sollecitudine, ndr] …. Così l’idea di una ‘Fortuna’ non è stato tollerata e tutte le pratiche relative considerate superstiziose.

    Reply
  2. Heureux de retrouver notre Giovanni. J’aime beaucoup Carmina Burana et la musique chantait dans ma tête pendant cette lecture.
    Reaching back 4 years, what a nice way to wake up.
    Tutti Auguri,
    Paul (Pavlos)

    Reply
    • Quel plaisir de vous entendre, Pavlos.
      [Je suis désolé d'avoir raté votre ami Romano, içi a Rome. Nous avons échangé quelques e-mails]

      Cet été j’ai été à l’abbaye de San Galgano, dans la province de Sienne, en Toscane, un lieu de concert suggestif, where I savoured ‘O Fortuna velut luna’.

      Tanti auguri anche a te e a tutta la famiglia.

      Giovanni

      Reply
  3. I noted that ”…..gli scherzi della fortuna…..” translates into English as ….“the tricks of fortune…..”

    I noted also that “scherzi” is similar to the German noun “Scherz” (joke) and the German verb “scherzen” (to joke). Investigating further (in Google translate!!), I learned that the Italian “scherzo” translates into English as “joke”.

    Since it doesn’t appear that the other Romance languages have anything close to “scherzo” when referring to jokes, it does seem odd that the word for “joke” in Italian and German is almost the same.

    If I can summon up the energy, I’ll dig into this more!!

    Reply
    • Grazie Christopher. Since it is now late risponderò domani.

      Reply
    • According to the Dizionario Treccani the Italian verb ‘scherzare’ comes from the Lombard ‘skerzon’, close to the German ‘scherzen’. The Lombards, it is known, were a Germanic folk who ruled Italy for two centuries (from 568 to 774 CE) but didn’t invade any other Romance-language country as far as I know. This could explain why ‘scherzare’ is present only in Italian.

      Languages are great fun.

      Reply

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